Dicembre 4, 2022

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Rousseau e le trasgressioni della scienza

Secondo Jean-Jacques Rousseau, il progresso scientifico ha reso l’uomo uno schiavo dipendente da macchine e strumenti. Suggerisce che “le nostre anime sono corrotte mentre le nostre scienze e arti progrediscono verso la perfezione”. Deplora anche «la cecità dell’uomo che, per nutrire il suo folle orgoglio, e non so quale vana ammirazione abbia per se stesso, che lo fa correre con zelo dietro a tutte le tragedie a cui è soggetto e che quella buona natura è stata attenta a stargli lontano”. Paradossalmente, questa opinione di Rousseau contraddice le idee dell’Illuminismo, da cui proveniva lui stesso. Gli valse inoltre molte provocazioni da parte di Voltaire che gli scrisse, tra l’altro: “Ho ricevuto, signore, il suo nuovo libro contro il genere umano (…) Non abbiamo mai usato così tanti cervelli per voglio renderci stupidi. Sembra un brivido quando qualcuno legge il tuo libro.

Eppure, in un certo senso, il ragionamento di Rousseau non è del tutto sbagliato. Con l’incredibile avvento della tecnologia digitale avanzata, il nostro ambiente sta cambiando a un ritmo sorprendente e spaventoso. Oggi siamo in preda a mostri che, ironia della sorte, sono il frutto del nostro ingegno umano. Ancora peggio, stiamo diventando sempre più simili a quegli avatar psichedelici e insensibili che abbiamo progettato e prodotto noi stessi. I nostri valori tradizionali, gentili e benevoli, come la gentilezza, l’umiltà e la generosità, stanno svanendo per lasciare il posto a valori nuovi, brutti e loschi, come l’indifferenza, l’intolleranza e la divergenza. La triste verità è che questa trasformazione ci priva della nostra umanità e, in effetti, ci degrada e ci rende brutti.

Basta guardare alle pratiche lavorative contemporanee negli Stati Uniti per vedere l’entità del disastro. Secondo il New York Times, molte aziende americane utilizzano il monitoraggio digitale in tempo reale per misurare la produttività dei propri dipendenti. In molti settori, il monitoraggio elettronico è onnipresente, come i cassieri dei negozi, i camionisti e molti altri lavori simili. Questo monitoraggio non è privo di conseguenze. Infatti, sono previste sanzioni severe (rimprovero, riduzione dello stipendio ed eventuale licenziamento) nel caso in cui la produttività del lavoratore risulti insoddisfacente.

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Il monitoraggio digitale altamente controllato si sta diffondendo rapidamente anche nei lavori che richiedono titoli di studio avanzati. In medicina, alcuni radiologi sono controllati da tabelloni che mostrano il loro programma e le loro prestazioni rispetto a quelle dei loro colleghi. In campo monetario o legale, è diventato un luogo comune monitorare costantemente la corrispondenza telefonica ed elettronica dei lavoratori a giornata. In un tale contesto di stress e tensione, il calore umano diventa sempre più freddo. Pertanto, non sorprende sentire i dipendenti lamentarsi del fatto che le loro condizioni di lavoro sono malsane e disumane. Non si può negare che provoca loro terribili sofferenze, sia fisiche che mentali.

Da un’altra prospettiva, Rousseau ritiene che la medicina non salvi gli uomini né allunghi l’aspettativa di vita. Al contrario, insinua che gli effetti della medicina siano dannosi. Secondo lui, se una persona si avvicina alla natura, non avrà bisogno di ricorrere alla medicina per il semplice motivo che molte malattie contemporanee sono causate da una società contemporanea pesantemente inquinata e depredata dal progresso scientifico. In altre parole, l’uomo moderno è più debole dell’uomo selvatico, così come un animale domestico è più debole di un animale selvatico.

Da questo punto di vista, Rousseau sottovaluta notevolmente gli effetti benefici della scienza. Inoltre, la storia ci fornisce prove chiare e sicure che la scienza in sé non è un fenomeno intrinsecamente malvagio. Al contrario, se usato con saggezza, può essere una fonte infinita di favore. Molte invenzioni scientifiche hanno già contribuito al miglioramento della condizione umana in diversi settori, sia in termini di istruzione, salute, comfort e sicurezza.

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Precisamente, con i progressi e le scoperte scientifiche, l’uomo ha potuto costruire ponti, case, navi, ospedali, aeroplani, fattorie, scuole, cianfrusaglie di ogni genere per migliorare le condizioni umane e salvare così vite umane. È stato anche in grado di scoprire cure e vaccini che alleviano le sofferenze e prolungano la vita. Inoltre, è riuscito a trapiantare cuori e organi umani. Inoltre, le statistiche sull’aspettativa di vita sono rilevanti ed eloquenti: prima del XIX secolo, la persona media non viveva più di 40 anni. Oggi, l’aspettativa di vita media umana è di circa 75 anni.

In breve, è l’uso improprio della scienza di cui dovremmo davvero diffidare. In effetti, gli eccessi della scienza derubano una persona del suo tesoro più prezioso, cioè la sua anima. Pertanto, la domanda che è diventata da porsi è come correggere il corso della scienza in modo da poter proteggere gelosamente la nostra umanità e purezza. Per rispondere, basti ricordare l’aforisma di Rabelais, che dice da vicino quanto segue: “La scienza senza coscienza non è altro che la rovina dell’anima. Sia sul lavoro, in casa o altrove, valori nobili, come l’amore, umorismo, compassione e comprensione, devono essere enfatizzati e simpatia e simpatia. Formano le solide basi delle relazioni umane.

I testi pubblicati nella sezione “Mail” coinvolgono solo i loro autori. In questo spazio, “L’Orient-Le Jour” offre ai suoi lettori l’opportunità di esprimere i propri pensieri, commenti e riflessioni su vari argomenti, a condizione che le osservazioni non siano diffamatorie, offensive o razziste.

Secondo Jean-Jacques Rousseau, il progresso scientifico ha reso l’uomo uno schiavo dipendente da macchine e strumenti. Suggerisce che “le nostre anime sono corrotte mentre le nostre scienze e arti progrediscono verso la perfezione”. Deplora anche la “cecità dell’uomo che nutre il suo folle orgoglio e non so per quale inutile ammirazione…

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