Luglio 5, 2022

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In Italia non è più vietata la legge provvisoria sull’arbitrato: verso un approccio pro-arbitrato aggiornato | Livelli Hogan

Attuale regolamentazione delle operazioni temporanee in Italia

Il lodo o l’integrità del processo arbitrale (ad es. prove) affinché le parti coinvolte nell’arbitrato internazionale ottengano un’azione provvisoria (ad es. ordini temporanei che proteggano un ambiente legale o di fatto) in modo rapido ed efficace al fine di proteggere i profitti futuri. Questo non è casuale – a cominciare dall’iniziale riluttanza (soprattutto da parte degli Stati) a consentire agli arbitri di concedere provvedimenti provvisori – questa è una pratica comune oggi. Alcune leggi nazionali sull’arbitrato da sole non conferiscono agli arbitri il potere di concedere procedimenti provvisori. Tra questi si possono citare Thailandia, Perù, Argentina e, sorprendentemente, l’Italia.

In effetti, l’arte è ben nota. 818 del codice di procedura civile (“CIPC”) vieta espressamente al tribunale arbitrale di concedere provvedimenti cautelari, salvo alcune limitate eccezioni, in particolare alla sospensione delle decisioni dei collegi arbitrali societari e degli organi sociali. Questa disposizione è generalmente considerata come una delle ragioni principali (forse la ragione principale) del sottosviluppo del tribunale arbitrale in Italia e si dice che la giustificazione dietro l’emanazione di tale norma (obsoleta) sia il carattere generale della difesa medievale.

Pertanto, le procedure provvisorie concesse dai tribunali arbitrali che si trovano in Italia non sono certamente giuridicamente esecutive (in Italia o all’estero, nell’esecuzione delle procedure provvisorie, almeno la legge della sede trova applicazione) e le corti italiane sono oggetto di dibattito. L’arbitro emesso all’estero deve eseguire i provvedimenti cautelari. Al riguardo, mentre la risposta positiva è chiaramente auspicabile, il divieto di arbitrato è attualmente utilizzato dalla parte di opposizione come strumento per opporsi all’attuazione di provvedimenti cautelari esteri in Italia.

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Legge 206 del 2021 e di prossima modifica della normativa vigente

Il Parlamento italiano ha infine accolto l’ingiunzione provvisoria concessa dagli arbitri e dalla legge n. Ha affidato al Governo il compito di emanare una nuova disciplina in materia adottando l’ordinanza legge 26 novembre 2021, n. 206.

Secondo l’art. 1, par. 15, lettera c), n della legge. 206 del 2021, gli arbitri saranno abilitati a concedere provvedimenti cautelari in tutti i casi presentati dalle parti. In tal caso, il tribunale arbitrale ha il diritto di concedere un’azione cautelare solo fino a quando gli arbitri non hanno accettato il loro ordine, dopodiché l’arbitro ha il diritto di eseguire i provvedimenti cautelari o di modificarli se una parte propone ricorso.

Questa disposizione mostra chiaramente i significativi progressi del diritto arbitrale italiano e la nuova tendenza pro-arbitrato del legislatore italiano, pronto a stabilire l’Italia come sede di arbitrato popolare.

Non è un caso che tale constatazione sia stata accolta calorosamente dagli arbitri internazionali.

Commento

Al di là degli evidenti vantaggi del nuovo approccio italiano alle misure temporanee, vi sono alcuni aspetti che necessitano di alcuni chiarimenti nel prossimo decreto legislativo o nella giurisprudenza ad esso correlata. Di seguito è riportato un elenco di questioni chiave.

In primo luogo, come per la maggior parte delle leggi nazionali, non è chiaro se le precedenti misure temporanee saranno consentite. A questo proposito è bene fidarsi della prassi di altri Paesi, dove si adotta e si approva un approccio pragmatico basato sul bilanciamento degli interessi: in genere il relativo processo deve essere rispettato prima della pubblicazione. Azioni temporanee (imponendo così che entrambe le parti debbano essere richieste prima che venga concessa un’azione provvisoria), ci sono alcune circostanze in cui può essere necessaria un’ingiunzione provvisoria per causare sorpresa, ad es. Sta per vendere. In questi casi eccezionali può essere sufficiente che l’iniziale carenza del giusto processo venga rettificata successivamente: una parte può essere informata delle circostanze del suo provvedimento cautelare con la sua emissione e può avere la possibilità di opporsi immediatamente e chiederne la revoca o la modifica . In alcuni casi, i tribunali arbitrali hanno deciso di ripetere l'”ingiunzione provvisoria”. Questo sembra essere un ottimo modo per bilanciare i requisiti opposti sopra menzionati e può essere una valida soluzione volta a impedire a una parte di annullare le conseguenze di azioni temporanee prima del loro rilascio.

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Un altro aspetto importante è la necessità formale per le parti di delegare esplicitamente il potere degli arbitri di concedere provvedimenti cautelari. Per un’interpretazione diretta di questa disposizione, un’interpretazione ragionevole (e aggiornata) di questi termini dovrebbe consentire agli arbitri di concedere procedimenti provvisori, sebbene sembri che la giurisdizione arbitrale per concedere procedimenti provvisori dovrebbe essere specificata nella convenzione arbitrale. Le parti prevedono l’esercizio delle regole arbitrali relative a tale potere.

Inoltre, dovrebbe essere garantito che la giurisdizione esclusiva degli arbitri a concedere procedimenti provvisori sia rigorosamente spiegata, vale a dire includendo misure temporanee che indicano necessariamente il potere dei tribunali nazionali come il congelamento dei beni. A questo proposito, come avviene nella maggior parte dei paesi esteri, la soluzione maggioritaria sarebbe – almeno in termini di procedimenti provvisori che richiedono i poteri dei giudici statali – con tribunali nazionali che abbiano poteri simultanei di concedere procedimenti provvisori.

Infine, il prossimo decreto legislativo dovrebbe chiarire se i tribunali italiani debbano far valere un procedimento arbitrale (cioè conferire potere vincolante diretto alle azioni) o emettere un separato provvedimento di riproduzione – e modificarlo se necessario. – Il contenuto del procedimento provvisorio dell’arbitro. È indubbio che la nuova normativa ribalta ogni possibile argomentazione contraria all’esecuzione dei provvedimenti provvisori presentati nei tribunali arbitrali all’estero (soprattutto quando il tribunale arbitrale presenta tale potere, direttamente o in riferimento alle regole del lodo arbitrale così concesse).

Prossimi passi

A breve è prevista l’emanazione di un’ordinanza legale che regoli la materia dei procedimenti arbitrali in Italia. Grazie a questo nuovo regolamento, l’Italia diventerà, finalmente, una sede attraente per i procedimenti arbitrali.

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Tuttavia, è bene che i clienti che stipulano i loro contratti prestino attenzione nel fare le scelte giuste in merito alle regole arbitrali applicabili e alle caratteristiche chiave del procedimento arbitrale.