Gennaio 18, 2022

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La normativa italiana sull’uso gratuito è stata aggiornata ai sensi della Direttiva sul diritto d’autore

Il trasferimento in Italia della Direttiva sul diritto d’autore (come di seguito definita) offre alcune interessanti integrazioni all’elenco degli usi gratuiti, ma potrebbe non rappresentare la penetrazione rilevante dell’industria giornalistica auspicata dai giovani attori, così come dal legislatore comunitario.

la mia conoscenza

Il 26 marzo 2019 il Parlamento Europeo ha approvato Direttiva UE 2019/790 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 aprile 2019, sul diritto d’autore e sui diritti connessi nel mercato unico digitale (direttiva sul diritto d’autore), che gli Stati membri avrebbero dovuto modificare entro giugno 2021 al più tardi. Mentre alcuni Stati membri hanno rispettato la scadenza, l’Italia ha emesso la sua decisione solo fino alla fine Decreto Legislativo 177/2021 Il 12 dicembre 2021 (decreto legislativo) e modifica l’elenco Legge n. 633/1941 sul diritto d’autore e diritti connessi (legge italiana sul diritto d’autore).

Negli ultimi due anni è stata prodotta una significativa letteratura soprattutto per quanto riguarda l’analisi degli ormai noti articoli 15 e 17 della Direttiva sul diritto d’autore. Tali disposizioni disciplinano la tutela delle pubblicazioni di carattere giornalistico relative all’uso di Internet (Articolo 15 Direttiva sul diritto d’autore), e l’uso di contenuti protetti da parte di fornitori di servizi di condivisione di contenuti online (Articolo 17 Direttiva sul diritto d’autore), in modo iterativo. L’ultima disposizione richiede agli Stati membri di richiedere che i fornitori di servizi di condivisione di contenuti online stabiliscano una connessione pubblica o rendano altrimenti disponibili al pubblico quando concedono l’accesso pubblico a opere protette da copyright o ad altro materiale protetto caricato dai loro utenti, creando così un obbligo per i contenuti -piattaforme di condivisione Online per ottenere il permesso dai titolari dei diritti al fine di consentire ai propri utenti di condividere i contenuti. Ciò premesso, non è difficile comprendere il perché dell’ampio ventaglio di considerazioni in merito a tale disposizione.

In questo contributo ci concentreremo principalmente sulla trasformazione italiana di Articolo 15 Direttiva sul diritto d’autore e le sue caratteristiche.

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In via preliminare, l’Italia ha citato Articolo 15 Direttiva sul diritto d’autore Attraverso l’articolo 1, commi 1-16, del decreto legislativo e l’introduzione dell’articolo 43-Persino alla legge italiana sul diritto d’autore. Tale sentenza, uguale. 1, conferisce agli editori di pubblicazioni di carattere giornalistico i diritti esclusivi di copia e comunicazione al pubblico in relazione a Uso in linea delle loro pubblicazioni giornalistiche da parte di fornitori di servizi della società dell’informazione, comprese le società di monitoraggio dei media e comunicati stampa. Ciò significa che, d’ora in poi, secondo la legge italiana, qualsiasi fornitore di servizi della società dell’informazione – in particolare società di monitoraggio dei media e comunicati stampa, è anche chiamato “aggregatori di notizie“Dovrai ottenere l’autorizzazione adeguata dagli editori di stampa per farlo in modo legittimo”. Quale Utilizzo di pubblicazioni giornalistiche online a meno che tale utilizzo non rientri nell’ambito delle specifiche esclusioni di copyright descritte di seguito.

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Mentre l’articolo 43-Persino, A parità di condizioni. 1, consiste in un trasferimento del tutto letterale di Articolo 15 Direttiva sul diritto d’autore, il decreto legislativo definisce due caratteristiche, e:

  1. fornisce una definizione dell’espressione controversa “estratto molto breve” utilizzata nella direttiva sul diritto d’autore;

    • Articolo 43Persino Afferma che “un brevissimo estratto” di contenuto giornalistico significa “Nessuna parte di questa pubblicazione non dispensa dalla necessità di fare riferimento all’intero articolo di stampaAl riguardo, va segnalato che attraverso Parere n. AS1788 (il “Opinione“), emanato prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo, Autorità antimonopolistica italiana (“AGCM‘) ha criticato la definizione di cui sopra per essere troppo vaga e ha suggerito criteri più oggettivi come, ad esempio, il numero di caratteri utilizzati nell’articolo;

