LeBron James in Gara 7 delle Finals

#OldSchool, racconti dalle Finals: 2015-2016 (Capitolo 20)




Chiudiamo la rubrica “#OldSchool” con l’ultima stagione terminata, quella più calda e di cui ancora oggi si parla. La stagione 2015-2016 è quella dei record più folli: dalle 402 triple di Curry ai 60 punti di Bryant nella sua partita di addio, dalle 73 vittorie di Golden State fino alla vittoria dei Cavs nelle Finals per 4-3 dopo essere stati sotto 3-1. Sarebbero parole inutili quelle usate per descrivere il contesto e l’atmosfera che hanno contraddistinto questa stagione che verrà ricordata, nel bene o nel male, da tutti quanti come un mix di genio e follia.

Stagione 2015-2016.

Vince, per la prima volta all’unanimità, il titolo di MVP Stephen Curry (30.1 punti di media conditi con 5.4 rimbalzi e 6.7 assist che vanno a completare il 50/40/90 come percentuali dal campo, dall’arco e dalla linea della carità), segue Kawhi Leonard come difensore dell’anno (21.2 punti, 6.8 rimbalzi, 1.8 rubate e 1 stoppata) e KAT, Karl-Anthony Towns, come Rookie dell’anno (18.3 punti, 10.5 rimbalzi, 1.7 stoppate).

Ad Ovest San Antonio domina 4-0 contro Memphis, seguono Golden State e Oklahoma vincitrici 4-1 su Houston e Dallas, e Portland a cui servono sei gare per sconfiggere i Clippers. Al turno successivo i Warriors passano in cinque gare contro Portland, ne servono invece sei a Oklahoma per sconfiggere i texani. In finale si arriva a Gara 7 dopo una rimonta siglata Golden State che porta la squadra della baia ad accedere alle finali.

Ad Est invece Cleveland non suda nemmeno contro Detroit in quattro gare in totale dominio del Re, è un 4-2 invece quello impartito da Atlanta a Boston, mentre a Toronto e Miami servono sette partite per accedere al turno successivo, lasciando indietro Indiana e Charlotte. Andando avanti i Cavs continuano a spiegare pallacanestro vincendo 4-0 con Atlanta, mentre Miami si affossa in Gara 7 contro i Raptors. In finale di conference James travolge letteralmente Toronto segnando 26 punti di media, conditi da 8.5 rimbalzi e 6.7 assist.

Anche qui le Finali NBA hanno un background particolare dopo la passata edizione: James è tanto determinato a vincere quanto lo è Curry a ripetersi come campione.

Gara 1 è dominata da uno Shaun Livingston che sembra essere tornato a prima del terribile infortunio, segnando 20 punti (8/10 dal campo e 4/4 in lunetta) e da un perfetto Leandro Barbosa da 11 punti in 11 minuti con 5/5 dal campo. Complici della vittoria, nonostante la pessima prestazione al tiro (8/27), sono gli Splash Brothers che segnano due triple per terminare un parziale di 11-2 che porta Golden State a vincere la prima partita.

Anche Gara 2 è vinta dai Warriors trainati da un eccellente Draymond Green da 28 punti (11/20 dal campo e 5/8 dall’arco), 7 rimbalzi e 5 assist che, insieme a Curry e Thompson combinati per 35 punti (8/16 dalla lunga distanza) portano Golden State ad un +33 alla fine dei 48 minuti di gioco.

Per Gara 3 si vola in Ohio dove LeBron sfodera una prestazione da 32 punti (14/26 al tiro), 11 rimbalzi, 6 assist e 2 stoppate; segue Irving con 30 punti, 4 rimbalzi e 8 assist, e Smith con 20 punti (7/13 dal campo) per regalare la vittoria per 120-90 a Cleveland.

Gara 4 è esplosione totale di Curry e Thompson che segnano rispettivamente 38 (7/13 da tre punti) e 25 punti (7/14 dal campo) per dare il vantaggio sul 3-1 a Golden State.

Su Gara 5 e Gara 6 non si può dire molto, James ne ha il pieno controllo, segnando 41 punti in entrambe le partite e riportando in parità una serie che sembrava già persa.

