Luglio 3, 2022

NbaRevolution

Covid crisi politica in Italia

Riuscirà il prossimo ministro della Salute a sentire il grido delle badanti? »

DottDove parla il signor Ferran quando affermava, il 12 maggio su BFM-TV, che i problemi della carenza di badanti, con conseguente chiusura dei servizi familiari e ospedalieri, derivano non solo dal problema salariale, ma dalla regolamentazione?

Ha ragione a dire che c’è un vero problema organizzativo nell’ospedale generale, quando la chiusura dei letti e dei servizi provoca il caos all’interno dell’ospedale, costringendo gli operatori sanitari a cambiare appuntamento, tornare alle ferie e curare i pazienti con i loro disturbi. Non sempre lo sai bene. Ha ragione nel dire che questo problema organizzativo può portare a una forma di abuso nei confronti dei professionisti sopravvissuti e dei pazienti in attesa di un letto per essere adeguatamente curati.

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Ma non confonde forse l’effetto con la causa? Il caos “ordinato” non è forse il risultato di politiche sanitarie perseguite per diversi decenni, incentrate esclusivamente sulla redditività finanziaria degli ospedali pubblici? La disorganizzazione – la causa di tutto – è stata il risultato di una mancanza di mezzi parzialmente oscurata dalla crisi del Covid-19? Si credeva che questa crisi sanitaria avrebbe messo in discussione le politiche neoliberiste di salute pubblica, ma si scopre che nel 2022 non è stato fatto nulla, contrariamente a quanto il governo sostiene di destinare ripetutamente miliardi all’ospedale pubblico. In molti stabilimenti si perdono milioni per “completare” Segur – questo mantra ribadito dal ministro – e per rinviare le richieste di rinforzi necessari per far fronte alla carenza di personale. Gli ospedali non saranno in grado di regolare la carenza? Non sarebbero in grado di attirare i caregiver, così tanto adesso?

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burocrazia schiacciante

Un altro nome per disorganizzazione è burocrazia. Aveva proprio ragione Ferran quando ha sottolineato che gli oneri amministrativi a carico dei caregiver impediscono loro di tenere quella mano, e di rassicurare quel paziente, quando è necessario tracciare, osservare, inserire dati astratti nei computer del servizio e quindi elaborarli per suo conto. Il signor Ferran ha mille volte ragione nel sottolineare che questo peso folle può solo compromettere la qualità del lavoro. Ma questo peso amministrativo non è forse il risultato di una forma di privatizzazione ospedaliera in cui l’unico saldo di spesa deve essere l’imperativo categorico?

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Fortunatamente, come afferma il signor Ferran, “Qualità e sicurezza delle cure puntuali” ! Lo possono testimoniare i pazienti che giacciono sulle loro barelle per ore al pronto soccorso. Senza dimenticare, purtroppo, le famiglie in lutto dopo che qualcuno muore in questi corridoi dove le badanti, eroi loro malgrado, si preoccupano di non trovare un letto per quel paziente. Fortunatamente, come sottolinea ancora il Ministro, “Tutti i francesi che necessitano di cure di emergenza hanno accesso ad essa”. Gli abitanti di Senlis (Waze), Redon (Il-e-Velain), Baileol (Nord) e molti altri piccoli centri, costretti a percorrere diverse decine di chilometri per trovare un pronto soccorso aperto, potranno apprezzare le osservazioni del ministro. Dare la colpa senza dubbio alla mancanza di medici liberali, separati dalle guardie, che rifiutano i nuovi pazienti perché esausti e li spingono al pronto soccorso dell’ospedale più vicino. Il signor Ferran, ancora una volta, ha ragione a riconoscere l’accesso ineguale alle cure in questi deserti dove mancano tutti i servizi pubblici.

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