Ottobre 1, 2022

NbaRevolution

Covid crisi politica in Italia

In rassegna: questioni normative chiave per gli asset manager in Italia

Tutte le domande

Un’introduzione generale ai quadri normativi

Il principale corpo normativo italiano in materia di strumenti e servizi finanziari, comprese le gestioni patrimoniali e gli OIC, è il decreto legislativo 24 febbraio 1998 (TUF), e successive modificazioni. è 58. Il TUF è un atto approvato dal Governo attraverso i rappresentanti del Parlamento. Il TUF, a sua volta, attribuisce poteri illimitati ad alcuni organi governativi e amministrativi, quali la Commissione nazionale per le imprese e la borsa (Consob) e la Banca d’Italia, di emanare regolamenti secondari di attuazione delle regole. del TUF.

Il TUF viene di volta in volta modificato per recepire le direttive dell’Unione Europea (UE) applicabili al settore finanziario. Tra le ultime grandi novità apportate al TUF, il decreto legislativo 5 novembre 2021 n. 2021 (DL 191). 191 ha lo scopo di recepire a livello normativo la Direttiva Quadro Giuridico Europeo (UE) 2019/1160. Parlamento e Consiglio del 20 giugno 2019 (note come Distribuzione transfrontaliera di fondi o CBDF) Direttive 2009/65/CE (Direttiva OICVM) e 2011/61/UE (AIFMD) che semplificano la distribuzione transfrontaliera di OIC, compresi OICVM e FIA.

In particolare, il DL 191 ha modificato il TUF e ha conferito alla Consob il mandato di prevedere disposizioni secondarie rilevanti come segue:

  1. Obblighi della Consob e della Banca d’Italia: Ai sensi dell’articolo 5.1 del Regolamento 2019/1156, le informazioni sulle norme nazionali applicabili alle distribuzioni transfrontaliere devono essere pubblicate sui siti web dei regolatori nazionali. I siti internet della Consob e della Banca d’Italia, nel rispetto delle rispettive competenze previste dalla normativa italiana di cui all’art. 5 del TUF: sostanzialmente, per le società di investimento collettivo nazionali (OICR) e CONSOB per le società estere.
  2. OICR esteri: In relazione agli OICR esteri, la Consob modifica il proprio regolamento per disciplinare le “facilities” di cui all’articolo 92 dell’Ordinanza OICVM così come modificato dalla CBDF. In particolare, la Consob regolerà le agevolazioni per gli investitori tramite OICR UE, come previsto dalla Direttiva 2009/65/CE e, in particolare, dalla Direttiva 92.
    • determinare i compiti nell’ambito delle strutture per gli investitori per garantire che gli investitori possano esercitare i propri diritti e accedere alle informazioni di cui all’articolo 92 della direttiva 2009/65/CE;
    • Determinare la lingua in cui queste strutture dovrebbero essere fornite; E
    • Regola le condizioni alle quali i compiti di cui alla lettera a) sono svolti da un terzo o congiuntamente a un terzo da un OICVM UE.
READ  Cinque attività per rilassarsi nella capitale italiana dell'avventura del Trentino e dell'Alto Adige

L’esercizio di cui sopra sarà svolto dalla Consob modificando le disposizioni del proprio Regolamento Emittenti (Regolamento 11971 del 11971 e successive modifiche – RE) in materia di distribuzione di OICR esteri. , a titolo esemplificativo, eliminando l’attuale obbligo previsto dalla normativa italiana di avere un agente pagatore e un responsabile delle relazioni con gli investitori stabilito in Italia.

Secondo le disposizioni della Direttiva OICVM modificata dalla CBDF e le formalità da questa stabilite, la cessazione della commercializzazione di un OICVM estero in Italia deve essere notificata dallo Stato membro interno dell’OICVM (denotificazione). -Regole di stato che saranno emanate dalla CONSOB.

Si segnala che il DL 191 non fa in alcun modo riferimento alla notifica di un mese di anticipo in merito alle variazioni delle classi di azioni commercializzate, come previsto dal nuovo paragrafo 8 della Direttiva OICVM Articolo 93 così come modificato dalla CBDF. Si prevede pertanto che la Consob si occuperà della materia in sede di revisione del RE.

  1. Pre-marketing di fondi di investimento alternativi: la definizione di pre-marketing nella LD 191 si basa sulle differenze tra l’articolo 4.(1) (aea) dell’AIFMD come modificato dal CBDF e altri requisiti. Il pre-marketing e il marketing rispecchiano quelli introdotti dal CBDF. In relazione alla pre-commercializzazione dei Fondi di Investimento Alternativo (FIA) dell’UE, la Consob è informata dal regolatore interno dello Stato membro e la Consob può richiedere ulteriori informazioni sulle attività di pre-commercializzazione svolte o da svolgere in Italia. .

    Per quanto riguarda la denotifica dei FIA, le disposizioni previste dal DL 191 sono simili a quelle previste per i fondi OICR.

