Road to the Draft 2018: Il Mock Draft di NbaRevolution (scelte 1-15)




Siamo giunti all’ultimo capitolo di questo mock draft targato NbaRevolution. Oggi andremo ad analizzare le prime 15 scelte, ossia quelli che sono (ad oggi) i migliori giocatori disponibili.

MOCK DRAFT REVOLUTION

1) Phoenix Suns : Luka Doncic 

I Suns, dopo anni di lottery andate male, hanno ottenuto la prima scelta assoluto in uno dei Draft che si prospettano più ricchi di sempre. Il compito che attende però il GM Ryan McDonough non è assolutamente facile: scegliere con la first pick è sempre una pericolosa arma a doppio taglio. La scelta più probabile, non necessariamente la più ovvia, è Luka Doncic.

Sul talento sloveno classe 1999 si sà tutto o quasi. Guardia/Ala di 198 cm per 99 kg, Luka è il talento più splendente del Vecchio Continente. Il ragazzo sono anni che incanta con la camiseta del Real Madrid e ora sembra finalmente pronto a compiere il grande salto in NBA. Ciò che attrae gli addetti ai lavori è la sua maturità cestistica, il suo QI estremamente sopra la media, la sua abilità nel crearsi un tiro dal palleggio e il suo infinito skill set offensivo. Doncic è, in Europa, un giocatore totale capace di giocare in almeno tre ruoli e di difenderne altrettanti.

Proprio sulla difesa si concentrano la maggior parte dei dubbi degli scout NBA, il ragazzo manca di velocità laterale e dovrà rinforzarsi a livello muscolare. Il fatto che i Suns abbiano scelto un allenatore come Kokoskov (che ha portato Doncic e la Slovenia a vincere uno storico Eurobakset un anno fa) e la prospettiva di un fit ideale con Booker e compagni ci lascia propendere che possa essere lui la prima scelta assoluta del Draft 2018.

2) Sacramento Kings : DeAndre Ayton

Le prime due scelte di questo Draft sembrano piuttosto scontate: qualora i Suns dovessero evitare Ayton per Doncic, a Sacramento Divac ringrazierebbe e si butterebbe immediatamente sul ragazzone delle Bahamas. Il lungo in uscita da Arizona ha tutte le carte in regola per essere fin da subito un fattore in NBA. Ayton infatti è un centro moderno, un ottimo rimbalzista  (216 cm per 127 kg con un wingspan di 227 cm) molto mobile per la stazza, ottimo bloccante e rollante nei pick and roll, e con doti offensive decisamente sopra la media. DeAndre è in grado di segnare in qualsiasi modo sfruttando la sua stazza per chiudere al ferro o per prendersi un tiro dal mid-range; il ragazzo ha lavorato molto anche sul tiro da tre, che però è ancora da migliorare.

I dubbi anche per Ayton così come per Doncic riguardano la fase difensiva. Spesso il pivot originario di Nassau si è reso protagonista di blackout difensivi piuttosto gravi. DeAndre poi non è un grande stoppatore, malgrado la stazza e spesso non aiuta con i tempi giusti. Di certo c’è da lavorare, ma il talento non si discute.

3) Atlanta Hawks : Jaren Jackson Jr. 

Jaren Jackson Jr. è uno dei prospetti più intriganti e, per molti versi, sottovalutati di questo Draft. Centro classe 1999 (211 cm per 110 kg con un wingspan di 224 cm) è probabilmente, considerando attacco e difesa, il lungo più completo del Draft. Giocatore dotato di un grande skill set offensivo (tiratore da 39% da tre al college malgrado un rilascio piuttosto lento), Jackson Jr. è il prototipo del lungo richiesto oggi al piano di sopra (verticale, capace di correre il campo in transizione e discreto passatore); in difesa inoltre l’ex Michigan è un giocatore capace di tenere anche i piccoli grazie alla sua velocità di piedi e ad una grande rapidità. Discreto stoppatore, con la giusta crescita potrebbe essere un lungo su cui costruire le sorti di una franchigia.

4) Memphis Grizzlies: Marvin Bagley III

Bagley (211 cm per 107 kg) è un giocatore abbastanza enigmatico. Il talento offensivo del ragazzo di Duke non è assolutamente in discussione; Bagley è un atleta di primissimo livello, forse uno dei più NBA-Ready di questo Draft. Verticale, esplosivo e con un ottimo trattamento di palla per un lungo di questa stazza e con una surreale rapidità di movimenti (anche la mobilità laterale non è niente male). Il suo tiro è ancora piuttosto ondivago, però materiale su cui lavorare ce n’è eccome. Ciò che desta maggior preoccupazione, oltre a qualche lacuna difensiva di troppo, è la sua collocazione in campo. Al college giocava da 5, in NBA sarà una via di mezzo tra un 4 ed un 5 dato il suo wingspan piuttosto corto (2,13 cm) per un giocatore di questa taglia.

