Miami Heat-Philadelphia 76ers 103-130, Miami regge il primo tempo poi affonda: gara 1 ai 76ers




Tempo di playoff per i Philadelphia 76ers e per i Miami Heat. Arrivate rispettivamente 3^ e 6^ nella Eastern Conference, le due franchigie tornano a disputare la post season dopo un periodo di assenza, quantificabile in cinque stagioni per i 76ers, e solo una per gli Heat. Philadelphia arriva a questa serie con alle spalle una grande cavalcata in regular season, terminata con una streak di 16 vittorie consecutive. Più travagliata, invece, la corsa di Miami, che fino all’ultimo ha dovuto lottare con le dirette rivali per ottenere un biglietto per i playoff.

Miami Heat – Philadelphia 76ers 103-130

Gara 1 parte subito con ritmi altissimi da entrambe le parti. Philadelphia mette sul parquet tutta l’esplosività che l’ha contraddistinta per l’intera regular season, guidata a gran voce da un Ben Simmons in grande spolvero; dall’altra parte Miami mantiene la sua natura molto tattica, impostando tutti i possessi e cercando poche volte l’attacco diretto al canestro. Dopo i primi possessi in cui il risultato è rimasto pressoché equilibrato, Phila alza ulteriormente il ritmo e cerca di mettere a segno un parziale per allungare sui rivali, sfruttando soprattutto le mani calde di Marco Belinelli, che mette subito a referto due importanti canestri dal perimetro.

Tuttavia Miami, nonostante qualche défaillance sotto canestro e in fase difensiva, riesce a tenere il passo degli avversari. Con l’ingresso delle second unit, gli Heat salgono in cattedra mettendo a referto un parziale di 18-3 nel giro di un paio di minuti, cercando di allungare sui 76ers. Dopo una prima parte di quarto tendenzialmente equilibrata, con qualche acuto di Philadelphia, la seconda parte è stata un dominio assoluto di Miami, con la franchigia di South Beach che ha allungato fino al +10. Tuttavia, con 4 punti negli ultimi 5 secondi, Phila ha accorciato le distanze, portandosi a soli due possessi di distanza.

Il secondo quarto parte fortissimo con i 76ers che segnano 10 punti, concedendone solo 3 a Miami (complici anche tre liberi sbagliati), recuperando lo svantaggio accumulato e ritornando in vantaggio. Con il ritorno dei quintetti titolari, Philadelphia riprende in mano il pallino del gioco, riuscendo a sfruttare i numerosi errori di Hassan Whiteside, totalmente fuori dalla partita, che poco dopo torna a sedersi in panchina con soli 8 minuti all’attivo in un quarto e mezzo di gioco. Con il ritorno il campo di Kelly Olynyk, Miami torna a giocare sui propri livelli, riuscendo a contenere il gioco offensivo avversario. Con il passare dei minuti la partita si fa molto fisica, con tanti falli fischiati da ambo le parti, specialmente a favore degli Heat, che con i liberi segnati riescono a mantenere il risultato in equilibrio in una fase in cui faticano a concretizzare i possessi offensivi. Il primo tempo si chiude con Miami in vantaggio di 4 lunghezze, 60-56.

Come successo con i quarti precedenti, anche in apertura del terzo periodo i 76ers dominano i primi possessi, segnando a tabellino un 10-0 per il nuovo vantaggio dei padroni di casa. Phila riesce piano piano a mettere sempre più punti fra sé e gli avversari, sfruttando anche il pessimo terzo quarto disputato da Miami: difatti, gli Heat, a metà quarto, hanno messo a referto solo 5 punti, tirando con un pessimo 9% dal campo, e permettendo a Philly di realizzare un parziale di 20-2, per il massimo vantaggio dei 76ers. Nei minuti finali la compagine guidata da coach Spoelstra riesce a migliorare al tiro, però Philadelphia sembra averne davvero di più e lo svantaggio non si riduce, +12 76ers.

Miami non sembra essere più in grado di riaprire la partita. Le stesse difficoltà mostrate in nel terzo quarto sia in attacco che in difesa, trovano ancora spazio durante l’ultimo periodo, permettendo a Philadelphia di amministrare il largo vantaggio senza farsi impensierire. Il 4° quarto disputato dai 76ers è anche meglio del terzo: la franchigia di casa è concreta e cinica, in difesa è praticamente insuperabile e in attacco sbagliano poco o nulla.

Il secondo tempo è un assoluto dominio dei 76ers, Miami non riesce ad arginare l’attacco straripante di Phila e paga carissimo i tanti errori. Una prestazione convincente quella dei padroni di casa che si assicurano una larga vittoria in gara 1, con ben tre giocatori sopra i 20 punti, con un Ben Simmons da 17 punti, 9 rimbalzi e 14 assist e un grande Marco Belinelli con 25 punti messi a referto. Per Miami c’è ancora tanto lavoro da fare, specialmente quando tornerà Embiid, punto di riferimento dell’attacco insieme a Simmons.

Heat: Olynyk 26, Dragic 15, J. Johnson 13. Rimbalzi: Olynyk 7, Winslow 7, Whiteside 6. Assist: Winslow 5, Dragic 4, Wade 4.

76ers: Redick 28, Belinelli 25, Saric 20. Rimbalzi: Ilyasova 14, Simmons 9, A. Johnson 7. Assist: Simmons 14, Fultz 4, Covington 4.



Genovese classe 1997. La passione e l'amore per il basket sono cresciuti di pari passo nel corso degli anni, mentre le doti cestistiche sono rimaste al livello base. Una citazione racchiude tutta l'essenza: "Because limits, like fears, are often just an illusion" - Michael Jordan


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