  2. Altre disposizioni del DL 191: Modifiche ad altre disposizioni del DL 191 relative ai Fondi europei di Venture Capital e ai Fondi europei per l’imprenditoria sociale introdotte dal CBDF e aggiornamento delle disposizioni del TUF in materia sanzionatoria per violazione delle nuove regole. CBDF.
READ  L'Italia e l'UNIDO si impegnano a lavorare insieme per accelerare i progressi verso l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile

Nel momento in cui scriviamo, la Consob non ha ancora emanato una nuova versione del RE con regole secondarie di attuazione della CBDF.

L’articolo 39 del TUF autorizza il Ministro dell’economia e delle finanze (MEF) a emanare norme secondarie che determinano le diverse tipologie di OIC italiani in base alla tipologia di asset in cui possono investire – cioè di tipo chiuso o aperto – e ai partecipanti autorizzati. In attuazione di tale delega, il MEF ha emanato il 30° Decreto Ministeriale 15 marzo 2015 (Decreto MEF 2015) relativo a criteri comuni applicabili al CSI italiano.

Il Decreto MEF 2015 (articolo 14, comma 2) prevede le seguenti categorie di OIC italiani:

  1. OICVM;
  2. i FIA aperti italiani (OIC non conformi che possono investire fino al 20 per cento in strumenti finanziari non quotati), disponibili anche per gli investitori retail e cosiddetti unreserved;
  3. FIA chiusi italiani (una struttura per investire in immobili, prestiti e altre attività in un mercato e il cui valore è misurato almeno ogni sei mesi);
  4. FIA immobiliari italiani (tipologia di FIA chiusi); E
  5. Per i FIA designati italiani, le norme italiane non prevedono requisiti per le attività idonee.

Un termine riservato significa che i FIA di questo tipo sono disponibili solo per le categorie di investitori specificate nella Direttiva MEF del 2015, che sono investitori professionali – come definiti nella MiFID e nei suoi regolamenti nazionali di attuazione; Oppure, se consentito dalle relative norme FIA, gli investitori non professionisti possono investire un minimo di € 500.000 (in contanti, in unica soluzione, non garantiti).

In vigore dal 30 marzo 2022 l’Ordinanza MEF n. 19/2022 (Decreto MEF 2022), con l’aggiunta di due nuovi commi all’articolo 14 di cui sopra, ha introdotto un’ulteriore classe di investitori non professionali nei FIA designati. , comma 2 dell’Ordinanza MEF 2015.

Queste due nuove classi sono:

  1. Gli investitori non professionisti in FIA riservati sottoscrivono o acquistano quote o azioni del FIA per un importo iniziale non inferiore a 100.000 euro, a seguito di una raccomandazione di un intermediario autorizzato nell’ambito del servizio di consulenza in materia di investimenti, e a seguito tale sottoscrizione o acquisto, l’importo totale degli investimenti in FIA riservati è tutto non correlato Non più del 10 per cento del portafoglio finanziario complessivo (contante, prodotti assicurativi finanziari, altri prodotti finanziari) detenuto presso intermediari finanziari. Investitori professionali in un FIA designato. Le quote minime iniziali sono indivisibili; E
  2. Le società autorizzate a prestare servizi di gestione di portafogli possono, nell’ambito di tale servizio, sottoscrivere o acquistare quote o azioni del FIA nel FIA sottoscritto per un importo iniziale non inferiore a 100.000 euro. Gestire il portafoglio di investimenti.
READ  'Parte d'Italia che vola intorno al mondo': l'ascesa e la caduta di Alitalia

Per disciplinare la verifica del limite del 10 per cento di cui alla precedente lettera a), l’ordinanza MEF del 2022 impone all’investitore non professionista di riferimento in un FIA riservato di fornire informazioni complete su se stesso. Investimenti finanziari.

Il decreto MEF 2022 non ha abbassato il limite di 500.000 euro per i FIA per essere considerati investitori professionali a fini di marketing, ma ha introdotto una nuova classe di investitori non professionisti che potrebbero investire 100.000 euro. Ciò avviene nell’ambito di un servizio di investimento, che implica una pre-valutazione dell’adeguatezza – ovvero consulenza d’investimento non discrezionale o gestione discrezionale di portafogli di investimento – e deve rispettare il limite del 10 per cento sugli investimenti all’interno del ambito dei servizi di consulenza in materia di investimenti.

Pertanto, per gli investimenti che non rientrano nell’ambito della consulenza in materia di investimenti o della gestione di portafogli, la soglia minima di 500.000 euro rimane invariata.

Per i FIA esteri che intendano avvalersi di tale ulteriore opzione per la distribuzione agli investitori al dettaglio, la Consob dovrebbe prescrivere una chiara descrizione delle modalità di distribuzione nella lettera di notifica di cui all’articolo 32 del GEFIA. 100.000 euro nell’ambito di servizi di consulenza in materia di investimenti o di gestione di portafogli e un limite del 10 per cento in caso di consulenza in materia di investimenti.