GAME 7 – 2016 NBA FINALS

“Iguodala to Curry, back to Iguodala, up for the layup… Oh! Block by James, LeBron James with the rejection!”

Inizia il primo quarto di una delle Gare 7 più famose nella storia. Le due squadre adottano strategie diverse: i Cavaliers tendono a non alzare il ritmo soprattutto a difesa schierata, ma cercano occasioni facili per lanciare gli esterni in campo aperto, dall’altra parte i Warriors tentano fin dal primo periodo a tenere un ritmo più alto, anche prendendo tiri contestati nei primi secondi. Green segna tutti e tre i tentativi dei primi 12 minuti mettendo a referto subito 7 punti, segue Curry con 6 e Thompson con 5. Per Cleveland invece è fondamentale l’apporto di Love sotto il tabellone che cattura 6 rimbalzi di cui 4 offensivi segnando poi 5 punti; James ha 6 punti, ma tre palle perse che non contribuiscono a far entrare in ritmo il numero 23, riuscendo ad andare a canestro solo nel pitturato.

L’intero secondo periodo è dominato da Draymond Green, che segna 15 punti con 5/6 dal campo e un gioco da tre punti, iscrivendosi dopo 24 minuti con 22 punti e 5/5 dall’arco; è invece con le polveri bagnate Klay Thompson, autore di uno 0/5 dal campo. Per i Cavs James segna 6 punti con 6 tiri mentre Shumpert converte con 7:02 sul cronometro un gioco da 4 punti, seguito poi da un 2/2 in lunetta sul terzo fallo di Curry.

L’inizio del terzo quarto è siglato da J.R. Smith che segna 8 punti in un momento in cui i Cavs fanno fatica ad attaccare, subendo un parziale ribaltato dall’ex Knicks e da Irving. Risponde subito Curry che stoppa Smith e segna un appoggio in contropiede sulla testa di Love, Thompson commette fallo su palla vagante ai danni di Iguodala; tornati in attacco il numero 30 segna il canestro che regala il +5 a Golden State. L’intero terzo periodo è un susseguirsi di parziali e controparziali portati avanti da James, Irving, Curry e Green. I Cavs dominano di fatto il terzo periodo, ma non sono in grado di mantenere il vantaggio complici una serie di disattenzioni difensive.

LeBron James non riesce a trattenere le lacrime per aver portato Cleveland al titolo e scoppia a piangere tra le braccia di Kevin Love

Inizia sotto di uno gli ultimi dodici minuti Cleveland. Dopo 2:55 di gioco Kerr chiama timeout dopo un tap-in di Irving su mancato tagliafuori di Klay Thompson. Tornano a farsi vedere le disattenzioni difensive della squadra dell’Ohio che concede appoggi facili in contropiede agli esterni di Golden State. Con 6:30 da giocare il ritmo si alza notevolmente, sul punteggio di 83-83. Con 2:00 da giocare Irving sbaglia un sottomano, il rimbalzo è catturato da Iguodala che serve Curry a metà campo per un dai e vai che permette all’ex Sixers di arrivare in area dove Smith gli sporca la penetrazione, il numero 9 allora alza la parabola del sottomano ma in quel momento arriva senza alcun preavviso LeBron James che inchioda la palla al tabellone. It’s The Block. Si porta in attacco il numero 23 che non riesce a convertire l’appoggio con virata sotto canestro, Curry sbaglia la tripla e Love cattura il rimbalzo. Timeout Lue. Irving è accoppiato con Thompson, sfrutta il blocco di Smith per costringere al cambio di marcatura che spinge Curry contro il numero 2. Si porta allo spigolo della linea da tre punti, esitazione sul posto, passo di arretramento e canestro in fadeaway fuori dai tre punti. 92-89.

Game. Set. Match.

Questa Gara 7 regala a James il titolo di assoluto leader e vincente, capace di rimontare un 3-1 e di condurre la sua squadra al titolo.



Ciao, mi chiamo Giulio, ho 17 anni e vivo a Bologna. Mi sono avvicinato da poco al mondo della NBA ma sono sempre stato un tifoso della Fortitudo e vivendo a BasketCity sento la pallacanestro come stile di vita. Pratico anche kickboxe e da luglio 2016 scrivo per la pagina NBARevolution.


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