Gennaio 24, 2022

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Nelle Alpi i lupi cacciano i mufloni

Le valli di montagna sono spesso luoghi appartati, dove convivono fauna selvatica e pastori. Alcune valli sono soggette a importanti sviluppi degli sport invernali, di cui conosciamo le conseguenze per la fauna e la biodiversità.

Per due anni una certa calma si stabilì nelle valli, sfruttate o meno, e la fauna selvatica riuscì a stabilirsi lì, soprattutto in inverno. Prova di ciò è questa scena di caccia osservata a dicembre, a Wadi Navis (Tra Tarentaise e Beaufortain) Valle isolata ma frequentata d’estate e d’inverno, a 2.200 metri di altitudine e poco distante dall’ovile. Si sa che due gruppi di lupi frequentano questa valle, e Attacchi alle mandrie sono già avvenuti. Il fuoco difensivo è già scoppiato nel 2018 e lì è stato ucciso un lupo.

Durante una visita a questa tranquilla valle innevata (cinque giorni di nevicata), ho notato un incrocio tra due sentieri di animali, con un cumulo di neve. Hai identificato due percorsi per i lupi. Poi è stata sorpresa di trovare, ben sepolta in un tunnel innevato, la testa di un grande uccello con corna incredibili, un’apertura alare di oltre 65 centimetri. Un vero ricordo, con poca o nessuna carne e pelo oltre a un antipasto di spina dorsale, che l’animale ha spostato e seppellito a metà strada, tra un ovile e una pista da sci di fondo. È un comportamento comune del lupo spostare pezzi di carogna e cacciare in inverno quando il suo fabbisogno calorico è elevato.

il muflone, un tipo di “pecora” selvatica (genere ufficio), non dalle Alpi. Fu introdotto gradualmente a metà del XXe Secolo, senza alcuno studio preventivo, per ragioni venatorie più che ambientali. Questa introduzione avvenne dalle popolazioni conservate nelle montagne della Corsica (oggi purtroppo molto più piccole), che a loro volta provenivano dalle mandrie in fuga, che hanno accompagnato la popolazione sin dal periodo neolitico.

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il lubrificante D’altra parte, è stato invitato di nuovo da solo nel 1992, con la sua squadra Torniamo al Mercantour Dall’Italia, dopo oltre 60 anni di assenza in terra francese.

Il muflone, che negli anni ’90 è stato preceduto dai primi gruppi del Mercantour, ha contribuito a questo successo diventando una risorsa aggiuntiva a disposizione di questo predatore. Quindi hanno dovuto adattare il loro comportamento (non più predatori oltre a volpi e aquile!) per sfuggire a questo predatore efficiente e intelligente. Non sempre ha il successo di questo teschio…

La questione irrisolta è se le due tracce osservate a Naves (orme della stessa dimensione e sfigurate dal vento) siano quelle di due persone, o di un unico binario che ne traccia i passi, ad esempio per seppellire, rivedere o condividere con il branco (generalmente quattro o cinque individui da una coppia riproduttiva). Interazioni interpersonali attorno alla “tazza” o semplici comportamenti individuali? L’archeologia (o l’ittiologia) ovviamente non può rispondere a tutto, ma ciononostante aiuta a conoscere la natura presente e passata. Qui, ad esempio, fa luce sulle interazioni tra prede e predatori, mentre entrambi lavorano gradualmente per ampliare il loro raggio d’azione.

In questa valle tranquilla, lontana dai rumori e da altri disturbi dell’industria meccanica degli sport invernali ma con poche attività di disturbo, e se si evita il pascolo estivo, si può raggiungere un perfetto equilibrio tra natura e attività umane. Naturalmente, questa convivenza richiede un adeguato sostegno agli attori della montagna, sia dal punto di vista educativo che economico.

Così, le invasioni del lupo (A super predatore Vi si può preservare un ruolo importante nella strutturazione degli ecosistemi, a testimonianza di una natura particolare. Quindi consentiamo questo tipo di osservazione alquanto singolare (che è possibile a promuovere per consentirne il seguito), come contrappunto alla perturbata valli limitrofe dalla ripresa delle attività dopo la prolungata cessazione dell’epidemia, in cui la fauna selvatica deve adattarsi a un certo livello di disturbo.

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