Marc Gasol in Memphis Grizzlies-Toronto Raptors

Top&Flop: i Grizzlies fanno il “pieno” di Gasol, male Ingram e Randle




Dieci partite nella notte NBA e molti nomi importanti nella nostra lista dei Top. Andiamo a scoprire di chi si tratta.

TOP:

LeBron James – Sta cercando di tenere a galla dei Cavs che ultimamente sbandano paurosamente, come è successo nella notte. Esce sconfitto dalla gara contro i non certo proibitivi Sacramento Kings, ma lo fa con una tripla doppia da 24 punti, 13 rimbalzi e 11 assist e un 8/15 dal campo.

Isaiah Thomas – Boston si riprende dopo due sconfitte nelle quali lui ha comunque continuato a segnare a ripetizione. Stavolta però i Rockets soccombono ai suoi 38 punti realizzati, tirando col 55.6% dal campo e col 40% dall’arco. Aggiunge anche 9 assist sfiorando la doppia doppia.

Brook Lopez – Predica nel deserto come Bledsoe a Phoenix. Nel suo caso un deserto ci sarebbe veramente, in quello di Lopez il deserto è, tranne piccole eccezioni, il roster di Brooklyn chiaramente non all’altezza. La sua squadra esce sconfitta anche contro i Miami Heat, ma la sua prestazione è ottima: 33 punti in 33 minuti tirando con l’11/23 dal campo e 7/14 dall’arco. Quando si ricorda di essere un buon giocatore si vede.

Jimmy Butler – Sfoderare in continuazione prestazioni epiche ed uscire sconfitti è quello che gli riesce meglio ultimamente. Altra serata amara per lui contro gli Hawks, l’unica consolazione è il tabellino che recita 40 punti in 40 minuti col 59% dal campo ed il 50% dall’arco. Per il resto bisogna vincere.

Marc Gasol – Vittoria importantissima per i Grizzlies che fanno lo scalpo ad una delle migliori squadre della lega, i Raptors di Lowry (che ne mette 29). Spicca nell’economia della gara la mostruosa prestazione di Gasol che mette insieme ben 42 punti in 38 minuti tirando col 56% dal campo e col 50% da 3 punti. Sempre più franchise man a Memphis.

Russell Westbrook – Meglio di Bird: 60 triple doppie in carriera. Se James ultimamente c’ha preso gusto, lui è tutta la stagione che lo sta facendo. Anche contro i Pelicans ne arriva una, condita da una vittoria. I dati dicono: 27 punti, 12 rimbalzi e 10 assist confezionati in 35 minuti.

Kevin Durant – Altra vittoria per i Warriors e altra prestazione pazzesca di KD, che infila 33 punti in 36 minuti contro gli Hornets tirando col 55% dal campo, segnando tutti i liberi (10/10), zoppicando un po’ dall’arco dei 3 punti (1/4) e rubando la scena anche alle altre due stelle di Golden State.

Carmelo Anthony – Sì, i Knicks hanno perso ancora, e, sì, lui ha tirato fuori un’altra prestazione da franchise man qual è sempre stato nonostante i dubbi. Per lui 30 punti in 38 minuti, col 54.2% dal campo ed un mediocre 3/7 dall’arco dei 3 punti. Alla fine non contano tanto gli errori, ma l’apporto decisivo per la squadra e 30 punti fanno comunque la differenza.

Lou Williams – Si salvano solo lui e Clarkson (22 punti) nell’ennesima sconfitta dei Lakers contro i Blazers. La sua prestazione è ottima: 31 punti in 28 minuti col 50% dal campo e col 54.5% dall’arco. Sta confermando sempre più il suo ottimo potenziale con una buona continuità rispetto ad alcuni suoi compagni.

FLOP:

Jonas Valanciunas e Patrick Patterson – Il loro apporto contro i Grizzlies è mancato. Se il primo pur segnando solo 6 punti senza proporsi sufficientemente in fase offensiva, cattura comunque 12 rimbalzi, il secondo sparisce dalla partita: segna solo 3 punti in 26 minuti, mettendo a segno una sola tripla e sbagliando 13 tiri su 14 sia dall’arco che dal campo. Da rivedere.

Frank Kaminsky – Brutta partita per il giocatore degli Hornets che è abituato a contribuire ben diversamente alla fase offensiva della sua squadra. Per lui 2 soli punti e tanti errori, per la precisione 10 tiri sbagliati su 11. C’è da aggiustare la mira.

Brandon Jennings – Partita anonima per il play di riserva dei Knicks. La sua gara ricalca lo stato d’animo della squadra di New York in questo periodo: 3 punti segnati in 20 minuti con una sola tripla all’attivo e 8 tiri sbagliati. Anche il numero degli assist latita perché sono solo 3. Può e deve fare di più.

Julius Randle e Brandon Ingram – Non ci siamo, la loro serata non è andata come speravano. Il primo 8 punti li mette anche con una percentuale di tiro discreta (44.4%), peccato che è troppo poco e che abbia partecipato troppo poco alla fase offensiva della squadra. Il secondo invece ha toccato il campo per pochi minuti, è vero ma in 19 minuti far segnare uno 0 alla voce punti, 1 alla voce rimbalzi e 2 alla voce assist con 8 tiri sbagliati su 8 tra campo e arco dei 3 punti non è da lui.



Ventisei anni, laureato in Lettere Moderne e specializzato in Storia, appassionato di svariati sport: Judo (che pratico), Basket (che ho praticato) e tifoso dei Boston Celtics, Calcio (che vedo solo a colori Rossoneri e Azzurri) e Tennis. Una volta morto vorrei copiare l'epitaffio della tomba di Califano: "Non escludo il ritorno"


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *