Giugno 13, 2021

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Nella nuova serie italiana “Zero” su Netflix, l’eroe nero invisibile fa i suoi superpoteri

ROMA – In una scena tv dove dilaga la sensibilità etnica, la serie Netflix è in italiano zero Una svolta importante: la prima serie televisiva in Italia con un cast prevalentemente nero.

La fantasia dei supereroi incontra la storia della seconda generazione di italiani, zero Si distingue per rappresentare la società sempre più multiculturale del paese.

Zero è il soprannome di Omar, il personaggio principale, un giovane addetto alle consegne nero italiano che è in qualche modo ignorato dalla comunità bianca che lo circonda. Ma la sua metaforica scomparsa si trasforma in potere magico quando scopre di poter effettivamente rendersi invisibile. Diventa un supereroe, aiutando a salvare il suo quartiere dalla gentrificazione da parte di investitori avidi.

La serie è uscita ad aprile ed è stata scritta da Antonio Dekele DeStefano, 28 anni, autore di sei romanzi. Distefano, nato in Italia da genitori angolani, ha detto a NPR che il suo obiettivo non era scrivere un manifesto antirazzista, ma creare qualcosa di globale.

“Volevo usare i sentimenti che condividiamo tutti”, dice. “Sono le risate e le lacrime che ci uniscono, non il colore della nostra pelle o le stesse opinioni che abbiamo”.

La serie è stata girata a Milano, non solo nell’elegante centro città noto ai turisti, ma soprattutto nei grintosi sobborghi della classe operaia, sede delle numerose comunità di immigrati in crescita in Italia.

Si stima che il 10% della popolazione italiana sia di nazionalità straniera. Immigrazione in Italia Un aumento significativo Sulla scia dei disordini politici scatenati dalla Primavera araba un decennio fa, in particolare dai paesi nordafricani.

Il sentimento anti-immigrati tra gli italiani ha raggiunto l’apice nel 2018, con il successo elettorale di Matteo SalveioNe, il leader ferocemente anti-immigrazione della Lega di destra.

ma con invecchiamento della popolazione Dipende dai caregiver nati all’estero e dall’Italia Il tasso di natalità è molto bassoMolti italiani capiscono che il futuro economico del Paese dipende dall’ingresso di nuovi immigrati nel mondo del lavoro. Le nuove attività commerciali, ristoranti e negozi di alimentari che hanno aperto nelle città italiane negli ultimi anni riflettono i cambiamenti demografici e hanno trasformato molti quartieri in centri multiculturali.

E ora il mondo dello spettacolo è a conoscenza di un potenziale nuovo pubblico di giovani di seconda generazione in Italia.

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“Cerchiamo storie che creino empatia ed emozioni”, afferma Ilaria Castiglioni, regista delle serie italiane di Netflix. “Per farlo, la nostra storia deve essere sia reale che globale allo stesso tempo”.

Dice che Distefano sa trasmettere un senso globale di insicurezza e invisibilità nelle sue storie di maturità.

“Antonio ha una voce forte”, dice. “Inoltre, ha un’esperienza di seconda generazione, che è un’esperienza davvero unica”.

Questa esperienza è evidenziata dalla colonna sonora della serie che include Red Bull 64 barre x zero. Di Marracash, uno dei rapper più famosi tra i giovani multiculturali italiani.

La colonna sonora e il dialogo – pieni di slang per la seconda generazione di giovani italiani – rappresentano un boom nella consueta tariffa televisiva in Italia con i principali artisti bianchi e trame.

Netflix non fornisce valutazioni, ma le valutazioni erano buone. I commentatori hanno elogiato la serie per aver aperto nuovi ruoli ad attori neri che sono stati trascurati nel rappresentare gli stereotipi.

“molti [Black] Le attrici si sono lamentate del fatto di essere ritratte come prostitute, partner di mercanti o rifugiati che arrivano su una barca”, dice. Angelica Besarini, un sociologo italiano di origine eritrea e somala specializzato in questioni di razza, colonialismo e identità di genere.

Tanto di quello che viene mostrato anche sulla TV italiana peggio – I team comici rilasciano insulti razzisti e fanno gesti offensivi prendendo in giro gli asiatici come un modo per ridicolizzare la correttezza politica, spesso spettacoli di varietà Usa la faccia nera.

zero Infine fornendo modelli di ruolo per i giovani italiani neri che non vedono i loro mondi riflessi nella maggior parte dell’intrattenimento di massa, Pissarini afferma: “Questo è molto importante per i bambini e gli adolescenti che vedranno questa serie e vedranno quel ragazzo nero, un giovane ragazzo nero, può essere un supereroe.”

Giuseppe Dave Secchi, 25 anni, interpreta il protagonista. È la sua prima esperienza di recitazione. Seki, nato da genitori congolesi, ha detto a NPR che la serie “apre una porta in Italia che stava solo aspettando di aprirsi”.

dopo pochi giorni zeroliberare l’autore Affollato da scolari in cerca di autografi Nella periferia di Milano, dove è stata girata la serie.

