Agosto 3, 2021

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“La Fracture”: bollettino sanitario per la Francia contemporanea

Italiano del XVII secolo immaginato da Paul Verhoeven in BeneditaCon Virginie Evira, Cannes ha fatto il salto con entrambi i piedi nel 21° secolo gapUndicesimo lungometraggio di Catherine Corsini, proiettato venerdì sera in concorso.

Dopo aver affrontato, negli anni ’60, Virginie Evira e Niels Schneider in un deludente amore impossibileSecondo Christine Angot nel 2018, il regista francese (rivelato grazie a Nuova Vigilia con Karin Viard nel 1999) affronta qui un argomento di attualità. Nel suo nuovo film, parla davvero dello sciopero dell’ospedale generale e della crisi dei gilet gialli.

E in questo periodo, in una turbolenta notte d’inverno, trascorro il 2018 al pronto soccorso di un grande ospedale parigino, dove tre personaggi che, senza queste circostanze particolari, non si sarebbero incontrati: Julie (Marina Foix), Raff (Valeria Bruni Tedeschi) e Yan (Pio Marmay) ). I primi due, un editore di fumetti e fumettista che si è appena rotto un braccio, formano una coppia in difficoltà. Il terzo è un camionista in giacca gialla che è stato gravemente ferito a una gamba dall’esplosione di una granata durante un’altra manifestazione andata male.

L’ospedale generale come microcosmo

L’ispirazione di Corsini nasce da un fatto reale: l’ingresso di un gruppo di manifestanti inseguiti dalla polizia all’ospedale Salpêtrière il 1° maggio 2019, e subito presentati dal governo e dalla stampa come “Invadere”. Ma l’idea del regista non è quella di ricreare accuratamente l’evento. Sebbene ci sia un vero aspetto documentario nel descrivere il lavoro dei medici di emergenza a corto di personale, che sono completamente travolti dall’afflusso di pazienti, gap Invece, offre una diagnosi schiacciante dello stato francese di Macron. Corsini vede il pronto soccorso di un grande ospedale generale parigino come un microcosmo che riunisce i diversi strati della società francese.

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Nonostante alcune scorciatoie di sceneggiatura necessarie per tenere insieme questa vita dispersa, la vivace messa in scena e l’umorismo onnipresente consentono al regista di offrire una commedia drammatica e senza fiato, rivelando un paese malato diviso sull’orlo del collasso… proprio come lo stato fatiscente In un Ospedale generale francese, sembra consumare acqua da tutte le parti, pazienti ammassati in sale d’attesa e corridoi fatiscenti…

Irresistibile Valeria Bruni Tedeschi

a gap, la regista riscopre temi a lei cari, come la politica, la questione sociale, così come l’omosessualità – attraverso queste donne sposate che vivono la crisi del loro rapporto tra pazienti

Ottimo direttore del cast, Corsini qui diventa attori adorabili, che si tratti di Pio Marmay nei panni del proletario arrabbiato (ma dal cuore grande), dell’impeccabile Aissato Diallo Sagna della prima infermiera, ma anche di Marina Voss e Valeria Bruni Tedeschi. Irresistibile, fa molta autoironia con questa borghesia isterica, incapace di stare da sola due minuti e che pensa che i suoi piccoli problemi, il suo gomito e suo marito, siano più importanti dei problemi delle donne e degli uomini che le stanno intorno. O che quelli dalla Francia sono profondamente lacerati…

Un film affascinante, certo, ma senza dubbio un po’ debole nella competizione del più grande festival del mondo.