Maggio 28, 2022

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Covid crisi politica in Italia

Salute: spesa che si gonfia vertiginosamente anche al di fuori del Covid

Inviato il 19 aprile 2022, 07:01

Il terzo anno consecutivo di slittamento del budget nel settore sanitario si profila per il 2022. Non ha senso affidarsi all’Ondam Compliance Warning Committee per suggerire misure correttive. Il Social Security Funding Act del 2022 l’ha esentata da tale obbligo quest’anno. Almeno se il “grave pericolo di aggirare Ondam” è dovuto alle spese per combattere il Covid-19.

E nel parere del 15 aprile la commissione “valuta già” che il provvedimento di 4,9 miliardi di euro per fronteggiare la pandemia, votato a fine 2021, “rischi di essere ampiamente superato”. Nel primo trimestre, i test di screening sono costati 2,1 miliardi, ovvero 500 milioni in più rispetto all’importo stanziato per l’intero anno. Inoltre, 600 milioni di indennità giornaliere sono legate all’imprevisto virus Covid. Inoltre, l’assicurazione sanitaria ha appena speso 1,2 miliardi “per soddisfare le richieste di vaccini e farmaci anti-Covid che erano state poste in essere a fine 2021”, ma non era previsto.

La quinta onda, che si è amplificata a dicembre prima di trasformarsi in uno tsunami a gennaio con la variabile Omicron, ha ribaltato ogni aspettativa. Ci saranno anche spese aggiuntive coperte in ospedale e case di cura, secondo i rapporti del comitato, queste istituzioni beneficiano di una garanzia di finanziamento per il primo semestre.

“micromonitoraggio”

Se l’ondata di corrente è in calo, non si esclude un rimbalzo epidemico in autunno, e quindi un’estensione delle misure antiepidemiche. Nessuno può dire quale sarà il conto alla fine dell’anno. Nel 2020 è salita a 18,3 miliardi e poi a 18 miliardi nel 2021.

Il costo del Covid-19 non è l’unica minaccia all’equilibrio finanziario dell’assicurazione sanitaria. Il comitato di allerta chiede “un attento monitoraggio” degli elementi di slippage senza un collegamento diretto con la crisi sanitaria. Avverte che “la dinamica di questa spesa non è cambiata nel 2021 rispetto alla situazione prima della crisi”.

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La spesa per medicinali e dispositivi medici è cresciuta dell’8,8% nel 2021 escludendo il Covid, che è una busta di 42,2 miliardi. Bisognava far scattare la “clausola protettiva”: consentirebbe ai pagamenti alle aziende farmaceutiche di superare un certo limite di spesa. Con sconti negoziati altrove, l’aumento si è ridotto al 5,7%, un ritmo che rimane veloce.

Un altro fattore entusiasmante: l’intensificazione della “salute al 100%”. Il governo ha offerto gratuitamente un apparecchio acustico e una protesi dentale per un costo di 300 milioni nel 2021 (l’offerta per la sostituzione degli occhiali ha avuto meno successo).

Finanza sempre più illeggibile

Inoltre, il trend inflazionistico dei licenziamenti quinquennali non si è proprio placato, con un aumento nel 2021 delle indennità giornaliere escluso Covid del 5,7%, dopo il 6,1% del 2020. È legato principalmente ai licenziamenti lunghi di oltre tre mesi.

Infine, ci sono le conseguenze del “Ségur de la santé”, con una rivalutazione dei 350 milioni del settore socio-educativo finanziati dalla copertura sanitaria. Il costo aggiuntivo di Segor per il 2022 sarà ancora di 2,7 miliardi, dopo un costo aggiuntivo di 7,8 miliardi nel 2021 e 2,1 miliardi nel 2020. A ciò si aggiungerà quest’estate una rivalutazione del punto di servizio pubblico, che gli ospedali fattureranno alla Previdenza sociale .

Ondam per il 2022 dovrebbe teoricamente scendere leggermente rispetto al dato del 2021, attestandosi a 236,8 miliardi invece dei 239,5 miliardi dell’anno scorso. La spesa è aumentata solo del 2,7%, esclusi Covid e SIGUR. Ci arriviamo? Il comitato per la preparazione resta prudente. Indica l'”incertezza” legata alla pandemia ma anche a finanze che sono diventate sempre più illeggibili, con adeguamenti di molteplici assegni ospedalieri effettuati nel corso dell’anno e sconti imprevisti sui medicinali. Indica la sua prossima opinione, a fine maggio – inizio giugno.

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