Kevin Durant guida i Warriors alla vittoria contro gli Spurs, Boston espugna Minneapolis




Nottata povera di partite ma ricca di spettacolo quella NBA. Aprono le danze i Nets, che trovano una bella vittoria in casa degli Hornets grazie ad un’ottima prestazione di squadra, W che invece non centrano i 76ers, che si devono arrendere ai Miami Heat. A seguire troviamo la vittoria dei Celtics a Minneapolis, grazie al binomio Irving-Horford, e quella dei Warriors sugli Spurs, con un super Kevin Durant a trascinare la squadra priva dell’infortunato Curry. Infine, non rimane che citare la facile, facilissima vittoria dei Thunder contro i Suns, con Westbrook che accarezza la tripla-doppia.

Charlotte Hornets-Brooklyn Nets 111-125

Hornets: Walker 21, Howard 19, Lamb 15, Zeller 13. Rimbalzi: Howard 7. Assist: Walker 6.

Nets: Crabbe 29, LeVert 22, Hollis-Jefferson 18, Carroll 15. Rimbalzi: Hollis-Jefferson 12. Assist: Dinwiddie 10.

Miami Heat-Philadelphia 76ers 108-99

Heat: Whiteside 26, Wade 16, Richardson 13, Johnson 12. Rimbalzi: Whiteside 8. Assist: Dragic 7.

76ers: Saric 20, Redick 18, Embiid 17, Belinelli 14, Simmons 10. Rimbalzi: Saric 10. Assist: Simmons 8.

Minnesota Tiberwolves-Boston Celtics 109-117

Timberwolves: Bjelics 30, Gibson 18, Towns 15, Crawford 15. Rimbalzi: Bjelica 12, Towns 11. Assist: Teague 8.

Celtics: Irving 23, Horford 20, Morris 17, Brown 14, Rozier 13. Rimbalzi: Horford 8. Assist: Irving 8.

Oklahoma City Thunder-Phoenix Suns 115-87

Thunder: Westbrook 27, George 21, Brewer 17, Adams 16. Rimbalzi: Adams 12. Assist: Westbrook 9.

Suns: Booker 30, Chandler 10, Harrison 9, Peters 8. Rimbalzi: Booker 6. Assist: Payton 6.

Golden State Warriors-San Antonio Spurs 110-107

Sulla carta, nonostante questo rappresenti pur sempre un big match, per i Warriors non doveva essere un ostacolo di grande livello, ma la squadra di Steve Kerr, già priva di West e Iguodala, nei primi due minuti di partita ha perso pure Stephen Curry per un infortunio alla caviglia (non giocherà contro Portland), dovendo quindi rivalutare il proprio piano tattico in corsa.

La partenza dei padroni di casa è di quelle promettenti, con la solita partenza bruciante che permette di trovare subito 7 lunghezze di vantaggio grazie ad una buona chimica di squadra sia nella metà campo offensiva che in quella difensiva. L’entusiasmo dei fan di casa dura poco però, visto che nel secondo periodo di spegne completamente la luce: i Warriors abbassano drasticamente le loro percentuali al tiro e concedono molti più tiri aperti agli Spurs, che ne approfittano per infilare un parziale di 29-18 e arrivare all’intervallo lungo con un vantaggio di 4 punti. Nella ripresa la musica sembra non cambiare, con Golden State che ritrova un po’ di continuità in attacco, ma continua a soffrire in difesa, con San Antonio che si affida principalmente all’esperto Aldridge per aumentare le distanze e cominciare così gli ultimi 12 minuti con 9 lunghezze di vantaggio. Con Curry out, Thompson in versione “impresa edile” e un Durant non troppo in evidenza, per i Warriors non si prospetta una fine di partita memorabile. Tuttavia il basket è appassionante proprio perchè le situazioni possono essere ribaltate nello spazio di poco. Gli ospiti continuano a premere in attacco, riuscendo a conservare 5 lunghezze di vantaggio fino a 3 minuti dalla fine, grazie alle giocate del solito Aldridge e di Parker, tuttavia gli ospiti negli ultimi 160 secondi si ritrovano a fare i conti con una difesa Warriors rivitalizzata e un maestoso Kevin Durant, che risponde colpo su colpo ai canestri degli avversari e poi fa mettere la freccia ai suoi compagni di squadra per andare ad agguantare una bella vittoria.

Oltre alla gran prova di Durant, autore di 37 punti (14/26 dal campo), 11 rimbalzi, 4 assist e 4 stoppate, sono risultate decisive le prove di Draymond Green, autore della terza tripla-doppia in stagione (11 punti, 12 rimbalzi e 10 assist, conditi da 2 stoppate e 3 palle rubate), JaVale McGee, autore di una grande prova sia in difesa (7 rimbalzi e 4 stoppate) che in attacco (13 punti), e Nick Young, che in uscita dalla panchina piazza dei canestri decisivi.

Warriors: Durant 37, Thompson 13, McGee 13, Young 12, Green 11. Rimbalzi: Green 12. Assist: Green 10.

Spurs: Aldridge 30, Murray 14, Bertans 13, Anderson 12. Rimbalzi: Aldridge 17. Assist: Parker 7.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


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