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Castiglioni afferma che l’obiettivo di Netflix è principalmente l’intrattenimento. “Se creiamo intrattenimento di qualità che crea discussione, questo è un vantaggio”, afferma, “una conversazione che suscita entusiasmo perché significa che con il nostro spettacolo entriamo nello zeitgeist”.

Questo spirito dell’epoca si conclude con una sorta di suspense. Ma è troppo presto, dice Castiglioni, per annunciare se una seconda stagione è in lavorazione.

Copyright 2021 NPR. Per saperne di più, visita https://www.npr.org.

Ari Shapiro, ospite:

La serie in lingua italiana di Netflix “Zero” è una pietra miliare: il primo spettacolo in Italia con un cast prevalentemente nero. “Zero” è un film fantasy sui supereroi che incontra la storia della maturazione della seconda generazione di giovani italiani. Lo riferisce Silvia Pogioli di NPR.

(suono simultaneo del programma TV, “Zero”)

Giuseppe Dave Secchi: (Omar parla italiano).

SYLVIA POGGIOLI, BYLINE: “Zero” è il soprannome del protagonista, Omar, un giovane italiano di origine nera.

(suono simultaneo del programma TV, “Zero”)

Seki: (Omar parla italiano).

Poggioli: Come molte persone di colore, è in qualche modo ignorato dalla comunità bianca che lo circonda. Ma la sua metaforica scomparsa si trasforma presto in potere magico quando Omar scopre di essere in grado di rendersi invisibile, diventando un supereroe che ha aiutato a salvare il suo quartiere dalla gentrificazione da parte di investitori avidi. La serie è uscita ad aprile ed è stata scritta da Antonio Dequele DeStefano, un 28enne che ha scritto sei romanzi. Distefano, nato in Italia da genitori angolani, afferma che il suo obiettivo non era quello di scrivere un manifesto antirazzista.

Antonio Dequele Distefano: (tramite interprete) ho voluto utilizzare i sentimenti che condividiamo tutti. Risate e lacrime sono ciò che ci unisce, non il colore della nostra pelle o le stesse opinioni.

POGGIOLI: La serie è stata girata a Milano, non solo nell’elegante centro della città, ma soprattutto nei grintosi sobborghi operai, sede delle numerose e crescenti comunità di immigrati italiani.

Ilaria Castiglioni: Cerchiamo storie che creino empatia ed emozioni. E per farlo, la nostra storia deve essere reale e, allo stesso tempo, globale.

POGGIOLI: Ilaria Castiglioni è la regista Netflix delle serie italiane. Dice che l’autore sa come trasmettere un senso globale di insicurezza e invisibilità nelle storie dell’età adulta.

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Castiglione: Antonio ha una voce forte. Inoltre, ha l’esperienza della seconda generazione, che è un’esperienza davvero unica.

POGGIOLI: Un’esperienza evidenziata dagli appunti della serie.

(SOUNDBITE, “64 Bars of Fear”)

MARRACASH: (musica rap in italiano).

POGGIOLI: Iniziato con zero soldi, rap Marracash, una delle migliori star italiane del genere. La colonna sonora e il dialogo, pieni di slang per i giovani di seconda generazione, rappresentano un boom nella consueta tariffa televisiva in Italia. Netflix non fornisce valutazioni, ma le recensioni sono state buone e la serie è accolta favorevolmente per aver aperto nuovi ruoli ad attori neri stereotipati. Angelica Besarini è una sociologa di origine eritrea e somala specializzata in questioni di razza, colonialismo e identità di genere.

Angelica Pissarini: Molte attrici si sono lamentate del fatto di essere state scelte come prostitute, come compagne di mercanti o come rifugiate su una barca.

Poggioli: Molto di quello che c’è sulla televisione italiana è peggio: i comici usano insulti razziali, fanno gesti obliqui per ridicolizzare la correttezza politica o usano il blackface nei programmi di varietà. Bessarini afferma che la serie Zero sta finalmente fornendo modelli per i giovani neri italiani che non vedono i loro mondi riflessi nella maggior parte dell’intrattenimento di massa.

Pissarini: Questo è molto importante per i bambini e gli adolescenti che guarderanno questa serie e vedranno che l’uomo di colore, un giovane uomo di colore, può essere un supereroe.

Poggioli: Il regista italiano di Netflix Castiglioni afferma che l’obiettivo dell’azienda è principalmente l’intrattenimento.

Castiglione: E se creiamo un buon intrattenimento che crea discussione, questo è un vantaggio, una conversazione che si accende perché significa che con il nostro spettacolo stiamo entrando nello zeitgeist.

POGGIOLI: Spirit of the Age – Un dramma adolescenziale di seconda generazione ambientato su uno sfondo di supereroi che termina con un legname. Ma è troppo presto, dice Castiglioni, per annunciare se una seconda stagione è in lavorazione. Silvia Poggioli, NPR News, Roma. Copia fornita da NPR, copyright NPR.