Chicago, South Side.

Streetball Coast to Coast (parte 2): Jackson Park, South Side, Chicago

Poco più di due settimane fa sul famoso portale americano The Players Tribune è uscito un bellissimo pezzo di Jabari Parker riguardante casa sua, la South Side di Chicago. Sul suo luogo di nascita il talento dei Bucks ha scritto:

Jabari Parker nella sua Chicago. Nel suo quartiere, la pericolosa e difficilissima South Side.

Jabari Parker nella sua Chicago. Nel suo quartiere, la pericolosa e difficilissima South Side

“Quando mi si è presentato davanti il momento di scegliere dove andare al college avevo solo una certezza: non volevo restare a Chicago. Non volevo più vedere una singola macchina targata Illinois. Ero stufo di tutto il male presente nella mia vita quotidiana, presente nel mio quartiere… Ero stufo di tutto.

Mi ero stufato di usare vecchi libri decrepiti.

Mi ero stufato di tutto quel rumore.

Mi ero stufato degli elicotteri che sorvolavano casa mia alle 2 di notte.

Mi ero stufato delle sirene.

Mi ero stufato di tutta la spazzatura raccolta in strada  sotto alla mia finestra.

Mi ero stufato delle enormi luci messe in cima ai pali telefonici dalla polizia per cercare di tenere lontani gli spacciatori.

Ma sapevo che sarei tornato. Da quando l’ho lasciata Chicago non è più la stessa città. E’ peggio, molto peggio.

Chicago deve capire che l’educazione delle nuove generazioni è importante, che le loro vite sono importanti. Perché con ogni giorno che passa ad oggi sale la probabilità di essere vittime delle armi da fuoco.

Voglio essere un esempio per la mia comunità. E per quanto sperare in un futuro migliore sia difficile, voglio crederci. Devo crederci. Le cose cambieranno se alziamo la voce per difendere la nostra città.

E non sono qua solo a spendere belle parole. Sono qua per fare tutto ciò che è in mio potere per aiutare casa mia.”

Nel caso non fossero bastate le parole di chi ci è cresciuto per dipingere un’immagine della South Side di Chicago ve la rispiego senza grossi giri di parole: è un postaccio. E’ pericolosa, e a meno che non dobbiate obbligatoriamente passarci, evitatela.

Vista aerea di Jackson Park. Tutto attorno, specialmente a sud (sinistra in foto) si può vedere la famigerata South Side.

Vista aerea di Jackson Park. Tutto attorno, specialmente a sud (sinistra in foto) si può vedere la famigerata South Side di Chicago

Eccoci però al punto, io dovevo passarci. Tra la 57th St. e la 67th St. infatti è locato quello che ancora oggi è l’emblema dei playground di Chicago: il Jackson Park. Vero, la zona di cui parla Jabari si trova ancora più a sud, per l’esattezza nelle zone limitrofe alla 77th Street, ma fidatevi  che questa è stata senza ombra di dubbio la tappa più ardua del mio viaggio. In una città in cui su ogni porta di locali, accesso alla metro, ecc., potete leggere chiaro e tondo “No guns permitted inside”, avventurarsi nella zona più pericolosa della metropoli sicuramente non è stato semplice.

Ma la South Side non è solo il quartiere di Jabari Parker. E’ la casa di Derrick Rose e molti altri cestisti e non… Pensate che persino il presidente americano Barack Obama ha dichiarato di aver speso del tempo in gioventù a dilettarsi con la pallacanestro al Jackson Park. La tappa era quindi di quelle obbligate.

L’arrivo è stato decisamente diverso dalle aspettative. Jackson Park è infatti un parco ENORME sulla sponda dello smisurato Lake Michigan, ma soprattutto è estremamente curato. Non esattamente ciò che mi aspettavo, anzi, tutt’altro. Allo stesso tempo però la popolazione del playground è estremamente diversa da quella di un campo ormai incredibilmente famoso anche in Europa com’è il Rucker. Al Jackson Park niente turisti europei, solo residenti dell’Illinois. Anzi, in gran parte residenti della South Side.

Il curatissimo playground del Jackson Park.

Il curatissimo playground del Jackson Park

Come infatti mi ha spiegato Benjamin, un ragazzo che vive nella parte leggermente meno pericolosa dell’area, il Jackson Park è oggi uno degli emblemi della Chicago pulita. L’attenzione che il comune dedica al parco e ai suoi campetti è meticolosa, l’obiettivo è infatti quello di dotare di un’oasi verde e il più possibile tranquilla una zona difficile come quella del sud della città dell’Illinois. Aggiungiamoci che dai due splendidi campetti si ha una vista sul lago e il gioco è fatto, cosa potevo chiedere di meglio?

Anche qua le gioie sul piano sportivo sono state decisamente scarse (anche se non mi toglieranno mai la gioia del tiro della vittoria piazzato sul 10-9. Ovviamente dopo una partita di sole mattonate al tabellone), ma la mentalità dei playground americani ha iniziato a entrarmi in testa: grazie al coinvolgimento di giocatori NBA e star dello streetball i campetti sono ormai un luogo completamente dedicato al tirare fuori bambini e ragazzi dalle situazioni difficili che hanno in casa o che incontrerebbero con tutta probabilità in strada.

Riteniamoci fortunati di non aver bisogno di ricorrere a queste misure in Italia, ma l’amore per il proprio campo di quartiere e la cultura del playground che hanno negli States qua non la avremo mai.

Anche se a questo punto non so più se dire con certezza se questo sia un peccato o una fortuna.




Ventitreenne italoamericano diviso tra Firenze e Los Angeles e visceralmente innamorato della palla a spicchi. Ho sempre pensato che niente sarebbe mai stato come il Mamba, poi è arrivato LaVar Ball.


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