I Cleveland Cavaliers vincono gara 4 e pareggiano la serie contro i Boston Celtics.

Boston Celtics-Cleveland Cavaliers 102-111: vittoria sofferta ma convincente per James e compagni




Rispetto a gara 3, gara 4 è più combattuta, ma è comunque vinta in maniera convincente dai Cavaliers. Il primo tempo è ancora volta un dominio assoluto dei padroni di casa, mentre qualche loro difficoltà offensiva permette a Boston di mantenere viva la partita. Emblematico il numero degli assist dei Cavs: 13 nella prima metà, solo 2 nella seconda. Gigantesco, ancora una volta, LeBron James (44-5-3, 60% dal campo). Benissimo George Hill (13 punti, 66% dal campo), Tristan Thompson (13 punti e 12 rimbalzi, magnifico su Horford) e Kyle Korver (14 punti). Kevin Love frenato dai falli ed in campo per soli 28 minuti, ma importante nel quarto periodo.

Per Boston tutto il quintetto in doppia cifra, seppur spesso con % rivedibili. Panchina un po’ troppo corta, soprattutto in serate in cui, come questa, uno dei titolari (Marcus Morris) ha problemi di falli. Sono sono solo 24 i suoi minuti giocati.

Boston Celtics – Cleveland Cavaliers 102 – 111 (Serie 2-2)

In Gara 4 i quintetti sono gli stessi dell’uscita precedente: Hill-Smith-James-Love-Thompson per i padroni di casa, Rozier-Brown-Tatum-Morris-Horford per gli ospiti. Nonostante i Celtics provino ad entrare in campo con la faccia cattiva in questa gara 4, alla fine sembra proprio di rivedere il 1Q di gara 3. Thompson ancora una volta non lascia giocare Al Horford (solo 2 FG nel 1Q), con Lue che toglie/rimette in campo TT quando Stevens toglie/rimette in campo Horford. Più di una marcatura stretta, siamo alla simbiosi. In ogni caso tutti i Cavaliers difendono bene, sia singolarmente, sia di squadra. Certamente aiutati da qualche errore gratuito al ferro degli avversari, concedono infatti ancora una volta meno di 20 punti (34-18 il risultato alla fine del primo periodo). Jaylen Brown è spesso costretto a soluzioni estemporanee un po’ fuori dal suo repertorio (1/7 al tiro, 2 punti), mentre a Jayson Tatum viene addirittura spesso negata la ricezione. In generale i Celtics segnano una sola tripla su 7 conclusioni con Semi Ojeleye, in una delle rarissime transizioni offensive di Boston. Dall’altra parte, i Cavaliers sfruttano bene le transizioni offensive che si sono guadagnati in difesa e James (già 11 punti, 4/4 al tiro) e compagni hanno riescono a trovare il fondo della retina senza troppe difficoltà. È innegabile che a Cleveland siano i padroni di casa ad avere il coltello dalla parte del manico.

Come in una partita a scacchi, nel secondo quarto Stevens prova a liberare Horford dalla marcatura di Thompson inserendo anche Aron Baynes (mentre Love è in panchina), ma la mossa tattica funziona solo parzialmente e viene presto abbandonata. Boston infatti segna con più facilità (saranno 35 i punti nel periodo), ma subisce ugualmente a rimbalzo ed in generale concede in difesa. Alla fine del 2Q i Celtics sono quindi solamente riusciti a fermare l’emorragia, ma si trovano comunque a -15 dagli avversari sul risultato di 68-53. Mentre per gli ospiti il solo Rozier è in doppia cifra (10 punti), in casa Cleveland sono James (22 punti, 8/12 al tiro), Korver (12, 4/4) e Thompson (10 punti e 9 rimbalzi) i trascinatori. Nonostante un Love fermato dai falli, e con soli 4 punti a referto.

Nel terzo Quarto il primo canestro di Cleveland arriva solo dopo 3 minuti con James ed è un particolare che sarà emblematico delle difficoltà offensive dei neri nella prima parte di questo terzo periodo. Con Korver ancora in panchina e Love costretto ad abbandonare il campo con 5 falli, le spaziature dei padroni di casa (Hill-Smith-James-Green-Thompson) sono disastrose. Con 3 minuti da giocare sul cronometro, sono più i TO (6) che i FG (5) dei Cavs. Il lato positivo per i padroni di casa è che, nonostante alcune difese davvero pessime, vengano puniti tutto sommato abbastanza poco in fase difensiva. Riuscire a mantenere un vantaggio appena sotto la doppia cifra nel momento di massima difficoltà permette infatti loro di concludere alla fine il quarto sul risultato di 89-76.

L’ultimo periodo si apre con Smart a fare il play al posto di Rozier, in modo da togliere ai Cavs la possibilità di attaccare facili mismatch. Si tratta però di un’arma a doppio taglio. Cleveland trova grosse difficoltà a segnare, ma altrettanto accade ai Celtics, che raggiungono al massimo il -7. Stevens ributta quindi nella mischia Rozier, ma la partita è ormai scappata con la tripla di James per i suoi punti numero 40, 41 e 42 ad 1 minuto dal termine che suona virtualmente la sirena.

Cavaliers: James 44, Korver 14, Hill 13, Thompson 13. Rimbalzi: Thompson 12, Love 11. Assist: James 3

Celtics: Brown 25, Tatum 17, Rozier 16, Horford 15. Rimbalzi: Horford 7, Baynes 7. Assist: Rozier 11



Nato a Dolo (VE) il 17/07/’87, non ama parlare di sé stesso in terza persona, quindi non lo farò. Mi piace scrivere e la scrittura creativa in particolare, mi piace la pallacanestro e la NBA in particolare, per forza di cose mi piace unire le due passioni e scrivere di pallacanestro e non mettere le virgole in particolare quando servono e aggiungere “in particolare” in ogni frase. La possibilità di poter discutere e di potermi confrontare con altri appassionati mi esalta. Nel basket, come nella vita, ho una predilezione particolare per gli “underdog”, gli sfavoriti. Il primo vero amore cestistico non poteva che essere Allen Iverson. Poi però è arrivato LeBron James e ho cambiato idea. Anche io ho studiato delle cose, vissuto delle altre cose e lavorato da qualche parte.


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