Paul George sul rinnovo con i Thunder: “Qua posso creare qualcosa. Con Westbrook si può vincere”

Paul George, rinnovando con gli Oklahoma City Thunder, ha sicuramente stupito moltissimi tifosi, visto che le previsioni lo davano ai Los Angeles Lakers. L’ex Pacers, nel terso ed ultimo episodio del mini-documentario sulla sua free agency, ha spiegato quali sono state le ragioni che lo hanno portato a prendere questa decisione, ponendo in primo piano la figura di Russell Westbrook.

E’ più di una questione di fedeltà. Si tratta di fare ciò che si pensa sia giusto. Penso che questa sia l’occasione migliore per affermarmi con stabilità all’interno di quest’organizzazione e di portare un anello in una città che non lo ha mai vinto. Mi hanno accolto a braccia aperte e voglio che capiscano l’hype che ho nei loro confronti e capiscano cosa possiamo raggiungere. Voglio far parte di qualcosa di speciale e di un qualcosa che sono stato io a creare. In Oklahoma penso ci sia qualcosa che io possa creare“, ha affermato Paul George, che in seguito ha parlato del suo rapporto con Westbrook: “A parte il fato che (Russell Westbrook, ndr) è una delle persone migliori che abbia mai incontrato, il suo approccio alle partite è un qualcosa che ogni ragazzo vorrebbe avere e di cui vorrebbe far parte. Russ è un giocatore con sui posso vincere, e penso che lui possa dire lo stesso di me. Quindi con questa decisione i sento tranquillo, perchè ho una reale chance di vincere con uno dei giocatori più forti della Lega. Mi sento davvero felice. Questa è la città, la comunità che ho scelto, il luogo in cui ho deciso di giocare. Sono davvero emozionato di intraprendere questo viaggio“.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


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