Settembre 29, 2022

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Gianni Amelio per “Il signore delle formiche” e la persistenza dell’omofobia in Italia

Autore italiano veterano Gianni Amelio È salito alla ribalta con “Open Doors” (1990) e “Stolen Children”, nominati all’Oscar, che hanno vinto il Gran Premio di Cannes nel 1992. Ha vinto il Leone d’Oro a Venezia nel 1998 con il dramma in costume The Way We Laughed e ha gareggiato di nuovo a Venezia con The Lonely Hero nel 2013. Il lavoro recente di Emilio include The Baths, un ritratto del defunto Primo Ministro italiano Betino Craxi. ultimi anni in Tunisia.

Amelio tornò a Venezia con “signore delle formicheBiografia del poeta, drammaturgo e regista italiano Aldo Bribanti, incarcerato nel 1968, dopo un processo di quattro anni per una legge anti-gay in epoca fascista. Pic, prodotto da Simone Gattoni e Marco Bellocchio, con Luigi Lo Cascio (“I legami ) come Braibanti, condannato dopo la denuncia del padre del compagno più giovane, che in seguito costrinse il figlio a sottoporsi a terapia elettroconvulsivante nel falso tentativo di liberarlo dalla sua omosessualità. La legge di epoca fascista che puniva Braibanti, che rendeva fuorviante il un delitto innocente o “moralmente imprudente”, fu abrogato, nel 1981. Amelio parlò a Venezia con diverso Sulla continua urgenza di questa storia vera nell’Italia di oggi. estratti.

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Cosa ti ha attirato sull’argomento?

Anni fa, ho girato un documentario, Happy To Be Different, che era un reportage sull’omosessualità durante l’epidemia. Poi ho pensato di fare un documento separato sul caso Braibanti perché avevo assistito personalmente al processo, ma mi sono subito reso conto che non c’era abbastanza materiale. Poi in seguito ho ricevuto una telefonata da Marco Bellocchio che mi chiedeva se volevo fare un film basato su Braibanti e gli ho detto che invece volevo fare un film su di esso. Ci siamo incontrati nel suo ufficio il giorno successivo.

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Qual è stata la sfida principale nel dare forma a questo romanzo?

La mia preoccupazione principale era fare un film popolare che potesse attrarre e risuonare con un vasto pubblico e non essere eccessivamente impegnato in una ricostruzione accurata di tutto ciò che è accaduto. Ciò premesso, per quanto riguarda il processo, mi sono attenuto rigorosamente ai testi della corte. Tutto ciò che dice l’attore è letterale. Mentre con alcune battute Aldo si è preso un po’ di libertà. Rossellini, il padre del neorealismo, diceva che il neorealismo nasce dalla finzione. Attraverso l’immaginazione puoi rispettare la realtà e anche creare una scena.

Nel film c’è un personaggio secondario, come te, della Calabria meridionale, che dice che un gay ha due scelte: “O guarisci te stesso o ucciditi”. Questa affermazione è derivata dalla tua esperienza personale?

Sì, questa è l’unica battuta nel film che ho sentito con le mie orecchie. Avevo 16 anni e qualcuno in un gruppo, riferendosi a me, disse quella frase.

Cosa ne pensi del pubblico ideale per “Il signore delle formiche”?

Un insegnante di scuola elementare del sud Italia ha paura di uscire allo scoperto e dire pubblicamente di essere gay perché teme che le famiglie ritirino i propri figli il giorno successivo di lezione. Così sono i genitori dei bambini gay e dovranno affrontare il giorno in cui i loro figli avranno il coraggio di uscire con loro.

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