Novembre 26, 2022

NbaRevolution

Covid crisi politica in Italia

Quando i futuri ingegneri parlano di “trasformazione ambientale”

A meno di un mese dalla pubblicazione online del 10 maggio, il video di “call to desert” conta i giovani alumni di AgroParisTech Quasi un milione di visualizzazioni. Pur entrando in scena nell’elegantissima Salle Gaveau al ritmo orecchiabile di “Wati by Night” di Sexion d’Assaut, molto velocemente” [ne] scoppi [plus] di sbarre”, in un discorso in risonanza con Conclusioni dell’ultimo rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change.

Il tono è serio nelle loro narrazioni intersecanti di “conversione ecologica”, che qui analizziamo come l’adozione di credenze e pratiche ambientali con un obiettivo etico: Trasformazione di sé e del mondo. È interessante tornare al modo in cui esprimono la scala individuale e collettiva della loro conversione ecologica.

Questo cambiamento ambientale sembra testimoniare quello che vedono come un conflitto tra le proprie convinzioni ambientali e i corsi che seguono a scuola, con il desiderio di fare i conti con nuovi modi di vivere, che sarebbero segni di un “verticale”viene “dall’interno, dalla quantità di sacrifici e disagi che un militante può sopportare”, ha spiegato la politologa Florence Foucher.

Una “trasformazione ambientale” di coesione profetica

Oltre alle connotazioni profetiche, troviamo qui il simbolismo religioso della pratica ecologica, con il termine di “conversione ecologica”.

Aiutaci a mettere l’intelligenza al centro del dibattito.Donazione

La sociologa Carol Waldvogel in particolare presenta varie etiche ambientali, come ad esempio “Ecologia profonda” di Arno Naescome forma di secolarizzazione valori religiosi. Da parte sua, la politologa Sylvie Oletroult vede dentro attività ambientale “La dimensione del mio dispaccio è chiara per trasformarsi in un caso.”

Ciò che colpisce di più di questi studenti è la loro concentrazione su un requisito particolare nella loro “ricerca della purezza”, basata sulla (molto) avvincente “etica della convinzione”. in mondo e politica (1919), Max Weber lo presentò come opera di scienziati (va bene, sono ingegneri), e consiste in tutte le azioni compiute secondo convinzioni.

READ  🔎 Istituto nazionale di ricerca sui trasporti e la sicurezza

Oltre alla coerenza dell’identità ambientale, in Lavora per il pianeta (2015), Sylvie Oltrault osserva il modo in cui gli attivisti più interessati alla “rivoluzione” negli altri si sforzano di manifestare la propria “rivoluzione”. In questo caso, questi giovanissimi laureati hanno voluto presentare le loro alternative ecologiche, sviluppando un approccio dialettico con l’obiettivo di trasformare “coloro che dubitano”, come si suol dire.

Pertanto, hanno presentato prove fisiche della loro sincerità “Vita quotidiana ecologica” (Uno ad esempio è coinvolto nello ZAD, uno si dedica all’apicoltura, altri intendono stabilirsi in una fattoria collettiva nel Tarn…) Per cercare di prevenire le critiche volte a delegittimare un discorso che sarebbe solo astratto e disincarnato. **

Discorso ambientale esplosivo per ingegneri

Parliamo per un momento del contenuto del loro discorso ambientale, che contrasta con gli ingegneri che spesso vengono presentati come Depoliticizzato, “abituato a risolvere problemi senza mettere in discussione i dati”. I loro insegnamenti fanno parte della visione positivista della scienza, che è realistica e neutrale. Ma come gli scienziati francesi a un forum nel luglio 2021 in PubblicazioneQuesti studenti dell’AgroParisTech mettono in discussione la scienza per la sua “neutralità” e “depoliticizzazione”, intesa nella loro formazione accademica che, a loro avviso, “contribuisce alla continua distruzione sociale e ambientale”.

Illustrando le loro convinzioni radicali con il termine “distruggere posti di lavoro” destinati a settori ampi (agroalimentare, energie “verdi”, responsabilità sociale d’impresa) piuttosto che mirare a specifiche professioni, non andrebbero troppo oltre nella loro dichiarata rivoluzione? Come spiegano il loro discorso non nella filosofia della scienza ma nelle scienze politiche?

La politica delle loro pratiche…

Se il verbo ‘disertare’, che raramente ha una connotazione positiva nel linguaggio quotidiano, ci invita ad affrontare la dimensione politica del parlare apertamente, il grado di ‘purezza’ mostrato in ‘Trasformazione ambientale’ mette innanzitutto in discussione il lato politico della il loro approccio originale.

READ  Gioventù e scienza tra YouTube e disinformazione

Una domanda a cui si unisce il filosofo Frédéric Manzini, quando si chiede se la loro azienda riguardi più… “Discorso politico” o “Scelta esistenziale”. Nelle loro pratiche ecologiche, in fattoria, in ZAD o in montagna, pretendono di abolire la tradizionale divisione tra lavoro intellettuale e lavoro manuale, dando significato politico a un gesto quotidiano prima libero. Pertanto, rappresentano la “scelta esistenziale” piuttosto che il “discorso politico”.


Leggi anche: Utopia realistica: cosa rivela l’uso politico di questa espressione?


Pertanto, anche se offrono alternative ecologiche (agricoltore-fornaio, woofing, cantiere in ZAD, officina di biciclette autogestita, ecc.), la loro trasformazione ecologica solleva il maggior numero di domande nel suo cambiamento politico, a causa del suo carattere sclerotico. Il che significa non scendere a compromessi con il sistema in atto. E per quanto riguarda gli altri? Hanno concluso che “sta a te trovare i tuoi metodi di ramificazione”.

Il che fa sorgere la domanda: se stanno solo salvando se stessi, dov’è la dimensione politica collettiva del loro discorso di agronomi? Max Weber ci ricorda che all’interno dell’etica della convinzione, un individuo morale non deve preoccuparsi delle conseguenze, qui politiche, della sua azione. È sufficiente che quest’ultimo sia puro nell’intento e rispetti i valori (politici) dell’individuo.

Ma poi, se questi ingegneri sono “abbandonati”, a chi importa della “trasformazione ambientale”, che condannano alla vergogna, quando questo termine ha appena sostituito “sviluppo sostenibile”, che in realtà è più ottimista dal punto di vista tecnico? La domanda è sollevata e rimane senza risposta.

… stando lontano dalla politica istituzionale

Sebbene questi giovani vivano, o vogliano vivere, una “utopia concreta”, definiscono ciò che non vogliono più di quanto vogliono. in un forum ragionato Il edera La Rete Ambientale dei Professionisti dell’Azione Pubblica, che riunisce funzionari ed esperti di politiche pubbliche, ha risposto affermando di essere “convinta che sia necessaria una profonda trasformazione dell’azione pubblica per rispondere alle emergenze ambientali e sociali”.

READ  Ecco il vostro oroscopo di venerdì 3 giugno 2022: amore, soldi, lavoro, salute...

Posizionandosi come più testardi, i giovani laureati dell’AgroParisTech rifiutano così ogni possibilità di cambiare il sistema dall’interno, rifiutandosi di considerarsi “talenti per un pianeta sostenibile”. “Non vediamo la distruzione sociale e ambientale come ‘problemi’ e ‘sfide’ per cui dobbiamo trovare ‘soluzioni’ come ingegneri”, giustifica questo.

_________

di Simone GauthierDottorando in scienze politiche, Purdue University

L’autore sta preparando la sua tesi sotto la direzione di Yann Raison du Cleuziou.