Damian Lillard, Portland Trail Blazers

Top&Flop: career-high per Damian Lillard che sfiora i 60, male al tiro John Wall




“A rega’ bongiorno” come direbbe il nostro amico cicciogamer89… Nove partite nella notte, alcune inutili, alcune cruciali per l’ottenimento di un posto ai playoff. Da segnalare la vittoria di Miami in concomitanza con la sconfitta di Chicago, ora, con lo stesso record, gli Heat possono ambire all’ottavo seed ad est. Senza però perderci in ulteriori chiacchiere vediamo i migliori e i peggiori giocatori della giornata di pallacanestro oltreoceano.

TOP:

Paul George – In 39 minuti di impiego l’ala di Chicago ha messo a referto 37 punti, 7 rimbalzi e 6 assist con quasi il 64% al tiro: una prestazione devastante. Contro gli Orlando Magic la vittoria per Chicago era d’obbligo per tentare di blindare la settima piazza, ed effettivamente è successo, con i Bulls che possono adesso pensare in ottica playoff dove si ritroveranno probabilmente ad affrontare Boston (sempre che non arrivi prima) al posto di Cleveland, il che dovrebbe essere un vantaggio. Anche volendo trovare un difetto (che non c’è) a questa partita, il cosiddetto pelo nell’uovo, non ci riusciremmo, perciò chapeau Paul. PRINCIPE GEORGE

Damian Lillard – Partita importante per Dame Dolla che con i suoi Blazers doveva tentare di distaccarsi definitivamente dai Nuggets e ora, suicidio sportivo permettendo, l’ottavo posto ad Ovest è certamente al sicuro in Oregon. Per farlo Damian ha sfoderato una prestazione monstre contro i Jazz (una delle migliori difese dell’intera Lega) mettendo a segno 59 punti conditi da 6 rimbalzi e 5 assist, il tutto con il 53% dal campo ed il 63% da 3 punti (9-14). Il dato più incredibile è la sezione palle perse del suo tabellino che segna 0, probabilmente tutte quelle che ci mette lui in campo interagivano magneticamente con lo Spalding e lo mantenevano saldo nelle mani del numero zero. Ultimi rumors vedono LaVar Ball in cerca di un test di paternità su Damian. DAMIAN BALL

Hassan Whiteside – Quando Hassan sfodera una prestazione delle sue non ci sono santi che tengano. Contro Washington, in una partita cruciale, infila 30 punti, 12 rimbalzi e 3 stoppate con 12-19 dal campo e porta a casa la partita per 106-103. Ora Miami si trova al nono posto ad Est con il medesimo record dei Bulls che invece sono in ottava posizione. Il sorpasso, anche se difficile visto il calendario, non è impossibile, e viste le stagioni disputate dalle due squadre il gruppo di coach Spoelstra se lo meriterebbe sicuramente. WHITESIDE777

FLOP:

Nikola Mirotic – Nella sconfitta con i Brooklyn Nets, Mirotic è stato protagonista di una pessima prestazione al tiro, mettendone a segno solo uno dei nove tentati. La prestazione, già non incoraggiante di suo, arriva in una partita persa di un solo punto ed ecco che l’idea che, se avesse segnato anche solo un canestro in più, le sorti sarebbero state differenti balena in testa a non poche persone. La pallacanestro si sa è fatta di alti e bassi e gli errori sono ciò che ti fa venir voglia di migliorare, quindi speriamo che Nikola si riprenda dopo questa brutta serata. TIRAMENIC

Justin Anderson –  Con 8 punti e 6 rimbalzi in 28 minuti Justin ha fatto la sua sporca figura nella sconfitta contro i Bucks, ma il motivo per cui si trova qui sono ovviamente le percentuali al tiro. Se fai 2-12 dal campo non è la tua giornata, peccato che sia capitata proprio oggi che il coach aveva deciso di lasciargli più spazio. In un mondo come l’NBA se non ti fai trovare pronto sempre, il coaching staff perde fiducia in te e puoi anche fare 100-100 da fondocampo ogni allenamento ma ormai hai perso il treno. Dato che parliamo di Philadelphia e non di una squadra rodata tutto si sistema, non vogliamo di certo augurargli una carriera rovinata, però questa situazione può essere uno spunto di riflessione riguardo ad equilibri di questa Lega che sono spesso sottovalutati o posti in secondo piano. L’NBA DÀ L’NBA TOGLIE

John Wall –  I Washington Wizards di John Wall nella notte, come già avrete intuito, hanno perso per 3 punti in casa contro i Miami Heat. Il loro leader, John Wall, non ha brillato e quindi la “colpa” della sconfitta non può che ricadere su di lui. Il play di Washington, che tra l’altro sta giocando l’ennesima stagione da favola, ha chiuso con un buon 16-6-8 ma le basse percentuali al tiro lo hanno portato a entrare in questo club esclusivo, non molto ambito. Il box score di Wall segna 5 su 18 dal campo, un dato veramente fuori dal comune tanto che, in questo caso, non va nemmeno commentato, ci basta augurare buoni playoff a John e di arrivare più avanti possibile. MOSCA BIANCA



Classe '99, scopre la pallacanestro solo alle scuole medie, in compenso scatta subito l'amore. Tifoso del gioco e delle squadre in grado di renderlo più importante dei componenti stessi. Affetto da sindrome bipolare, il suo alter ego venera LeBron e Westbrook.


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