Road to the Draft 2018: Il Mock Draft di NbaRevolution (scelte 46-60)




Ci siamo, il Draft NBA è ormai alle porte. A poco meno di un mese di distanza è tempo ormai di fare il punto di quanto successo negli ultimi giorni e, perché no, anche di provare a stilare un nostro Mock Draft. Partiamo comunque dal principio: nella notte tra martedì e mercoledì (16 Maggio) si è svolta la lottery NBA. Questa cerimonia ha sancito che la prima scelta sarà dei Phoenix Suns, seguiti a ruota da Kings (che hanno compiuto un balzo di ben cinque posizioni rispetto alle attese), Hawks e Grizzlies. La tanto attesa scelta Nets , risultato della trade tra Celtics e Cavs per Irving, è risultata essere una buona ottava pick mentre, per completare il quadro delle curiosità, la famosa scelta Lakers, arrivata nel trade down dei Celtics allo scorso anno, è rimasta ai Sixers che ora cederanno ai bianco-verdi la scelta Kings per il Draft 2019.

MOCK DRAFT REVOLUTION

46) Houston Rockets: Kevin Hervey 

Hervey è un giocatore che ha stupito tutti nell’ultima stagione a Texas e si candida per una chiamata tra la metà e la fine del secondo giro. Tiratore di buon livello, in NBA potrebbe essere già un discreto spot-up shooter, deve migliorare molto le sue doti di passatore e i suoi movimenti offensivi. Dotato di un buon fisico (206cm per 104kg), qualora migliorasse potrebbe essere un ottima backup SF o PF in quintetti small-ball. Già un ottimo rimbalzista ma deve crescere ulteriormente in difesa, dove comunque ha ottimi istinti.

47)  Los Angeles Lakers: Devonte Graham 

I Lakers hanno bisogno di una backup PG e Graham potrebbe essere il giocatore ideale. Difensore già molto affidabile (uno dei migliori della NCAA del ruolo) e passatore di primo livello, Graham è cresciuto molto anche a livello offensivo mettendo su un tiro piuttosto affidabile anche dal perimetro. I suoi limiti principali sono l’età (classe ’95) e un atletismo non da top della Lega.

48) Minnesota Timberwolves: Justin Jackson 

Justin Jackson è uno di quei giocatori che, senza l’infortunio subito, avrebbe potuto ambire a posizioni migliori di un secondo giro. SF di 201cm per 102kg, Jackson è uno di quegli atleti in grado di tornare subito utili ad una squadra NBA. L’ex Maryland è infatti un difensore di assoluto livello (pecca un po’ di velocità laterale), con un discreto tiro dal perimetro e tutte le carte in regola per diventare un buon 3&D. I dubbi sono legati alle sue condizioni fisiche e al suo effettivo miglioramento al tiro.

49) San Antonio Spurs: Isaac Bonga 

Bonga è uno di quei giocatori di cui qualunque franchigia dalla 15 in poi potrebbe innamorarsi. Gli Spurs però, con tutta la tradizione a seguito, sono secondo noi candidati a sceglierlo qualora disponibile alla 49. Il giocatore degli Skyliners di Francoforte è una moderna point-forward con ottime doti di playmaking, buone capacità di andare a rimbalzo e la possibilità con il suo fisico di difendere su più ruoli. I problemi riguardano principalmente la fase offensiva, dove è ancora piuttosto grezzo. Se parliamo di puro potenziale, Bonga (uno dei più giovani del Draft) è sicuramente da tenere sotto controllo.

50) Indiana Pacers: Kenrich Williams

Williams potrebbe essere un’altra scelta sensata dei Pacers. L’ex TCU è un cestista che potrebbe tornare da subito utile nelle rotazioni di Indiana: ala con un ottimo tiro perimetrale, difensore intelligente, ottimo rimbalzista e passatore (specie da situazioni di pick’n’roll) da non sottovalutare, Williams potrebbe rappresentare una buona scelta data la sua posizione al Draft. I suoi limiti principali riguardano l’età (24 anni nella sua stagione da rookie), i liberi (brutte percentuali) e un atletismo non da top del ruolo. In un contesto come quello di Indianapolis però potrebbero essere massimizzate le sue qualità.

51) New Orleans Pelicans: Trevon Duval 

Duval è uno di quelli che dovranno dimostrare davvero tutto al piano di sopra. La sua stagione a Duke è stata piuttosto deludente rispetto alle attese, vedremo se saprà rifarsi in NBA. Trevon è una PG dotata di un gran fisico per il ruolo (207cm per 84kg), con buone doti da passatore e capacità di attaccare il ferro. I suoi problemi principali riguardano il tiro (ancora troppo ondivago, specialmente dalla lunga distanza) e la fase difensiva, dove spesso è distratto. Prenderlo alla 51 potrebbe essere in ogni caso un “rischio calcolato” per i Pelicans, con la possibilità di avere un buon backup di Holiday.

52) Utah Jazz: Tyus Battle

Uno dei giocatori che potrebbe integrarsi subito negli schemi di coach Snyder è Tyus Battle. L’ex Syracuse è un PG/SG di 1,98cm per 93kg con un tiro perimetrale (a dispetto del 32% del college) molto fluido e già settato per la NBA. Si prospetta un ottimo spot-up shooter con doti difensive (d’altronde giocava a Syracuse e non potrebbe essere altrimenti). Deve iniziare a scegliere meglio i propri tiri evitando dei jumper contestati dalla media spesso deleteri per lui e per la squadra. Il classico giocatore dal discreto potenziale che potrebbe esaltarsi in un sistema organizzato come quello dei Jazz.