  2. introduce il principio secondo cui gli editori giornalistici ricevono un “equo compenso” per l’utilizzo dei loro contenuti giornalistici online;

    • Va notato che il principio dell’equo compenso implica che editori e fornitori di servizi dovranno avviare trattative sull’uso e la remunerazione dei contenuti. Nella determinazione di tale giusto compenso, il legislatore italiano ha attribuito un ruolo centrale all’AGCOM (cfr. infra, punto (3)). In ogni caso, una parte del ricavo deve essere riconosciuta dagli editori agli autori degli articoli oggetto di fruizione online. contestualmente, gli editori ai quali l’autore abbia ceduto o concesso un diritto mediante cessione o contratto di licenza, hanno diritto a una quota del compenso normalmente ritenuto dovuto all’autore per l’utilizzo delle proprie opere sotto qualsiasi eccezione o limitazione del diritto trasferito;

  3. Attribuito a Autorità italiana di regolamentazione e comunicazione (AGCOM) ha il compito di determinare i criteri che saranno utilizzati per determinare l’equo compenso di cui sopra.

    • L’AGCOM dovrebbe adottare un regolamento contenente i criteri che verranno utilizzati per determinare l’equo compenso, quali, ad esempio, il numero di consultazioni online dell’articolo, gli anni di attività e l’importanza nel mercato degli editori.

Nel caso in cui il processo negoziale tra editore e prestatore di servizi della società dell’informazione fallisca entro 30 giorni dalla richiesta di avvio della trattativa sull’importo dell’indennizzo e fermo restando il diritto di adire l’autorità giudiziaria, il decreto legislativo prevede che ciascuna delle parti può rivolgersi all’AGCOM per la determinazione dell’equo compenso e per la determinazione della propria offerta economica. Entro 60 giorni dalla richiesta dell’interessato, l’AGCOM determina, sulla base dei criteri stabiliti dal proprio regolamento, quali delle proposte economiche formulate sono compatibili con i criteri sopra indicati, ovvero se non tiene conto di alcuno le proposte per essere compatibili, determinano l’importo del compenso equo. Al riguardo, il legislatore italiano ha definito un obbligo mediatico di fornire tutte le informazioni necessarie ai fini del calcolo dell’equo compenso, che è vincolante per l’editore. Anche in questo caso, l’AGCOM svolge un ruolo essenziale, in quanto è incaricata di vigilare sul rispetto da parte degli editori del suddetto obbligo mediatico.

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Inoltre, i commi 6 e 7 dell’articolo 1 del decreto legislativo applicano le deroghe ai diritti degli editori di stampa di copiare e comunicare al pubblico contenute in Articolo 15 Direttiva sul diritto d’autore Fornendo questo diritto di riproduzione e diritto di comunicazione al pubblico, non viene riconosciuto in relazione a usi individuali, opere di collegamento ipertestuale e uso di singole parole o brevissimi estratti da una pubblicazione giornalistica.

Tuttavia, va notato che, secondo l’AGCM, la trasmissione italiana della Direttiva sul diritto d’autore contiene disposizioni che possono ostacolare la concorrenza e fornire una portata estremamente sleale per l’ingerenza delle autorità pubbliche (come l’AGCOM) nelle trattative private. In sostanza, secondo l’AGCM, la tutela concessa ai sensi della direttiva sul diritto d’autore (i) non dovrebbe essere perseguita né con strumenti di carattere generale – particolarmente invasivi – (ii) né con interventi normativi che rischino di porre limiti ingiustificati all’indipendenza negoziale del partiti. L’AGCOM ha invece suggerito di rafforzare il ruolo delle società di gestione collettiva riconoscendo che il loro ruolo nella supervisione delle negoziazioni è più idoneo a perseguire gli interessi dei loro autori.

Inoltre, l’AGCM teme che i criteri per la determinazione dell’importo dell’equo compenso che dovrebbe essere indicato nel Regolamento AGCOM, possano identificare una discriminazione indebita nei confronti dei nuovi entranti e degli editori di minori dimensioni, favorendo ingiustificatamente gli editori incumbent.

