Michael Jordan, Chicago Bulls

#OldSchool, racconti dalle Finals: 1991-1992 (Capitolo 10)

Idolatravo Magic Johnson, aveva riscritto la storia del mio gioco preferito: la pallacanestro. 

Di fatto, la stagione 1991-1992 segna, per molti, la fine della lotta tra Celtics e Lakers; è l’anno dei ritiri di Magic Johnson (data la sua sieropositività) e di Larry Bird (per problemi alla schiena).

La Regular Season senza alcuna sorpresa vede premiato come MVP un Michael Jordan che segna 30 punti a partita, a cui addiziona 6 rimbalzi e 6 assistenze; Larry Johnson come ROTY, che segna 19 punti e cattura 11 rimbalzi; David Robinson come DPOY che, oltre a 23 punti 12 rimbalzi, registra 2.3 rubate e 4.5 stoppate; e infine Detlef Schrempf come MIP, con 17 punti, 9.6 rimbalzi e 3.9 assist.

A Est i Boston Celtics (51-31) affiancano i Chicago Bulls (67-15) nella prima serie demolendo in tre gare gli impotenti Miami Heat (38-44) e Indiana Pacers (40-42). Stessa sorte tocca ai Nets (40-42) e ai Pistons (48-34) archiviati 3-1 e 3-2 dai Cleveland Cavaliers (57-25) e New York Knicks (51-31). Al turno successivo i Bulls battono in 7 gare i Knicks, mentre i Celtics affondano sempre in 7 contro Cleveland. In finale di conference i Bulls passano in 6 gare contro la stessa Cleveland.

Ad Ovest nulla da fare per David Robinson che vede i suoi Spurs (47-35) abbattuti in 3 gare dai Suns (53-29), ai Sonics (47-35) e a Portland (57-25) servono invece 4 gare per battere i Warriors (55-27) e i Lakers (43-39), Utah (55-27) passa in 5 gare contro i Clippers (45-37). Al turno successivo knock out in 5 partite di Portland e Utah contro le rispettive Phoenix e Seattle. In finale di conference vittoria 4-2 per Portland.

Michael Jordan e Clyde Drexler, 1992 NBA Finals

Michael Jordan e Clyde Drexler, 1992 NBA Finals.

1992 NBA FINALS, GAME 1:

Primo quarto sicuramente non indimenticabile per entrambe le squadre. Disattenzioni difensive che fanno terminare il periodo con i Bulls avanti 33-30; i Blazers giocano un ottimo basket nella metà campo offensiva facendo girare la palla, mentre nell’altra metà campo mettono Drexler su Jordan per limitarlo. Nonostante ciò, Michael chiude il quarto con 18 punti (7/12 dal campo con 3/5 dall’arco). Ci sono errori banali in difesa soprattutto per Chicago che arriva anche a segnare un autocanestro su un’incomprensione a rimbalzo tra Grant e Williams.

Il secondo quarto inizia senza Jordan, con Armstrong, Hansen, Pippen, Williams e Cartwright. I Blazers lasciano in panchina Drexler per farlo riposare in attesa del ritorno di MJ. Nel mentre la partita procede con ottimi sprazzi individuali: Jason Terry segna un tiro dall’arco (giudicato da due punti visto il piede sulla linea) che lo porta a 12 punti personali (5/5 dal campo), Hansen segna dopo un penetra e scarica di Armstrong e Cartwright fa tanto lavoro sporco sotto il tabellone. Si sveglia anche Pippen che segna un canestro in corsa all’altezza delle tacche alte convertendo il suo settimo e ottavo punto. Con 7:45′ sul cronometro, Portland è sotto di tre punti quando Ainge segna il primo canestro da dietro l’arco per i Blazers, impattando sul 41 pari la partita.

Dopo un minuto tornano in campo Drexler e Jordan, con quest’ultimo che segna subito in fadeaway sopra Clyde, che fallisce poi la tripla sul ribaltamento di fronte. Con il nuovo attacco Bulls, Jordan segna la sua quarta tripla della serata su assist di Armstrong.

Timeout Portland.

Da qui le squadre si allungano: Jordan segna in contropiede, Drexler converte i due tiri liberi dopo una penetrazione, Jordan segna ancora e Kersey schiaccia dalla parte opposta.

