Gennaio 27, 2023

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Scrive l’Ambasciatore d’Italia: Il potenziale ruolo dell’Italia nella regione indo-pacifica

Mai una definizione geografica ha avuto tante implicazioni politiche come nel caso dell’Indo-Pacifico. Esteso dalla costa orientale dell’Africa alle coste occidentali del Nord America, rappresenta oggi più che mai una parte importante della situazione geopolitica e l’arena della competizione strategica tra Cina e Stati Uniti.

I dati si spiegano da soli: l’Indo-Pacifico produce il 60 per cento del Pil mondiale, ospita le tre maggiori economie (Cina, India, Giappone) ed è un importante centro di innovazione tecnologica. Inoltre, contribuisce a due terzi della crescita globale e, entro il 2030, il 90% della nuova classe media (2,4 miliardi di persone) proverrà dalla regione. Storicamente al centro delle rotte commerciali internazionali, ancora oggi, almeno il 25 per cento delle merci esportate in tutto il mondo passa attraverso la regione. Allo stesso tempo, nella regione è in gioco il futuro della transizione verde (Cina e India contribuiscono a un terzo delle emissioni globali), dove stanno emergendo nuovi modelli socio-politici (non tutti compatibili con i valori di orientamento occidentale) .

L’importanza di questa regione per gli interessi europei non può essere sottovalutata e l’UE ei suoi Stati membri devono essere consapevoli che il loro futuro viene plasmato lì. Si tratta di una sfida importante per l’UE, chiamata a svolgere un ruolo geopolitico ben lontano dal suo ruolo tradizionale, interagendo con attori più determinati.

Con la strategia settembre 2021, l’UE ha riconosciuto i suoi obiettivi a lungo termine – in primis le “transizioni gemelle” – e l’importanza di proiettarsi nella regione indo-pacifica per tutelare i propri interessi e valori. Pertanto, l’UE rifiuta il pericoloso approccio a somma zero, presentandosi come un partner affidabile per lo sviluppo e la sicurezza dei Paesi indo-pacifici.

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L’Italia non può che accogliere con favore l’emergere dell’Unione Europea nella regione. Povera di materie prime e con un forte approccio alle esportazioni, la nostra economia ha bisogno di catene di approvvigionamento resilienti, rotte sicure e mercati finali accettabili, nonché infrastrutture ben funzionanti e un commercio internazionale basato su regole. In altre parole, l’Italia ha un grande interesse per il successo della strategia europea per l’Indo-Pacifico e, in questo quadro, ha già individuato le aree più compatibili per contribuire.

In primo luogo, l’Italia, secondo produttore europeo, potrebbe sostenere attivamente la politica commerciale europea e la conclusione di un accordo di libero scambio con l’India. Abbiamo già esempi di accordi riusciti con paesi della regione come il Vietnam o il Giappone. L’accordo con l’India rappresenterà un asset importante in termini di diversificazione delle filiere globali.

In secondo luogo, grazie alla sua eccellenza industriale, l’Italia può dare un prezioso contributo agli ambiti della transizione energetica e dello sviluppo digitale. I paesi di questa parte del mondo, in particolare l’India, hanno bisogno di condividere le tecnologie per la transizione energetica per aderire ai loro percorsi di decarbonizzazione. I primi ministri di India e Italia hanno stabilito un partenariato strategico in questo campo un anno fa. Sia il settore pubblico che quello privato stanno lavorando per dare quel significato da una prospettiva sistemica.

Si aprono inoltre opportunità nel campo della connettività, come lo sviluppo dei sistemi Blue e Raman, un nuovo sistema sottomarino cogestito dall’italiana Sparkle del Gruppo Tim. Google e altri operatori, collegando l’Europa all’India e possibilmente espandendosi nella regione indo-pacifica. Connettività e trasformazione digitale procedono parallelamente. Per accelerare la sua partnership con l’India nel settore IT, l’Italia ha istituito un consolato a Bangalore nel 2022 come la “Silicon Valley dell’Asia”.

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Ultimo ma non meno importante, l’Italia può contribuire alla sicurezza delle rotte marittime e alla stabilità di una regione con molte faglie. La sicurezza marittima è fondamentale per la conservazione di uno spazio indo-pacifico aperto e basato su regole, una priorità per molti paesi della regione. L’Italia potrebbe svolgere un ruolo importante in questo senso sia attraverso la sua esperienza in operazioni come Atlanta sia attraverso le proprie competenze professionali.

Il conseguente equilibrio nell’Indo-Pacifico avrà un impatto decisivo sulle dinamiche globali. L’Italia, insieme ai partner Ue e nell’ambito di una strategia europea comune, è chiara sulla necessità di fare la sua parte.

Chi scrive è Ambasciatore d’Italia in India