Tutto quanto sopra riportato, infine, si segnala che il decreto legislativo modifica le esenzioni regolate dalla legge italiana sul diritto d’autore trasferendo Articoli da 3 a 6 Direttiva sul diritto d’autore, negli articoli 70-Persino – 70-sesso Nella legge italiana sul diritto d’autore, l’aggiunta di alcune caratteristiche alle disposizioni dell’UE nel tentativo di adattare le normative già esistenti a un concetto di usi gratuiti più orientato all’online. Al riguardo, il Decreto Legislativo disciplina l’astrazione digitale, la citazione, la riproduzione, la traduzione e l’adattamento di parti di opere protette e di altri soggetti nonché la loro trasmissione al pubblico a fini esclusivamente illustrativi a fini didattici, nella misura giustificata dall’art. scopo non commerciale da raggiungere, a condizione che tale uso sia:

  1. Avviene sotto la responsabilità di un istituto di istruzione, presso i suoi locali o altrove, o attraverso un ambiente elettronico sicuro; e

  2. Include l’indicazione del titolo, dell’autore, dell’editore e del traduttore, se disponibile.

Tuttavia, l’eccezione di cui sopra non si applica in relazione al materiale destinato principalmente al mercato dell’istruzione e agli spartiti nella misura in cui sono prontamente disponibili licenze appropriate che consentano attività educative.

Infine, il decreto legislativo disciplina il text e il data mining a fini di ricerca scientifica prevedendo che l’attività di riproduzione svolta da enti e istituzioni di ricerca a tutela del patrimonio culturale, a fini di ricerca scientifica, estragga testi e dati da tutela tutelata. Sono consentite le opere disponibili in reti o banche dati a cui hanno valido accesso, nonché informare il pubblico dei risultati della ricerca quando sono espressi in nuove opere originali. Fermo restando quanto sopra, il decreto legislativo consente anche il text e data mining da parte di qualsiasi tipologia di utente, quando tale mining non sia riservato all’opera protetta o al titolare dei diritti della banca dati. Si spera che l’articolo 70-avere Dalle Direttive italiane sul diritto d’autore che forniscono definizioni molto complete di “organismi di ricerca” E “Istituzioni di tutela del patrimonio culturaleConsentire la corretta identificazione delle categorie coinvolte.

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Conclusioni

Il trasferimento italiano del percorso del copyright include alcune considerazioni.

Innanzitutto, a parere di chi scrive, la circostanza, per la quale all’AGCOM viene riconosciuto un ruolo diffuso nelle problematiche legate al diritto d’autore, non sorprende. L’AGCOM, infatti, svolge già le funzioni di vigilanza e controllo del diritto d’autore in coordinamento con le principali associazioni di recupero crediti italiane (Associazione Italiana Autori ed Editori—noto anche come SIAE). Ad esempio, adottando la decisione numero. 680/13/CONS Il 12 dicembre 2013 l’AGCOM fornisce supporto per tutelare il mercato dei contenuti digitali contrastando la pirateria attraverso azioni di contrasto efficaci, proporzionate e dissuasive.

Pertanto, la scelta del legislatore nella determinazione dell’autorità pubblica competente in materia può spettare esclusivamente all’AGCOM.

In secondo luogo, questo trasferimento della direttiva sul diritto d’autore non affronta le questioni generalmente evidenziate rispetto al testo stesso. Sebbene abbia fornito alcune specifiche aggiuntive per il testo di cui sopra, non sempre riesce a fornire soluzioni efficaci e pratiche come avrebbe dovuto.

Ad esempio, per quanto riguarda la definizione di “estratti molto brevi“Da un lato il decreto legislativo in accordo con la direttiva sul diritto d’autore ha tentato di definire questa espressione incerta che ha suscitato molti dubbi, e dall’altro si è persa un’occasione perché è facile immaginare che tale ambiguità creerebbe molto rumore.Pertanto, è interessante vedere che cosa avrà implicazioni pratiche.

In conclusione, questo trasferimento aprirebbe sicuramente scenari molto interessanti in termini sia di criteri di equità di compensazione che verrebbero applicati sia di intervento dell’autorità pubblica nelle trattative private, in particolare ai sensi del diritto della concorrenza, e le parti interessate dovrebbero prestare attenzione al modalità di applicazione Il quadro aggiornato sarà messo in pratica nei prossimi mesi, in particolare per quanto riguarda le diverse applicazioni che possono differire tra gli Stati membri dell’UE.