Cleveland Cavaliers-Indiana Pacers 104-100: James e compagni subiscono un’altra rimonta ma portano a casa la vittoria




Se in Gara3 si erano fatti rimontare da un +17, in Gara4 i Cavaliers sprecano un vantaggio di +16. Ma questa volta un grande LeBron James (32/13/7 in 46 minuti di impiego) e un Korver in formato “4th Quorver” riescono a rimettere la partita in piedi quando sembrava probabile un’altra W di Indiana. Molto bene ancora JR Smith, soprattutto in difesa, malissimo Love, che deve ancora entrare nella serie. Per i padroni di casa, Oladipo in difficoltà al tiro (5/20), benissimo Sabonis (19 punti dalla panchina) e Turner (17, 7/9).

Cleveland Caveliers-Indiana Pacers 104-100 (2-2)

Indiana parte con il solito quintetto Collison-Oladipo-Bogdanovic-Young-Turner. I Cavaliers sostituiscono l’infortunato Hill con Calderon e ripropongono Love da Centro (Calderon-Smith-Korver-James-Love). La partita inizia però subito male per lui, già a 2 falli dopo 1 minuto e mezzo, sostituito dal redivivo Tristan Thompson.

In un bel 1 Quarto di gara è proprio la difesa di TT e di Smith, insieme alle prestazioni offensive dello stesso JR (9 pts, 3\4 da 3, con un incredibile tripla prima della sirena) e del solito LeBron James (11 pts, 5\6 dal campo) a regalare il 30-24 di fine Q. Il tutto nonostante un Korver deludente e non ancora entrato nella serie (0\4 da 3), che però a fine partita chiuderà con 18 punti (segnando 4 triple sulle successive 5). Indiana invece con le polveri bagnate (40% al tiro), con Sabonis e Stephenson entrati però bene dalla panchina.

Nel secondo periodo è finalmente la panchina degli ospiti (Nance JR in particolare) a metterci un po’ di energia ed a portare il risultato sul 40-28, prima dell’inevitabile TimeOut di McMillan. Al rientro in campo sono James (23\6\4 nella prima metà gara) e Clarkson (12 punti, 5\5 al tiro) a tentare l’allungo (massimo vantaggio +16). I Pacers, guidati da un Collison da 7 punti e 5 assist (più tante buone cose in difesa), da Oladipo (10 punti, 2\4 da 3) e da Turner (12 punti, 5\6 al tiro, 2\2 da 3) prova a ricucire. Primo tempo molto ben giocato dai Cavs, che si chiude solo sul 60-50 anche per colpa del tiro da 3 punti che li penalizza (5\17), mentre che premia Indiana (7\15).

62-60 dopo 3 minuti dall’inizio del 3Q, parziale 10-2 Pacers. Ancora una volta (una costante in questa serie) il terzo periodo dei Cavaliers inizia in maniera superficiale, senza ritmo, senza l’applicazione difensiva della prima parte, e soprattutto con enormi difficoltà offensive. Lue obbligato al TimeOut.

Sembra funzionare, LBJ e compagni si portano vicino alla doppia cifra di vantaggio. Ma negli ultimi 3 minuti del quarto i vinaccia segnano un solo punto (0\6 al tiro), e i Pacers hanno gioco facile (anche grazie ad un Bogdanovic che finalmente si iscrive alla partita) nel riportarsi a -2 (78-80).

Un solo punto nel quarto per LBJ, molto male Love, nervoso ed inconcludente. Padroni di casa ancora una volta con più ritmo, più difesa e più qualità nel secondo tempo rispetto al primo. Il 4Q sembra anch’esso seguire la falsariga delle Gare precedenti, con Indiana che riguadagna il vantaggio già dopo 1 minuto e mezzo. Dopo Oladipo in Gara1 e Bogdanovic in Gara3, è Sabonis in questa occasione a salire di colpi nell’ultimo periodo, ma questa volta i Cavs tengono duro e la partita rimane equilibrata fino agli ultimi minuti, quando le triple di Korver ed i canestri di James fanno la differenza (14 degli ultimi 15 punti Cavs portano la loro firma) per il decisivo allungo.

Cavaliers: James 32, Korver 18, Clarkson 12, Smith 12. Rimbalzi: James 13, Love 11. Assist: James 7

Pacers: Sabonis 19, Turner 17, Oladipo 17, Collison 12. Rimbalzi: Young 16. Assist: Collison 8.



Nato a Dolo (VE) il 17/07/’87, non ama parlare di sé stesso in terza persona, quindi non lo farò. Mi piace scrivere e la scrittura creativa in particolare, mi piace la pallacanestro e la NBA in particolare, per forza di cose mi piace unire le due passioni e scrivere di pallacanestro e non mettere le virgole in particolare quando servono e aggiungere “in particolare” in ogni frase. La possibilità di poter discutere e di potermi confrontare con altri appassionati mi esalta. Nel basket, come nella vita, ho una predilezione particolare per gli “underdog”, gli sfavoriti. Il primo vero amore cestistico non poteva che essere Allen Iverson. Poi però è arrivato LeBron James e ho cambiato idea. Anche io ho studiato delle cose, vissuto delle altre cose e lavorato da qualche parte.


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