Russell Westbrook, Oklahoma City Thunder

Top&Flop: Westbrook e Durant onnipotenti, Wade irriconoscibile

Con la bellezza di quattordici partite disputate, eccoci a un appuntamento decisamente più consistente del solito con i nostri Top&Flop di giornata!

TOP:

Russell Westbrook – Onnipotenza cestistica. E’ questo l’unico modo in cui si può definire l’incredibile prestazione sfornata da Russell Westbrook davanti al pubblico di Boston. Un quarto quarto quasi perfetto, a coronamento di una prova maiuscola e ai limiti dell’incredibile. La tripla doppia da 45 punti, 11 rimbalzi e 11 assist è un mero dettaglio, ma per i suoi detrattori ecco i numeri più interessanti della notte: 13/25 al tiro, 5/7 da tre e 14/16 ai liberi. A dir poco dominante.

Kevin Durant – Dell’onnipotenza mostrata da Russell Westbrook vi abbiamo già parlato, ma Kevin Durant questo status l’ha raggiunto già da tempo. Contro i Pistons arriva una partita incredibile persino per l’ex Oklahoma City Thunder: 32 punti, 8 rimbalzi e 3 assist, ma soprattutto 13/18 al tiro (72.2%) e 3/4 da tre punti (75%). Irreale.

Nicolas Batum – Non è un nome grosso come gli altri menzionati in questa categoria, ma se gli Hornets festeggiano la W contro i Bulls, gran parte del merito è proprio del francese. Da quando è a Charlotte è sempre più un all-around player, e la sfida di stanotte rispecchia perfettamente la situazione: 20 punti, 11 rimbalzi e 10 assist. Che altro vi serve?

Giannis Antetokounmpo – Nel caso ad oggi aveste ancora dubbi su un eventuale futuro da dominatore del greco, guardate la sfida contro i Wizards e toglieteveli. Giannis ogni giorno che passa è sempre più leader dei Bucks per l’intera durata della partita, e stanotte è arrivata una super prestazione da 39 punti, 8 rimbalzi, 6 assist e 2 rubate. Il tutto con un modesto 63.2% dal campo.

Anthony Davis – Dopo un avvio incredibile era calato nelle ultime uscite, ma contro i Miami Heat riecco l’AD a cui ci eravamo abituati: 28 punti, 22 rimbalzi e 4 stoppate tirando 10/17 dal campo e 2/3 da oltre l’arco. I Pelicans festeggiano la vittoria, ma soprattutto l’aver ritrovato un Davis che, quando in serata di grazia, è assolutamente inarrestabile.

Zach LaVine – 40 punti. 13/21 al tiro. 7/12 da tre. No, non è uno scherzo, sono i numeri dell’ex UCLA nella sfida contro i Sacramento Kings. Una prestazione maiuscola che però non basta a regalare la vittoria ai suoi Timberwolves, sempre più in crisi di gioco e di risultati.

Kyle Lowry – Vincere segnando 104 punti in casa di una difesa solida come quella degli Utah Jazz è sempre degno di nota. Segnarne 36 con 15/20 al tiro lo è ancora di più. La prestazioni di Kyle Lowry è da superstar vera e propria, i suoi Raptors non devono che salire sulle sue spalle e ritrovarsi con una W in tasca. Easy.

FLOP:

Dwyane Wade – Il nativo di Chicago si è recentemente lamentato dei fischi dello United Center, ma con prestazioni del genere è difficile prendersi il lusso di parlare. Quella di Wade è l’ennesima prestazione deludente dopo un avvio di stagione positivo, l’ennesimo 30% fatto registrare alla voce “percentuali al tiro” non può soddisfare chi ha costruito una carriera sull’infilare la palla nel canestro in ogni modo possibile e immaginabile.

Marcus Morris – Vero, quando l’avversaria si chiama Golden State Warriors è difficile trarre giudizi definitivi, ma la situazione di Marcus Morris è decisamente un problema per i Pistons.Siamo arrivati al punto in cui averlo in campo diventa a tratti controproducente, con la partita di stanotte che è soltanto l’ennesima riprova di una situazione che esiste ormai da tempo. A Morris serve una svolta, l’alternativa è una panchina che potrebbe solo giovargli.

Bradley Beal – Se Washington resta in partita a malapena mezzo quarto in casa dei Bucks, è inevitabile andare a scaricare le colpe sui giocatori più talentuosi, tra cui un Beal assolutamente insufficiente. 10 punti con 3/10 al tiro in 30′ giocati sono dati di una pochezza disarmante per uno scorer e un tiratore come la guardia dei Wizards, e con un Beal così per la squadra della capitale vincere diventa davvero impossibile.

Andrew Wiggins – Le prove di Wiggins e LaVine sono l’emblema della stagione dei Wolves. Quando uno dei “Big Three” (Towns, Wiggins, LaVine) esplode con una prestazione di primissimo livello, gli altri due stanno a guardare, spesso giocando addirittura molto male. E’ questa la situazione che ha condannato Minnesota fino ad oggi, e il 6/19 al tiro di Wiggins con 0 rimbalzi e 1 assist ne è soltanto l’ennesima riprova. Stavolta vincono i Kings, ma la situazione deve cambiare prima possibile.

CJ McCollum & Damian Lillard – A mani basse la coppia più deludente di questo avvio di stagione, la serata negativa della coppia del back court dei Blazers condanna per l’ennesima volta la franchigia dell’Oregon alla sconfitta. Intendiamoci, la prestazione non sarebbe poi orribile, soprattutto per Lillard, ma la discontinuità mostrata nelle ultime settimane non può che portarli tra i nostri Flop della notte.



Ventitreenne italoamericano diviso tra Firenze e Los Angeles e visceralmente innamorato della palla a spicchi. Ho sempre pensato che niente sarebbe mai stato come il Mamba, poi è arrivato LaVar Ball.


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