Dicembre 2, 2021

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Covid crisi politica in Italia

63 rifugiati dai campi etiopi sono stati portati in Italia attraverso rotte umanitarie

Circa 63 rifugiati dai campi profughi etiopi sono arrivati ​​in Italia venerdì dalla parte cornuta dell’Africa come parte di un programma di sciopero umanitario.

Un gruppo di 63 rifugiati provenienti dalla regione dell’Africa è atterrato all’aeroporto di Roma Fiamicino venerdì (12 novembre) dai campi profughi etiopi come parte di una marcia umanitaria. Gli immigrati comprendono 60 eritrei, 2 yemeniti e un somalo.

Il progetto è il risultato di un protocollo d’intesa firmato nel 2019 dal Ministero dell’Interno italiano, dal Ministero degli Affari Esteri, dalla Comunità San Ecuadoriana e dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per 600 richiedenti asilo provenienti da Etiopia, Giordania e Niger.

Le condizioni di vita di queste persone, da tempo profughi nei campi etiopi, sono state ulteriormente complicate dal conflitto che ha afflitto gli africani negli ultimi mesi, soprattutto nelle ultime settimane, secondo un rapporto della comunità di Sant’Egidio. Nazione.

Partiti in anticipo per problemi di sicurezza

A causa delle preoccupazioni per la sicurezza dell’Etiopia, la partenza, prevista per la fine di novembre, è stata anticipata, soprattutto perché le vittime sono state costrette a fuggire in modo frettoloso, sicuro e legale.

A coordinare l’arrivo di 63 rifugiati è il Dipartimento per la cittadinanza e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, sotto Michael de Barry, nell’ambito del coordinamento del Programma nazionale per il reinsediamento e l’attuazione di diversi accordi relativi ai “corridoi umanitari”.

In linea con le misure anti-governative, i beneficiari del progetto sono stati accuratamente sottoposti a prove cliniche e test rapidi dell’antigene prima di arrivare all’aeroporto di Fumicino in Etiopia, dopo di che sono stati nuovamente testati per il governo.

Andranno alle loro destinazioni finali e saranno isolati nei centri e nelle case della comunità di Sant’Egidio.

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Tenuto in tutta Italia

Sant’Egidio ha affermato che 63 rifugiati – per lo più madri single con i loro figli e individui di età inferiore ai 25 anni – erano volontari e alcuni parenti di residenti di lunga data in Italia: alcuni di questi ultimi erano già diventati cittadini italiani.

I rifugiati assisteranno con il sostegno delle famiglie italiane in varie associazioni e chiese, residenze di privati ​​e istituzioni religiose in molte regioni italiane, tra cui Roma ed Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Marche e Campania. Assicura la loro integrazione a livello comunitario e nel mercato del lavoro del Paese, oltre a servizi, corsi di lingua italiana, iscrizione scolastica per i minori e cure mediche adeguate.

Questo fa parte di una serie di donazioni volontarie alla CEI, finanziate dalla comunità di Sant’Egidio e finanziate dalle donazioni di associazioni e chiese e di privati ​​che hanno donato le proprie case e si sono offerti volontari.