Manu Ginobili, San Antonio Spurs

Steve Kerr: “Ginobili ha portato creatività agli Spurs. Prima erano come una squadra di football”

Qualche giorno fa Steve Kerr ha speso parole di grande elogio nei confronti di Manu Ginobili, giocatore che con la sua creatività ha portato nuova linfa ad una franchigia che non aveva nulla di speciale. “Eravamo una squadra comune, elementare. Avevamo successo, ma eravamo come una squadra di football che correva ad ogni possesso offensivo, metteva in campo una grande difesa e vinceva le battaglie contro franchigie speciali. Non c’era nulla di speciale, di eccitante in noi. Manu è arrivato e ha dato come una scossa positiva all’organizzazione, scuotendo anche Pop (Gregg Popovich, ndr) e cambiando il suo modo di vedere il gioco. Avevamo bisogno di quella creatività, di quel fuoco“, ha affermato il coach dei Warriors, che ha vestito la maglia dei San Antonio Spurs alla fine della sua carriera (1999-2001 e 2002-2003).

Secondo me ha cambiato la cultura del basket, anche se non se ne parla tanto. Ha cambiato il significato del premio di sesto uomo. Molte persone pensavo che sia europeo, quando invece viene dal Sud America. Tutti i giocatori con cui ho giocato che venivano da Venezuela e Argentina erano caratterizzati da quel tipo di tenacia e voglia di lottare. Manu è uno di quei giocatori che significa molto per il basket, più di quanto la gente pensi in generale“, queste invece le parole di ammirazione da parte di Kevin Durant.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


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