Enes Kanter, New York Knicks

Knicks, Enes Kanter sbotta: “Sono pagato per giocare, non per stare in panchina”

Enes Kanter non è affatto contento dell’atteggiamento dei suoi New York Knicks, che, ormai evidente il tanking, stanno giocando delle partite non proprio entusiasmanti, decidendo magari di tenere in campo meno minuti del solito i propri giocatori-chiave. Potrebbe essere il caso anche del centro turco, il quale tuttavia non sarà disposto a guardare le ultime 4 partite della stagione dalla panchina: “Tutti pensano al business, ma per me la pallacanestro viene prima di tutto. Abbiamo quattro gare da giocare ed i Knicks mi stanno ancora pagando. Mi pagano per scendere in campo e giocare. Faccio ancora parte di questa squadra, mi pagano e sto bene fisicamente, quindi voglio giocare e lottare“.

Kanter inoltre sta valutando se esercitare o meno l’opzione da 18.6 milioni per la prossima stagione ed essenziale per cercare di trattenere il giocatore turco sarà mettere delle basi solide per la prossima stagione.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


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