Maggio 18, 2022

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Covid crisi politica in Italia

Covid: la salute in un vicolo cieco

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Alla luce degli indicatori dell’epidemia, le istituzioni sanitarie devono farsi avanti e cercare soluzioni.

“Non possiamo fare un passo in più senza mezzi extra”. In un documento che funge da nota di sintesi di un incontro tenutosi a fine novembre, sembra che le istituzioni sanitarie non siano state in grado di rispondere alle richieste dell’Agenzia regionale della sanità (ARS) nella lotta al Corona virus.

Oggi? Le intenzioni di ARS erano di aumentare il numero di posti letto Covid+ a 20 o addirittura 24, ma l’osservazione era chiara: con più di una dozzina di congedi per malattia per il singolo servizio di terapia intensiva, gli obiettivi fissati dalla supervisione sembravano fuori portata. Da allora, le soluzioni specifiche per la struttura sono prossime all’implementazione, ma ciò richiede cambiamenti nell’accoglienza dei pazienti. La questione, ad esempio, era quella di lasciare nella stanza i pazienti con altre malattie nel reparto assegnato “ma che potrebbero risultare positivi, asintomatici e senza segni respiratori” nella stanza solo con precauzioni extra.

A livello dipartimentale si sentiva la necessità di aumentare le capacità di accoglienza per i malati di coronavirus: la necessità di passare da quattro a otto posti letto nel Centro sanitario di Villeneuvois, da 16 a 20, e quindi nel Centro ospedaliero di Agen-Nérac. Ma anche dalle 4 alle 10 presso la clinica privata Saint-Hilaire. Contesto generale: ‘Un aumento dell’attività Covid’ ma anche un ‘grande volume di attività escluso il Covid’.

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