New Orleans Pelicans-Golden State Warriors 101-123: Gara-1 dominata dai campioni in carica




La prima partita della serie tra Golden State Warriors e New Orleans Pelicans forse non ha rispettato troppo le aspettative. La franchigia della Louisiana infatti, trovatasi davanti ad una squadra completamente diversa dei Blazers, ha davvero faticato, con Holiday e Mirotic in grande difficoltà su entrambe le metà campo e il solo Davis che, lasciato solo, è stato anche limitato molto bene dalla difesa avversaria. Per quanto riguarda i Warriors c’è davvero poco da dire, semplicemente dominanti: Thompson e Durant guidano l’attacco, un Green in tripla-doppia si mette in versione “tuttofare”, 48.4% dal campo, 40.7% dall’arco, dominio a rimbalzo, 33 assist, 10 stoppate, 8 rubate e una gran difesa in generale. Per definire la serie già chiusa è ancora decisamente presto, ma se le premesse sono queste, e con l’imminente ritorno di un certo Stephen Curry, l’avventura dei Pelicans potrebbe finire davvero presto.

New Orleans Pelicans-Golden State Warriors 101-123 (0-1)

La partita inizia in maniera molto equilibrata, con le squadre che se la giocano punto a punto tenendo un ritmo decisamente alto. I Pelicans contano molto su Davis, mentre dall’altro lato i Warriors fanno affidamento soprattutto sul solito duo Durant-Thompson. Passata la metà della frazione gli ospiti trovano 5 lunghezze di vantaggio e sembrano poter cercare l’allungo, sfruttando qualche errore al tiro e una difesa non proprio perfetta da parte dei padroni di casa. Tuttavia, questa sarà l’unica fiammata da parte degli ospiti in tutto l’arco della partita. Golden State infatti recupera quasi subito lo svantaggio e poi trova a sua volta il +5, raggiungendo la sirena in testa di un solo punto (35-34).

Il secondo quarto sembra seguire i binari dell’equilibrio visto nella prima frazione, almeno per 120 secondi. Allo scoccare del 14° minuto di gioco infatti, i Warriors alzano ancora di più il ritmo, trovando grande continuità realizzativa in attacco e alzando un muro in difesa, raggiungendo in questo modo la doppia-cifra di vantaggio. Divario tra le due squadre che si allungherà poi sulle 20 unità, con i Pelicans davvero in difficoltà su tutti i campi: in attacco Davis viene limitato molto bene dalla difesa dei padroni di casa, e il resto della squadra non riesce a trovare ritmo, soprattutto Holiday e Mirotic, che erano stati grandi protagonisti nella serie contro Portland; in difesa non ci sono soluzioni, con Golden State che riesce a battere gli avversari sul primo passo e trova spesso e volentieri dei corridoi liberi per le penetrazioni, sfruttando anche l’incapacità di cambiare sui blocchi da parte di New Orleans per liberare nella maniera corretta i tiratori. Morale della favola: 76-55 per i beniamini della Oracle Arena (record di franchigia per punti segnati nella prima metà di gara), con il divario che poteva contare 3 punti in più, se non fosse stato per un tiro a tutto campo sulla sirena si Darius Miller.

La seconda metà di partita non ha nulla da raccontare, con i padroni di casa che controllano a dovere la partita, incrementando anche il proprio vantaggio fino a toccare il +30. I Pelicans non possono che alzare bandiera bianca con netto anticipo rispetto alla sirena finale, con gli ultimi 20 minuti di gioco circa che sono pura formalità. Gara-1 se la prendono di prepotenza i Warriors, che con l’imminente ritorno di Stephen Curry potranno contare su un’arma (e che arma) in più. Pelicans decisamente troppo timidi nel prendere le iniziative e tatticamente inadeguati (giocare ad un ritmo alto contro Golden State, che di quella tipologia di gioco ci vive, vuol dire suicidarsi). La serie potrebbe avere una vita decisamente breve.

Pelicans: Davis 21, Moore 15, Crawford 14, Holiday 11. Rimbalzi: Davis 10, Rondo 8. Assist: Rondo 11.

Warriors: Thompson 27, Durant 26, Green 16, Iguodala 12. Rimbalzi: Green 15, Durant 13. Assist: Green 11.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


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