Scambio di conoscenze nel contesto della scienza aperta: tra valorizzazione, commercializzazione e istituzionalizzazione della conoscenza Bibliothèque Universitaire d’Orsay, 31 maggio 2022, Orsay.

Scambio di conoscenze nel contesto della scienza aperta: tra valorizzazione della conoscenza, commercializzazione e istituzionalizzazione
Biblioteca dell’Università d’Orsay, martedì 31 maggio alle 14:00
Liz Verlett ———— ** Direttore dell’Institute of Information and Communications Technology Sciences, Paul Valéry University, Direttore scientifico del NumeRev Action Research Program (MSH-Sud) ** ### L’ecosistema editoriale accademico affronta la scienza aperta: ( ri)configurazioni e reticoli Per più di vent’anni fa, abbiamo osservato dinamiche legate alle iniziative di apertura, in particolare sotto l’impulso del movimento del libero accesso alle risorse scientifiche, ma ora sta regredendo secondo il tema. Tutti questi approcci di apertura sono ora raggruppati sotto il termine generale Open Science al fine di garantire, in particolare, una governance informativa e strategica. Questa istituzionalizzazione è tutt’altro che banale. A prima vista, le questioni economiche e sociali predominano nelle comunicazioni sulla scienza aperta e la sfida è cercare di contrastare le politiche di mercato inflazionistiche degli editori commerciali marginali al fine di consentire al pubblico l’accesso digitale (e illimitato) ai risultati chiave della ricerca finanziata con fondi pubblici , comprese pubblicazioni e dati di ricerca (OCSE, 2015). Pertanto, ripensare i modelli di business per la ricerca editoriale è una questione di ordine pubblico, rispettando il principio della diversità biblica e cercando di mettersi al passo con l’innovazione tecnologica di questi grandi editori. Ritorneremo su questi equilibri di forze, e quindi su questa situazione paradossale, che risulta chiara dal seguente principio: “Resta il più aperto possibile, chiuso se necessario”. Attraverso il networking, la scienza aperta sta rimodellando sia gli istituti di ricerca che l’intero ciclo della ricerca, implicando un importante cambio di paradigma, almeno nella gestione della sua ricerca. Infatti, secondo la Commissione Europea (2016), la scienza aperta rappresenta un nuovo approccio al processo scientifico basato sul lavoro collaborativo e nuovi modi di diffondere la conoscenza utilizzando le tecnologie digitali e nuovi strumenti collaborativi. Esamineremo alcuni dei cambiamenti da annunciare che stanno arrivando alle organizzazioni ma anche agli attori della ricerca. Liz Verlett è Direttore dell’Istituto di Scienze dell’Informazione e della Comunicazione dell’Università Paul Valéry. È la direttrice scientifica del NumeRev Research Action Program (MSH-Sud), una piattaforma di pubblicazione accademica nel campo della scienza aperta, ed è membro del comitato editoriale delle riviste Communication and Management, COSSI e Intelligibilité du numérique. La sua ricerca si concentra sulla revisione/diagnostica dei sistemi informativi, delle tecnologie di intelligence, della governance dell’informazione e dell’intelligenza economica, che studia privilegiando approcci costruttivisti e olistici. —————— Arnaud Saint-Martin ——————- ** Sociologo, Research Fellow al CNRS, CESSP (CNRS, Paris 1, EHESS) ** ### L Riviste predatorie che espongono le contraddizioni del capitalismo scientifico L’apertura della scienza è ormai diventata un mantra consensuale. Negli ultimi anni si è istituzionalizzato nelle pratiche e nelle istituzioni scientifiche. I suoi effetti sono stati evidenti nell’editoria accademica, a cominciare dall’emergere di riviste ad accesso aperto. I ricercatori raramente negano il suo interesse: la conoscenza si diffonde ulteriormente, favorendo dinamiche intellettuali precedentemente fruttuose. L’effetto inaspettato e sempre indesiderabile di questa apertura all’editoria accademica è stato quello di incoraggiare la proliferazione di riviste che non rispettano o rispettano a malapena gli standard di “qualità” scientifica. Classificate come “predatrici”, queste riviste sono migliaia, sono spesso intercambiabili (“International Journal of X and Y”) e pubblicano contenuti appena citati. In questa presentazione proporrò di tornare sull’ascesa di questa parte illegittima del mercato dell’editoria scientifica, per definire le sue funzioni sociali e ciò che rivela sulle contraddizioni del capitalismo scientifico. L’analisi alternerà, da un lato, l’incarnazione delle condizioni per l’emergere di questo ambiente liberatorio, che opera in modo vago e ambiguo, e, dall’altro, considerazioni più normative sul tipo di panico morale che questo sviluppo ha creato per questo. Stesso ambiente dall’inizio del 2010. Arnaud Saint-Martin è sociologo e ricercatore al CNRS. La sua ricerca alterna la storia della scienza e della tecnologia, in particolare l’astronomia, e lo studio delle trasformazioni dell’astronautica, dalla Guerra Fredda all’emergere del “nuovo spazio”. Ha co-diretto la rivista Zilsel e assicura la co-gestione di Éditions du Croquant. —————— Organizzatore Alexia Jolivet ————– ** Docente di Scienze dell’informazione e della comunicazione, Scienze e tecnologie, Université Paris-Saclay ** —————— Faccia a faccia: ** Ingresso gratuito ** e in videoconferenza: Per ottenere il link, registrati: [[[email protected]](mailto: [email protected])](mailto:[[email protected]]([email protected]))[[email protected]]([email protected])
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31-05-2022 T14:00: 00 31-05-2022 T16: 00:00