Ottobre 1, 2022

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Salute: per il ministro dell’Interno e degli Esteri “Dobbiamo provare tutto qui a Mayotte”


“Il problema della salute è di fondamentale importanza per una popolazione che è spesso traumatizzata nel corpo, per essere oggetto di bersagli permanenti per i delinquenti. Attacchi e brutalità sono la vita quotidiana dei Mahāori. Per non parlare degli omicidi che hanno fatto notizia. Quindi, Onorevole Ministro, se non possiamo fornire le cure di base qui, in loco, a Matthew, senza dover essere trasferiti in altri ospedali della zona, abbiamo perso la nostra missione, la nostra missione: darci i mezzi per curare le persone”. Queste le sue osservazioni presentate dal Rappresentante Mansour Qamar El-Din in qualità di Presidente del Consiglio di Sorveglianza dell’Information Clearing-House, come preambolo alla visita nella stanza degli scambi condotta da Gerald Darmanin.

Mansour Qamar El-Din si rivolge al ministro Darmanin

Una situazione che il Ministro non mancherà di provocare, fornendo così una pozione per ricordare i problemi di salute del 101Decimo Giuramento: mancanza di medici, mancanza di alloggi, mancanza di attrattiva, mancanza di strutture, ritorno di Mahorais dalla Francia o altro…
Molti temi sono già stati sollevati più volte, fino a tempi molto recenti, in occasione della relazione del Senato del luglio scorso. Vi si legge poi: “In uno stato di estrema povertà, l’isola di Mayotte conosce ancora fenomeni sanitari che non sono paragonabili in nessun altro dipartimento francese”.
Impossibile quindi, per il ministro da poco incaricato dell’esterno, per non parlare del secondo ospedale, sacra promessa presidenziale in via di concretizzazione, da costruire annunciata entro il 2025. Per questo lo Stato annuncia che sono in palio 350 milioni di euro tavolo. I fondi sono stati suddivisi tra nuove costruzioni e ristrutturazioni già in corso per le infrastrutture esistenti.

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Il problema principale del panorama medico lacustre dell’isola è la questione della carenza cronica di personale, in particolare dei medici: “C’è carenza di medici cittadini ovunque sul suolo nazionale (…) A Mayotte”, ricorda il ministro. “Quello che è complicato da capire è che i medici di base sono medici liberali e quindi sono liberi di stabilirsi dove vogliono e non possiamo costringere i medici liberali a stabilirsi, altrimenti non saremmo nella medicina liberale”. Di fronte a questa apparente difficoltà, l’inquilino dell’Hotel Beauvau invoca un atto di reciprocità: “È assolutamente essenziale che si lavori tra i comuni, il consiglio di contea, lo Stato, certamente l’ARS e la contea per vedere come possiamo aiutare medici di base a stabilirsi nel territorio”.

Il ministro incontra gli stakeholder sanitari

Per quanto riguarda le possibili alternative, Gerald Darmanen ha fatto la lista: “Stiamo provando cose in Francia, e c’è ovviamente la telemedicina, e c’è anche il fatto che possiamo creare centri medici con urgenza, il che è interessante. C’è il fatto che a volte i medici vengono assunti come personale. Non sono più medici generici ma sono nominati dalle autorità locali, ci sono consigli comunali, ci sono dipartimenti che lo fanno. Qui a Mayotte bisogna provare tutto”.
Anche in questo caso, la questione dell’assemblea dei rappresentanti non è nuova. Lo scorso giugno è stata istituita la Commissione Intersettoriale Mahorais per l’attrattiva, il reclutamento e la continuità degli operatori sanitari, con obiettivi simili.

“Una repubblica generosa, ma allo stesso tempo ferma”.

Interrogato dai nostri colleghi dell’Afp sulle dichiarazioni del giorno prima sulla necessità di “ridurre l’attrattiva sociale di Mayotte”, ha risposto il ministro. Nonostante la domanda sembri corretta, visto che l’accesso alle cure occupa buona parte di tale fascino (come dimostrano le zucchine sanitarie e il numero delle nascite), Gerald Darmanin dichiara che «non bisogna confondere tutto: è onore della Repubblica e è onore dei medici curare entrambi che vengono da loro”. Continua: “Secondo le cifre che i medici ci hanno appena fornito, l’80% delle 12.000 nascite che avvengono qui provengono da persone che non sono francesi e non sono mahoran. Capisco che sono circa il 50%, i funzionari eletti affermano che ci sono più del 50% degli stranieri in cura.Qui in questo ospedale.Si vede chiaramente che la Repubblica è altrettanto risoluta, dice che non si può andare avanti così, espelle 20.000 stranieri ogni anno, fa condannare ed espellere gli stranieri, e al allo stesso tempo tratta tutti generosamente. Gratuito.” Tuttavia, “siamo una repubblica generosa, ma allo stesso tempo dobbiamo essere fermi”.

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Insomma, poche pubblicità veramente rivoluzionarie, a parte il budget per il nuovo ospedale e l’imminente costruzione, e la promessa di “tornare a Parigi con meditazioni più avanzate”. Fino ad allora, i pazienti di Mahoran avranno ancora i loro problemi a dire…

Matteo gennaio