Mai domo e ultimo a mollare, Draymond Green è l'esempio da seguire in casa Warriors.

Warriors, Draymond Green: “La sconfitta nelle Finals 2016 è stata colpa mia, ma non mi pento”

Le NBA Finals 2016 sono entrate nella storia dopo l’epica rimonta dei Cleveland Cavaliers, ma nell’arco della serie finale sono successe molte cose. Quella di cui è tornato a parlare oggi Draymond Green lo riguarda direttamente, anche se l’ala grande non appare essere troppo pentita: “So che se l’anno scorso avessi giocato Gara 5 [Green era stato squalificato per aver colpito LeBron James dopo che quest’ultimo lo aveva scavalcato camminandogli sopra n.d.r.] avremmo vinto, quindi si, mi ritengo responsabile della cosa. E’ stata colpa mia. Allo stesso tempo però non mi pento. Lui mi ha camminato sopra mancandomi di rispetto, era un segno di disprezzo, ho avuto una reazione perfettamente naturale e non me ne pento. Se dovesse succedere ancora so che mi comporterei allo stesso modo.”



Ventitreenne italoamericano diviso tra Firenze e Los Angeles e visceralmente innamorato della palla a spicchi. Ho sempre pensato che niente sarebbe mai stato come il Mamba, poi è arrivato LaVar Ball.


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