53) Oklahoma City Thunder: Tony Carr 

Tony Carr è una PG moderna con buone doti di shot creation (sopratutto dal pick’n’roll) e un tiro da tre affidabile in situazioni di spot-up. Fisicamente è ben messo per il ruolo (1,96cm per 91kg), e infatti è anche un buon rimbalzista per la taglia. Nella NBA moderna però deve ridurre il suo mid-range game che spesso gli causa tiri contestati e palle perse, oltre a mettere più impegno nella fase difensiva dove potrebbe essere più efficiente.

54) Dallas Maverick: Jevon Carter 

Jevon Carter potrebbe essere, in questa posizione, una safe pick molto interessante. Playmaker con ottime doti da passatore ( quasi 7 assist di media al college) e un tiro spot-up molto affidabile ( quasi 40%), Carter è anche un buonissimo difensore malgrado una stazza non proprio ottimale ( 1,88 cm x 90 kg). I suoi maggiori limiti sono: l’età ( 22 anni), la mancanza di atletismo necessaria per chiudere spesso al ferro e una stazza piuttosto limitante.

55) Charlotte Hornets: Vince Edwards

Edwards è un cestista che entra in questo Draft con la speranza di ritagliarsi un ruolo da role player. Per fare ciò deve assolutamente prestare maggiori cure alla fase difensiva; la sua taglia (203 cm x 102 kg) gli consentirebbe di difendere minimo su tre ruoli senza difficoltà, eppure l’ex Purdue risulta spesso passivo e deconcentrato. Per il resto è uno scorer di buon livello (con buone qualità sia dal perimetro sia in penetrazione) e un rimbalzista produttivo.

56) Philadephia 76ers: Rawle Alkins

Alkins, qualora disponibile in questa posizione (condizione altamente improbabile, a dire la verità) sarebbe una vera steal per i Sixers. SG di 1,96cm per 100kg, Rawle è un difensore aggressivo sulla palla e abile a seguire l’uomo off the ball. Nel corso della stagione è migliorato molto a livello offensivo diventando un tiratore sempre più affidabile specie in situazione di scarico. Deve ancora sviluppare delle doti di playmaking affidabili e riconoscere meglio situazioni offensive favorevoli (spesso tende ad accontentarsi troppo).

57) Oklahoma City Thunder: Devon Hall

Se Alkins potrebbe essere la steal dei Sixers, Hall potrebbe essere quella dei Thunder. SG moderna e con un discreto fisico (1.96 x 96 cm), l’ex Virginia è il classico giocatore che farebbe comodo a tante squadre. Buon ball-handler, ottimo in situazioni di spot-up e difensore di squadra molto preciso. Paga però un atletismo limitato e la poca capacità di attaccare il ferro. Un futuro da 3&D anche per lui sembra la possibilità più accreditata.

58) Denver Nuggets: Brandon McCoy

McCoy è un giocatore che ha molto deluso nelle combine e per questo è scivolato lontano da piazze più prestigiose di questo Draft. Centro “old-school”, Brandon è un giocatore efficace dal mid-range ed in post basso (dove ha anche movimenti talvolta piuttosto eleganti). Buon difensore d’area, ma pecca molto in atletismo che non gli consente di essere un élite defender malgrado la stazza (2,13cm per 113kg).

59) Phoenix Suns: Sviatoslav Mykhailiuk

L’impronunciabile SG da Kansas qualche anno fa era considerato uno dei futuri talenti europei nella NBA. Oggi il suo ruolo si è molto ridimensionato ma, nel giusto contesto, potrebbe tornare utile a diverse squadre. Ottimo tiratore perimetrale (quasi il 44% in stagione), Sviato ha dimostrato nei workout una buona versatilità difensiva (malgrado non sia un eccellente difensore). Manca un po’ di atletismo e di abilità di playmaking, ma come tiratore puro sarebbe una manna dal cielo per qualsiasi squadra.
60) Philadlephia 76ers : Goga Bitadze
Il centro classe 1999 sembra essere uno dei pupilli di Colangelo (sempre che il GM di Phila conservi il suo posto, dopo il recente Twitter-gate) che starebbe pensando ad un’altra operazione draft&stash (per i meno avvezzi al termine, significa selezionare un giocatore europeo e lasciarlo maturare nel vecchio continente ancora per qualche anno, alla Saric). Indubbiamente interessante, Bitadze è un pivot classe 1999 di 2,11cm per 111kg, buon rim protector e con abilità offensive interessanti. E’ ancora piuttosto grezzo, ma il talento è palese (capace anche di exploit da 31 punti e 11 rimbalzi in LBA). Giocatore che somiglia molto a Jusuf Nurkic, nel bene e nel male.



Aspirante giornalista, un giorno ho incontrato la palla a spicchi e me ne sono innamorato. Cerco di coniugare la mia passione per il basket con quella della scrittura. Tifoso dei Celtics grazie a Kevin Garnett e Paul Pierce sogno di visitare il TD Garden


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