Maggio 25, 2022

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Il piano industriale 2022-2025 vede aumentare gli utili

MILANO, Italia, feb. 04, 2022 (GLOBE NEWSWIRE) — Intesa Sanpaolo alza il velo sul nuovo piano industriale al 2025 e rimane fedele alla sua vocazione di banca con politiche di dividendi molto generose.

Il nuovo piano industriale si impegna a restituire agli investitori oltre 22 miliardi di euro, confermando la pole position di Intesa Sanpaolo tra le principali banche europee per generosità degli azionisti e rispondendo ai 16 miliardi di euro promessi da UniCredit nel piano 2021-2024 annunciato lo scorso dicembre.

In particolare, nel quadriennio, il Gruppo si è impegnato a distribuire agli azionisti oltre 22 miliardi di euro attraverso dividendi in contanti con un payout ratio del 70% per ogni anno di piano e un riacquisto di 3,4 miliardi di euro nel 2022; Ogni ulteriore distribuzione sarà valutata in utile anno per anno a partire dal 2023. Nell’ambito del piano industriale 2022-2025, Intesa Sanpaolo punta anche ad aumentare il proprio patrimonio netto da 4,2 miliardi di euro (nel 2021) a 6,5 ​​miliardi di euro.

Si prevede un aumento significativo della redditività con ROTE e ROE, che saliranno rispettivamente al 13,9% e all’11,6% nel 2025, dal 9,1% e al 7,6% del 2021.

Il reddito corrente lordo dovrebbe salire a 10,1 miliardi di euro nel 2025, da 6,6 miliardi di euro nel 2021.

Il Gruppo guidato da Carlo Messina prevede anche un utile netto di circa 5 miliardi di euro nel 2022, dopo aver raggiunto il target 2021 di utili superiori a 4 miliardi di euro.

L’ambizione del Gruppo è quella di diventare una banca ‘zero NPL’ senza alcun impatto da calendar provisioning; In tal senso, Intesa Sanpaolo prevede una riduzione degli NPL nel 2025 a 9,3 miliardi lordi, da 15,2 miliardi nel 2021, e 4,6 miliardi netti, dai 7,1 miliardi nel 2021.

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Con il nuovo piano industriale 2022-2025, Intesa Sanpaolo si impegna a creare valore di oltre
520 miliardi di euro per tutte le parti interessate. Alle polizze di ritorno degli azionisti si affiancano polizze per famiglie e imprese con nuovi prestiti a medio/lungo termine all’economia reale per 328 miliardi di euro.

Si prevede che i nuovi prestiti a sostegno delle attività non profit, dei soggetti vulnerabili e dei giovani ammonteranno a 25 miliardi di euro; per le persone bisognose, giovani e anziani, sono previsti investimenti e donazioni per circa 500 milioni di euro; Per l’ambiente, i nuovi prestiti all’economia verde, all’economia circolare e alla transizione verde dovrebbero ammontare a 88 miliardi di euro, con una forte attenzione al sostegno della transizione verde di imprese e PMI.

Per quanto riguarda il personale, il piano industriale prevede l’assunzione di circa 4.600 persone.

Equita Sim ha evidenziato che gli obiettivi del piano sono coerenti con le aspettative, con un significativo ritorno per gli azionisti.

LaPresse SpA Direttore Comunicazione e Ufficio Stampa
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