Kevin Durant, Golden State Warriors

Golden State Warriors-Utah Jazz 102-91: Hayward e il clima casalingo provano a spingere i Jazz, ma un super Durant fa 3-0




Un discreto Gordon Hayward e la spinta del proprio pubblico non sono sufficienti a far rientrare in corsa i Jazz, che si devono arrendere alle mazzate di un super Kevin Durant. I Warriors ora conducono per 3-0, e lunedì notte Utah, più che risvegliare le proprie speranze, dovrà solo provare ad evitare lo sweep.

Golden State Warriors-Utah Jazz 102-91

Alla Vivint Smart Home Arena di Salt Lake City va in scena il terzo atto della serie tra Warriors e Jazz, e il pubblico di casa è determinato a spingere i propri beniamini affinchè rientrino in corsa. Partita che però comincia col solito copione, ovvero Golden State in vantaggio, con le difese che prevalgono sull’attacco, come dimostrato dal punteggio basso. Nonostante i Warriors debbano fare a meno dopo pochi minuti di Draymond Green, al quale vengono fischiati due falli inesistenti, e abbiano a che fare con un caldo inizio di Gordon Hayward, Curry&co. chiudono il primo periodo in vantaggio di 10 lunghezze, guidati da un Kevin Durant da 13 punti. Pessime comunque le percentuali al tiro da parte di entrambe le franchigie (padroni di casa col 29.6% e ospiti con il 39.1%), che nel secondo quarto si alzano di poco, con un attacchi più in ritmo e difese un po’ più permissive. Secondi 12 minuti in cui accade un po’ di tutto: prima i Jazz si riportano sul -4 dopo aver toccato anche il -11, poi, dopo che Durant aveva messo in piedi un personalissimo contro-parziale, Gobert e compagni riescono a passare in vantaggio per la prima volta in tutta la serie, chiudendo la prima metà di gara sul +1 (50-49). Warriors male al tiro, con Curry (2/8) e Thompson (1/5) freddissimi, e con troppe palle perse (7), mentre Jazz che credono nella vittoria grazie a Hayward e Gobert (12 punti, 8 rimbalzi e 2 stoppate). Terzo periodo che vede i padroni di casa in un tentativo di fuga spinti dal proprio n°20, ma un redivivo Curry riporta i suoi sulla parità (70-70) a un minuto dalla fine, con un alley-oop sull’asse Green-Iguodala che permette ai Warriors di cominciare gli ultimi 12 minuti di partita sul +2. L’ultimo quarto ha poco da raccontare, con Utah che dopo aver provato gli ultimi assalti, cede sotto i colpi di un indemoniato Durant, spalleggiato dal solito Curry. Alla fine i conti parlano chiaro: Golden State sul 3-0.

VITTORIA COL BRIVIDO – I Warriors riescono a rimanere imbattuti, ma stavolta hanno rischiato davvero tanto. Tanti tiri sbagliati, palle perse inutili e una difesa tutt’altro che perfetta hanno messo a dura prova i ragazzi di coach Mike Brown, i quali sono stati salvati da un Kevin Durant in serata di grazia (38 punti e 13 rimbalzi, 15/26 dal campo, 4/8 da 3 e 4/4 ai liberi). Thompson cade in una serata in cui la mano è un cubetto di ghiaccio (6 punti, 1/9 al tiro), mentre Curry ha bisogno di due quarti per cominciare a scaldarsi, riuscendo in fin dei conti a dare il suo solito contributo (23 punti e 4 assist, ma 6/20 dal campo e 3/11 da 3). Un discorso a parte va fatto per Green, il quale è stato limitato dai 3 falli arrivati quasi subito (tutti inesistenti), ma che alla fine ha saputo offrire, seppur in versione mignon, la solita prestazione all-around, con 9 punti, 10 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata e 1 stoppata. Iguodala (11 punti e 4 rimbalzi) e West (4 punti con 2 jumper molto importanti) a parte, la panchina continua a fare molta fatica, e questa è una cosa che non può far stare serena la franchigia.

SUICIDIO – Kevin Durant a parte, quello di stasera è stato un vero suicidio dei Jazz. La situazione infatti era delle più ghiotte, con i Warriors con basse percentuali al tiro, una difesa non più perfetta e condizionati da un clima di tensione per tutta la partita. Tuttavia, nei momenti che contavano, come il +6 pochi minuti dalla fine del terzo periodo, Utah si è completamente persa, permettendo agli ospiti di riprendere in mano il pallino della situazione. Vanno sempre bene Hayward (29 punti, ma 7/18 dal campo) e Gobert (21 punti, 15 rimbalzi e 2 stoppate), ma una squadra come questa on può sperare di vincere affidandosi a quei due, con il resto del roster che sta, tutto sommato, a malapena nel discreto. Ora fondamentalmente non c’è più nulla da fare, se non evitare di subire un bel 4-0 in casa propria.

Warriors: Durant 38, Curry 23, Iguodala 11. Rimbalzi: Durant 13, Green 10. Assist: Green 5, Curry 4.

Jazz: Hayward 29, Gobert 21, Mack 11. Rimbalzi: Gobert 15, Johnson 6. Assist: Hayward 6, Mack 5.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


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