Con 3:00′ sul cronometro Chicago conduce di 9. Portland attacca e perde il pallone numero 11 della sua partita su un tentativo di alley oop, Chicago attacca e Pippen sbaglia un tiro senza ritmo dall’angolo, Grant prende il rimbalzo e serve Jordan che segna da otto metri la quinta tripla della sua partita (record NBA) costringendo i Blazers ad un altro timeout. Altra palla persa di Drexler che concede un contropiede a Pippen che sbaglia l’appoggio al tabellone, pulito poi da Jordan con una schiacciata. Con 1:37 sul cronometro Chicago conduce 63-49, Drexler tira da tre e non prende nemmeno il ferro, rimbalzo di Grant che serve Pippen già a metà campo, la palla arriva a Jordan che segna la sua sesta tripla, si gira verso il tavolo, scuote la testa e solleva le spalle come a dire: “non so cosa fare, oggi entra tutto”. Supera anche Baylor come miglior realizzatore in una singola metà di partita (35 punti).

Avversari a fine anno, compagni in estate. Michael Jordan e Clyde Drexler

Avversari a fine anno, compagni in estate. Michael Jordan e Clyde Drexler si sarebbero ritrovati poco dopo a Barcellona, in maglia Team USA.

Le squadre vanno a riposo con Chicago che conduce 66-51. Nei primi tre minuti per i Bulls tutto ciò che viene lanciato in aria entra nel canestro, a differenza di Portland che vede arrivare un solo canestro dalle mani del solito Drexler. Timeout Portland sul punteggio di 74-53. Portland in partita non c’è: ennesima palla persa e canestro facile di Paxson dalla media su assistenza di Jordan. Altra palla persa di Portland che porta i Bulls a realizzare nuovamente dopo due rimbalzi offensivi (Pippen e Grant) su una penetrazione di Scottie che segna con fallo e converte il libero supplementare (13 punti, 8 rimbalzi e 7 assist). Dopo 3:15′ minuti i Bulls hanno un parziale di 13-2.

Portland torna a segnare soltanto dopo 5 minuti con due liberi di Terry.

È il terzo periodo a stendere definitivamente Portland, con i Blazers che concedono la bellezza di 38 punti agli avversari segnandone solo 17. Pippen sfiora la tripla doppia già nel terzo periodo con 24 punti, 9 rimbalzi e 10 assist. Jordan chiude la gara con 39 punti, 3 rimbalzi e 11 assist. Per Portland un disastroso Drexler da 16 punti (5/14 dal campo) e 21 palle perse complessive di squadra.

In Gara 2 Portland si porta avanti di 8 alla fine del primo quarto, che diventano 9 alla metà. Ma come nella partita precedente le distanze si accorciano nel terzo periodo, che vede Jordan segnare 14 punti e Paxson 9, portando i Bulls avanti di 7 lunghezze. Chicago prova a vincere Gara 2 quando, con 4:36 sul cronometro, Drexler esce per falli. Con Chicago avanti di 10 Jordan allenta le briglie commettendo prima un fallo e poi prendendo un tecnico. Ciò permette a Portland di infliggere un parziale di 15-5 portando la partita al supplementare dopo un tiro allo scadere mancato da Jordan. Al supplementare Ainge segna 6 punti in un minuto regalando la partita a Portland.

Gara 3 viene vinta da Chicago che tiene Portland a 84 punti (peggior punteggio della franchigia nei playoff). Gara 4 vede Portland vittoriosa nonostante essere stata sotto prima 10-0, poi 22-9.

In Gara 5 i Bulls partono con un parziale di 10-2 e non concedono a Portland di recuperare, rispondendo a ogni tentativo di ribalta. Il terzo quarto si apre con un parziale di 16-8 per i Bulls che gli concede un vantaggio di 20 punti. A fine gara Jordan registra 46 punti (14/23 dal campo e 16/19 dalla linea della carità), Pippen sfiora la tripla doppia con 24 punti, 11 rimbalzi e 9 assist. Dalle altre fila Drexler segna 30 punti e sei giocatori sono in doppia cifra. Nonostante ciò Chicago vince 119-106.

In Gara 6 Portland parte con una stretta marcatura su Jordan, lasciandolo a zero punti per i primi 11 minuti di partita, che porta nel secondo quarto i Blazers a condurre 43-28 prima di un parziale di 16-7 per Chicago. Il terzo quarto si conclude con Portland avanti 79-64. Jackson inizia in quarto periodo con quattro riserve e Pippen diminuendo il vantaggio fino a 3 punti. Appena Jordan entra in campo ruba due palloni convertendoli subito e dando il vantaggio a Chicago. La difesa di Chicago aiuta la squadra a conquistare il titolo in back-to-back.



Ciao, mi chiamo Giulio, ho 17 anni e vivo a Bologna. Mi sono avvicinato da poco al mondo della NBA ma sono sempre stato un tifoso della Fortitudo e vivendo a BasketCity sento la pallacanestro come stile di vita. Pratico anche kickboxe e da luglio 2016 scrivo per la pagina NBARevolution.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *