Settembre 26, 2022

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La regina Elisabetta II sdraiata nella Westminster Hall, le persone in lutto fanno la fila per chilometri per esprimere rispetto – aggiornamenti in tempo reale

Presentatore ABC Sydney Drive Riccardo Guanto Era a Londra e andò a rendere omaggio alla Falsa Regina dello Stato.

Il silenzio è la prima cosa che ti colpisce.

Sto per entrare nella Westminster Hall, l’edificio dell’XI secolo in cui la Regina resterà in stato per i prossimi quattro giorni. C’è un alto corridoio in pietra, e poi una lunga scalinata nella parte principale della sala.

Mentre avanziamo lentamente, giù per le scale, in due linee cupe, ogni occhio è sulla bara e tu ti siedi al centro della sala.

È su una piattaforma rialzata, un catafalco, avvolto in uno stendardo reale. Sopra il sarcofago si trova la Corona dello Stato Imperiale poggiata su un cuscino viola.

Intorno al sarcofago ci sono cavalieri, guardie granatiere con i loro splendidi cappelli di pelle d’orso e yeomanry con copricapi drappeggiati di cigni. È come una scena di Madame Tussauds del Medioevo.

Tutti gli ufficiali erano ancora formidabili, i polsi incrociati, appoggiando il peso in avanti sulle spade, come se fossero essi stessi a riposo. Non c’è sfarfallio su entrambi i lati.

Avvicinati alla regina. Guardo quelli davanti a me arrivare alla bara, girarsi e sfruttare il loro momento per salutarsi. Alcune curve. Alcuni annuiscono, come in ringraziamento. Un giapponese, in diversi posti davanti a me, si gira e si inchina profondamente.

Poi è stato il mio turno. Prenditi qualche secondo. Improvvisamente, la bara, che si trova al centro di questa enorme stanza, sembra più piccola.

All’inizio di quel giorno, lo vidi cadere nel centro commerciale, una folla fino a una profondità di dieci, il re, i suoi fratelli ei suoi figli che camminavano dietro, e una banda militare di ottoni che lo seguiva. Poi la bara sembrava enorme, i colori della bandiera e della corona scintillavano al sole.

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Ora, accanto, sembra più piccolo. All’immagine che ho della Regina – figura potente della storia, amica dei presidenti e confidente del Primo Ministro – si unisce un’immagine diversa.

Ora la vedo come una nonna, in definitiva debole, sdraiata, una piccola figura in questo vasto spazio. È difficile non sentire il flusso delle emozioni.

Il momento passa. Stiamo tutti andando avanti. Pochi riescono a resistere all’impulso di fare un passo indietro per un momento, poco prima di raggiungere la porta, e ognuno di noi finalmente scuote la testa e addio.