Dicembre 5, 2022

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Usbek & Rica – Quando la fantascienza va oltre i limiti

Infine, la fantascienza mette in discussione i confini sociali perché il minimo cambiamento tecnologico, ambientale o biologico può trasformare il mondo a tutti i livelli, dalla società alle relazioni personali. Come il romanziere Robert A. Heinlein già durante una conferenza tenuta nel 1957, la fantascienza rende possibili esperimenti mentali sulle conseguenze sociali o politiche del progresso tecnico. Facendosi da parte e guardando il nostro mondo da un’angolazione diversa, meno convenzionale, crea un repertorio di possibilità che si svelano Non c’è alternativa E ci spinge a pensare a quali sono i nostri valori, anche a sviluppare un’etica del futuro. Incorporando tecnologie, vita e società, la fantascienza è una “letteratura totale” che, esplorando le frontiere, ci permette di pensare in modo diverso al nostro mondo finito.

Per riflettere su questi limiti, il Festival di Utopiales, tra i suoi circa 200 ospiti, può segnalarne quattro, ognuno dei quali illustra un aspetto del tema. Varcheremo le soglie con Céline Maynard la cui prosa tagliente, a volte ironica, umanistica ha sempre interpretato tutte le metafore del genere letterario sin dal suo inizio. L’autore interroga il nostro rapporto con il mondo, con la solitudine, con il futuro. Che cos’è una persona quando non riflette sui suoi compagni? Cosa accadrà altrove e dopo? O quando l’autore forse torna alle fonti di questo genere, alla letteratura di frontiera con un’opera simile In procinto di sparare (Payot, Rivages, 2015), attraversare i confini per stabilire meglio un nuovo mondo.

Ma questo nuovo mondo è una trappola mortale per alcuni. E dopo Venderson, Gilly Clark cerca di non affogare nell’odio colpo ad anello (Latalante, 2021) Dove è stato girato il film nascita di una nazione Non è più solo un film classico, anche se fortemente razzista, ma anche un mantra, ma una maledizione agghiacciante.

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Forse Hubris è l’Ada Palmer di cui ci parlerai meglio. Non si può che meravigliarsi dell’ambizione della sua prima opera, cinque volumi Terra Ignota (Le Belial, 2019-2022). Nelle profondità di un futuro sconosciuto, l’autore rinnova un’utopia, uno dei grandi interrogativi della fantascienza, la sua grandezza e le sue debolezze.

Per quanto riguarda il telaio, riprende la forma olimpica Hervé Le Tellier Per metterlo a terra, è meglio liberarsene e romperne i muri per esaminare l’umanità di oggi e di domani con una lente d’ingrandimento e da tutte le angolazioni. Ed è ancora la migliore fantascienza. Benvenuto in Utopiali.