5) Dallas Mavericks: Mo Bamba 

Mo Bamba (216 cm x 103 kg)  sta stuzzicando tutte le 30 franchigie NBA. Il prospetto in uscita da Texas è il giocatore con il wingspan più lungo della NBA (240 cm, più di Gobert e Tavares) e le sue doti difensive sono ormai note a tutti. Rim protector già di alto livello (quasi 4 stoppate di media al college), Bamba ha dimostrato di poter essere un giocatore devastante in difesa e tutto da fare in attacco. La maggior parte dei suoi punti provengono da rimbalzo offensivo, dove sfrutta la sua stazza ed il suo grande atletismo. L’ex Texas ha lavorato molto per cercare di ampliare il suo range di tiro, ma ovviamente i risultati non saranno immediati.

Il lungo sembra però ancora piuttosto fragile nella parte inferiore del corpo, dovrà per forza lavorare sul suo fisico per non patire eccessivamente il confronto con i top della lega. Inoltre è ancora un giocatore inefficiente e abbastanza scoordinato in post basso.

6) Orlando Magic: Trae Young 

Il matrimonio tra Trae Young e gli Orlando Magic sembra essere annunciato. La PG ex-Sooners è l’atleta mediaticamente più atteso tra i rookie. Su Young ormai tutto è più o meno noto; playmaker dotato di un range di tiro praticamente illimitato, con un ball-handling già piuttosto sviluppato e doti da passatore superiori alla media. Il problema di Young risiede tutto nel suo fisico. Per essere una PG in NBA è piuttosto undersized (188 cm per 83 kg) e sopratutto è un pessimo difensore che dovrà perennemente essere nascosto nei pick’n’roll.

7) Chicago Bulls: Michael Porter Jr.

Altro giro, altro prospetto interessantissimo.  Porter Jr. ha le carte in regola per essere una delle migliori scelte del Draft. Malgrado un pesante infortunio ne abbia compromesso tutta la stagione NCAA con Missouri, l’ala è ancora un top prospect. Small Forward di 2,11 cm x 98 kg con un wingspan di 213cm, Porter è noto sopratutto per essere uno scorer a tutto tondo capace di mettere punti praticamente in qualsiasi modo. Abile rimbalzista, l’ex Missouri dovrà necessariamente migliorare il suo ball-handling e le sue doti difensive (ottimi istinti ma spesso svogliato) per poter essere “il miglior giocatore del Draft”, come lui stesso si è definito negli scorsi giorni.

8) Cleveland Cavs: Wendell Carter

Un lungo per convincere LeBron a rimanere, o per ripartire senza di lui. Premesso che si saprà solo il giorno del Draft cosa effettivamente i Cavs vorranno fare di questa scelta, teniamo per buono che la conservino. Wendell Carter è stata una delle note più liete della stagione di Duke. Centro solido tanto in attacco quanto in difesa, Carter è un pivot di 208 cm per 111 kg con un wingspan di 214 cm dotato di un discreto skillset offensivo. Abile a rimbalzo e ottimo nel correre il campo, per essere un fattore nella Lega dovrà aumentare il suo gioco in post, il suo footwork (ha una buona mobilità che potrebbe permettergli di cambiare sui piccoli) e le sue doti da passatore (già presenti nel suo bagaglio tecnico).

9) New York Knicks: Mikal Bridges 

Mikal Bridges è uno dei giocatori più pronti al grande salto in NBA. Fisico già ottimo per il ruolo (201 cm per 96 kg), Bridges si presenta alla Lega come il prototipo del perfetto 3&D. Giocatore in grado di difendere su più ruoli, l’ex Villanova ha vissuto una crescita costante nei suoi anni al college che lo hanno trasformato da buon comprimario a stella di una squadra da titolo. Atletismo, verticalità, grande gioco off the ball e pulizia di tiro solo le sue qualità principali, a cui si aggiungono una difesa perimetrale molto efficace. Le sue doti offensive, le sue abilità da ball-handler e il suo playmaking sono migliorabili, ma il ragazzo ha davvero tutto per fare bene.

10) Philadelphia 76ers: Miles Bridges 

Philadelphia grazie ai Lakers si trova ad avere un’altra intrigante scelta al Draft. Miles Bridges potrebbe essere un giocatore molto interessante da aggiungere al roster dei Sixers. L’ex Michigan è un atleta di primissimo livello, grande saltatore e buon realizzatore. Il tiro dal perimetro non è ancora del tutto affidabile ma è piuttosto efficace. Il ragazzo è un ottimo rimbalzista per la sua stazza (201 cm per 112 kg), ma il suo più grande problema potrebbe essere la collocazione in campo. Un po’ come per Bagley, Briges non ha ancora un ball hadling e un tiro efficace per poter essere un 3 di livello ma è undersized per fare il 4 in NBA. Anche per lui materiale su cui lavorare ce n’è, chissà che i Sixers non peschino l’ennesimo jolly.

