Settembre 26, 2022

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Covid crisi politica in Italia

Il direttore del Torino Art Festival Stefano Francia di Celle alla ripartenza

La 39a edizione del Torino Film Festival, il principale appuntamento italiano per i giovani registi e il cinema indipendente, prende il via venerdì con l’anteprima internazionale di “Sing 2”. È il primo festival nel paese che si tiene in luoghi con una capienza del 100% da quando ha colpito il COVID-19, e volere Sarà anche la prima uscita di persona raccolta dal direttore tecnico Stefano Francia de Sel, che ha debuttato lo scorso anno con un evento online, a causa della pandemia. Di Celle ora ripropone il Torino nell’era digitale di oggi.

Il festival, salito alla ribalta internazionale sotto l’attuale guida veneziana Alberto Barbera, è sempre stato orientato a mettere in luce le nuove promesse. Questi hanno incluso Luca Guadagnino, Michelangelo Framartino (“Il Buco”) e Pietro Marcello (“Martin Eden”), che hanno ricevuto un significativo impulso precoce dal loro lancio lì. Ha detto che la visione di de Sel è di andare avanti vario, egli è Radicato in quella che lui chiama la sua tradizione “hardcore”, ma è anche più aperto sia ai film mainstream che ai grintosi lavori sperimentali.

Estratti modificati dalla conversazione.

Torino è da tempo conosciuta come uno spazio per l’industria cinematografica indipendente globale in cui gli italiani hanno la possibilità di presentarsi. Cosa cambia sotto il tuo sguardo?

Internet ha notevolmente ampliato le opportunità per tutti di accedere a film indipendenti e d’autore, ma allo stesso tempo ha cambiato le abitudini cinematografiche. Questa era la base del nostro lavoro prima dello scoppio dell’epidemia. A quasi due anni dall’inizio della pandemia, con una massiccia accelerazione nella visione di film online, questo è qualcosa con cui dobbiamo fare i conti più che mai. Organizzare un festival a novembre 2021 significa riallacciarsi alla tradizione di stare nelle sale, cercare nuovi autori in giro per il mondo e dare spazio agli italiani che fanno i loro primi film.

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Perché hai scelto “Sing 2”, che sarà del regista Garth Jennings, come apertura?

Lo abbiamo scelto principalmente per tre motivi: è un film che si rivolge a un pubblico molto diverso; È molto complesso nella narrazione. È un inno a Torna al cinema. Oggettivamente parlando, si tratta anche di un gruppo di artisti che vogliono emergere e migliorare le loro possibilità di esprimersi artisticamente – e di farlo con molta audacia, proprio come i nostri autori sperimentano tanto tra i difficili vincoli di produzione. Poi c’è anche il fatto che Garth Jennings ha iniziato molto giovane con la sua compagnia indipendente nel Regno Unito ed è stato in grado di unirsi alla Universal per il suo impressionante debutto in “Sing”.

Parlami dei festeggiamenti torinesi di Monica Bellucci

Uno dei film che ha suscitato molto scalpore è “La ragazza della fontana” del regista [newcomer] Antongiulio Panizzi in cui Bellucci interpreta Anita Ekberg. che è Un dialogo tra il cinema del passato e del presente e anche un dialogo a distanza tra due cantanti che hanno vissuto – e nel caso di Bellucci sta ancora assistendo – grande fama. Il che ha impedito loro, come spesso accade, di esprimersi diversamente. Il film offre il collegamento perfetto per celebrare Monica Bellucci con il Premio Stella Delle Mole per l’innovazione artistica in un momento in cui sperimentava più del solito.

Celebri anche il duo libanese Joanna Hadjithomas e Khalil Joreige, che di recente ha realizzato un “Memory Box” utilizzando riviste e registrazioni audio che hanno realizzato durante la loro crescita a Beirut negli anni ’80, in stile retrò. perché?

Collegano le tradizioni torinesi con nuovi orizzonti per il cinema. Si alternano tra cinema e arti visive, offrendo loro un’ampia visione delle possibilità sia delle arti visive che del cinema quando si tratta di cultura e politica. Il loro lavoro si concentra sulla memoria e sulla resistenza; Sulla capacità del cinema di confrontarsi con i temi caldi e tragici della realtà contemporanea. Questo retro fa parte del filo conduttore del festival che vedete anche nelle sezioni documentari (internazionali e italiani).