Dicembre 3, 2022

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La narrativa narrativa ci ricorda il presente

In occasione del mese della letteratura di narrativa, l’educatrice e ricercatrice Anne Besson, che ha appena pubblicato a Dizionario delle fiabe medievalici porta nel territorio del genere che apre “il campo a molte altre possibilità”.

Il letteratura di finzione Si definiscono l’opposto di ciò che non sono, nel senso di tutta la letteratura che si potrebbe chiamare “realismo”. Ciò che li contraddistingue, più precisamente, è l’ingerenza del “soprannaturale” – che sia sotto forma di eventi, creature o altro – che va oltre il quadro di ciò che può accadere in casa. L’ora in cui l’opera è scritta. Quindi, in questo vasto campo, si distinguono tre generi, cioè fantascienza, fantasia E meraviglioso. Ciò che distingue questi tre tipi è il modo in cui viene gestito l’elemento soprannaturale.

Torniamo al noto esempio del “gatto parlante”. Se un gatto parlante viene presentato in uno dei romanzi come un elemento perfettamente normale in un mondo particolare, siamo in uno stato di fantasia. Se quel gatto parlante è un alieno o una specie di gatto mutante, siamo nella fantascienza, perché abbiamo una giustificazione scientifica per il soprannaturale. Infine, se il diavolo manda un gatto parlante o è terrificante per un motivo o per l’altro, siamo in uno stato di fantasia, più orientato al sospetto, alla paura e al terrore.

Puoi dire, concentrandoti sull’immaginazione, l’invenzione e la creatività, che queste letterature sono, in un certo senso, l’essenza di tutta la letteratura?

Sì, possiamo considerarlo il fulcro della letteratura. In effetti, certo, tutta la letteratura inventa cose che non esistono. Ma nella letteratura realistica, ci atteniamo a cose che possono esistere. L’etichetta della narrativa apre molte possibilità.

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Soprattutto, dobbiamo renderci conto che sono in realtà legati alle storie più antiche dell’umanità! Perché la narrativa era l’unico modo per scrivere un romanzo fino al diciottesimo secolo.e secolo. Lo vediamo ad esempio nei grandi romanzi pastorali, ma anche nelle tragedie – le tragedie di Cornell e Racine – dove il soprannaturale non smette mai di intromettersi. Prima dell’avvento della ragione, l’immaginazione era semplicemente la dieta naturale della letteratura.

Sembra una contraddizione: queste etichette consentono una via di fuga, ma hanno un vero significato politico.

Anna Bisonte

insegnante e ricercatore

Ho appena rilasciato un file Dizionario delle fiabe medievali ; Perché, nell’esuberanza contemporanea, si torna al medioevo?

Quando si parla di “Medioevo fantasy”, si tratta in realtà di reinventare il Medioevo, in particolare attraverso la letteratura di narrativa. Non stiamo parlando di letteratura medievale, ma di come immaginiamo il Medioevo oggi.

Dalla fine del medioevo, un periodo investito dalla fantasia; Soprattutto dal XIXe secolo. È un momento, mentre la Rivoluzione Industriale sta sorgendo, in cui iniziamo a sognare altri mondi e vogliamo mostrarci lì. E per inventare questi altri mondi, ci rivolgiamo al passato oa qualche altro posto. Questo è chiamato medievalismo in passato e orientalismo in altri luoghi.

E la letteratura di narrativa, ovviamente, fa parte di questo momento della storia culturale, di questo momento in cui proviamo a reincantare il mondo, a raccontare storie diverse. La fantasia viene spesso reinventata, in particolare, nel Medioevo. Questa è la situazione testi di Tolkien Ad esempio, che si verificano nei nuovi mondi medievali. Questo è anche il caso delle prime grandi storie, storie gotiche che si svolgono nei monasteri, nei castelli in rovina, ecc.

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Sembra una contraddizione: queste etichette consentono una via di fuga, ma hanno un vero significato politico. Questo viene interpretato perché il ruolo delle fantasie è sempre quello di consentire uno spostamento da ciò che conosciamo in una vita particolare e di aprire prospettive.

A differenza della letteratura realistica, che si sviluppa all’interno di un ambiente ristretto, la letteratura di finzione ha una portata ampia e può includere, ad esempio, storie epiche, storie di gruppo, storie di ribellione e persino apocalisse.

La letteratura di fantasia è anche influenzata dal suo pubblico giovane e lungimirante, guidato dal desiderio di cambiamento. Lo vediamo ad esempio con i romanzi post-apocalittici, o la crisi post-climatica. Queste fantasie ci avvertono degli eccessi del presente e ci invitano a rispondervi.

Sta dicendo che queste maniere portano un discorso politico di sinistra?

Dagli anni ’60, la fantascienza è stata di sinistra, sì, nel collettivismo, rivoluzionaria. È una forma di controcultura, vicina ai movimenti di opposizione e di protesta. Invece, si legge progressista, di sinistra liberale.

La narrativa, con il suo lato “Campione della Provvidenza”, è stata talvolta accusata di essere di destra, persino di estrema destra. Ma è cambiato molto, grazie allo slancio generale che hanno queste etichette. Finché questo pubblico era composto da giovani bianchi della classe media, promuovevano i valori della classe media.

La trasformazione politica è avvenuta, da un lato, grazie alla femminilizzazione di questo pubblico, ma anche attraverso la sua espansione. Oggi la letteratura di fantasia raggiunge un vasto pubblico non più “specializzato”. Questo spiega il desiderio della letteratura contemporanea di accompagnare la sensibilità dei suoi lettori.

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