11) Charlotte Hornets: Zhaire Smith 

Gli Hornets sono in cerca di un giocatore futuribile su cui ripartire: Zhaire Smith ha tutti i requisiti giusti per essere quel tipo di cestista. Per Smith la parola chiave è potenziale; il prodotto di Texas Tech è infatti in prospettiva una guardia di livello assoluto. Grandissimo atleta (eccezionale a rimbalzo), difensore aggressivo e attaccante del ferro tra i migliori della NCAA. Dotato di un buon wingspan, Smith potrebbe risultare leggermente undersized per il ruolo (196 cm per 89 kg) e dovrà indubbiamente lavorare sul suo fisico. Altro aspetto da tenere d’occhio è il suo gioco perimetrale; in stagione spesso ha rifiutato triple preferendo un gioco più in area, il tiro è fluido ma la forma è ancora migliorabile. Possiede ottimi istinti da playmaker, deve migliorare molto nel ball-handling su cui pecca ancora un po’.

12) Los Angeles Clippers: Shai Gilgeous-Alexander 

I Clippers hanno la ghiotta chance di ripartire in maniera seria in questo Draft e Alexander potrebbe essere un ottimo modo per farlo.  L’assoluta sorpresa in casa Kentucky è infatti una PG dall’ottimo fisico per il ruolo: 198 cm per 83 kg con un clamoroso wingspan di 211 cm. Ovviamente dovrà mettere su qualche chilo, ma Shai è già un giocatore di buon livello. Difensore di ottimo livello, facilitato dalle lunghe leve, Alexander dovrà migliorare molto sotto il punto di vista offensivo. Pur essendo un tiratore da 40% da tre, i tentativi a partita (appena 1.5) non sono un dato affidabile, la forma del tiro è buona ma c’è da lavorarci. Buon rimbalzista e ottime doti da passatore, Alexander è davvero una scommessa  su cui lavorare.

13) Los Angeles Clippers: Robert Williams 

Qualora DeAndre Jordan dovesse lasciare Los Angeles, i Clippers potrebbero fiondarsi su Robert Williams. Il lungo (206 cm x 108 kg) è un giocatore noto più per le sue doti offensive che difensive. Leggermente undersized per il ruolo, Williams è però un mix di atletismo e QI cestistico; macchina da doppia-doppia, l’ex Texas A&M è un rimbalzista eccezionale per grinta e posizione. Nei pressi del ferro è abile nel metter punti a referto ma deve migliorare molto sia dal mid-range che, eventualmente, dal perimetro. Per ora potrebbe essere un difensore interessante da sviluppare in ottica NBA. Anche per lui il potenziale c’è, ma bisogna lavorarci su.

14) Denver Nuggets: Collin Sexton 

Il giocatore più elettrizzante del Draft senza ombra di dubbio. Collin Sexton è quel tipo di giocatore in grado di infiammare l’arena con una sola giocata, chiedere ad Alabama per conferme. PG con ottime doti da passatore, Sexton è un giocatore che vive di velocità e aggressività tanto da sembrare spesso fuori controllo. Dotato di un buon fisico (199 cm per 86 kg), Collin è uno scorer di buon livello in grado di attaccare il ferro e di prendersi tiri, anche insensati, dal perimetro. Le sue percentuali dall’arco non sono ancora lusinghiere, con un 33,6% per 4 tentativi a partita. Deve migliorare in fase difensiva (dove comunque non è malvagio) e nel suo gioco off-the-ball. Giocatore beast or bust se ce n’è uno.

15) Washington Wizards: Kevin Knox 

Knox è stata una delle poche note liete dell’altalenante stagione di Kentucky. SF di 206 cm per 96 kg, Knox si è messo in luce in stagione per essere uno scorer di ottimo livello. Malgrado il tiro da tre non sia ancora stabile (rilascio un po’ troppo lento), KK è un giocatore in grado di segnare in quasi ogni modo. Deve migliorare le sue percentuali al ferro quando subisce un contatto, ma lo skill set offensivo è di buonissimo livello. Buon rimbalzista, Knox è abile nel concludere rapidamente in transizione ma deve sviluppare ulteriormente le sue doti da passatore. In difesa è rapido, ma spesso in stagione è stato vittima di qualche blackout di troppo.



Aspirante giornalista, un giorno ho incontrato la palla a spicchi e me ne sono innamorato. Cerco di coniugare la mia passione per il basket con quella della scrittura. Tifoso dei Celtics grazie a Kevin Garnett e Paul Pierce sogno di visitare il TD Garden


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