Golden State Warriors-New Orleans Pelicans 118-92: i Warriors grazie ad un super Durant domano degli spenti Pelicans




Dopo la super Gara-3 che ha permesso ai Pelicans di tenere aperta la serie, i tifosi di New Orleans hanno riempito lo Smoothie King Center per dare altra carica ai propri beniamini, sperando in un’altra vittoria. I Golden State Warriors tuttavia cambiano totalmente faccia e tornano ad essere quelli delle due partite, con un super Kevin Durant che spinge i ragazzi di Steve Kerr sul 3-1.

Golden State Warriors-New Orleans Pelicans 118-92 (3-1)

Dopo la giornata no vissuta dai campioni in carica due giorni fa, per la prima volta in stagione Steve Kerr decide di iniziare con il quintetto conosciuto come “Hampton 5”: Curry-Thompson-Durant-Iguodala-Green. Dall’altra parte invece Alvin Gentry non cambia i cinque titolari della vittoriosa Gara-3, schierando Rajon Rondo, Jrue Holiday, E’Twaun Moore, Nikola Mirotic e Anthony Davis. I Warriors cercano riscatto e partono davvero forte, trovando grande continuità in attacco (75% al tiro nei primi 4 minuti) e un’ottima difesa: un rapido 3/3 al tiro di Durant, sommato ad un 2/2 di Thompson, e l’energia nella metà campo difensiva confezionano il primo parziale iniziale di 14-4 che costringe al time-out i padroni di casa. New Orleans sembra davvero disorientata, eccezion fatta per il solito Davis, che realizza i primi 8 punti della squadra. Dopo il minuto di sospensione la musica non cambia e Golden State dilaga, in particolare grazie ad un ispiratissimo Durant (10 punti, 4 rimbalzi e 3 assist nei primi 12 minuti), che continua a tirare e segnare sulla testa di giocatori più piccoli (E’Twaun Moore o Jrue Holiday). Con i canestri di Curry e Green il vantaggio ospite tocca anche le 17 lunghezze di vantaggio, per poi fissarsi sulle 15 unità alla sirena del primo periodo (37-22).

Curry e soci tirano con il 60% dal campo e con il 55.6% dall’arco, perdendo un solo pallone e mettendo a referto ben 12 assist, mentre la compagine di Davis e Holiday trova un misero 28.6% dal campo e prova a rimanere a galla con i tiri liberi (9/9 nel quarto, di cui 8 del solo n°23). L’inizio non promette affatto bene per i padroni di casa.

Nella seconda frazione New Orleans riesce a ridurre lo svantaggio, riportandosi sul -10 (47-37) grazie ad un paio di invenzioni di Rondo e ad una tripla di Jrue Holiday. Negli istanti successivi l’energia di tre giocate di Anthony Davis (un alley oop, una deviazione difensiva, un canestro con annesso fallo tecnico di Draymond Green) permette ai Pelicans di riaffacciarsi sul -4 (55-51), mettendo pressione a Golden State. Nell’ultimo minuto prima della pausa lunga però è il solito Durant a prendere in mano la situazione e a stabilire 7 punti di distanza tra le due squadre (61-54). All’intervallo nelle fila dei Warriors il n°35 è il solo in doppia-cifra (20 punti e 7 rimbalzi, 8/15 dal campo), spalleggiato da un buon Klay Thompson da 9 punti (4/8 al tiro), mentre per New Orleans i punti arrivano principalmente da Davis (18, 5/13 al tiro) e Moore (11, 4/7 dal campo).

Nonostante la riduzione dello scarto, i Pelicans non sono mai sembrati in grado di recuperare di tutto lo svantaggio e di impensierire seriamente dei Warriors apparsi decisamente in totale controllo (53% dal campo e 18 punti con 9/11 dal campo da una panchina guidata da un ottimo Cook).

Al rientro dagli spogliatoi si ripresenta la stessa situazione del primo periodo: Golden State parte a razzo e New Orleans non ci capisce nulla. Un rapido parziale di 7-0 permette agli ospiti di allungare sul +14, con il margine che si dilata ancora di più spinto dai canestri di un inarrestabile KD (altri 11 punti per lui), fissandosi per tutti gli ultimi 4 minuti del periodo sulle 21 lunghezze (33-19 per gli ospiti il parziale totale del terzo periodo). Arrivati all’ultimo intervallo la partita vede i Warriors dominare su dei Pelicans mai entrati completamente in partita, ai quali non rimane altro che alzare anticipatamente bandiera bianca.

Gli ultimi 12 minuti non regalano alcuna emozione, con Curry e soci che rifiniscono il proprio tabellino, arrivando a fine partita sfiorando il 50% dal campo e realizzando 28 assist, lasciando spazio alle seconde linee negli ultimi minuti. Golden State torna ad impressionare (anche se Thompson e Curry hanno fatto davvero il minimo stasera) e domina dall’inizio una Gara-4 che li porta avanti 3-1 nella serie, con la possibilità di chiudere i giochi nella notte tra martedì e mercoledì di fronte al proprio pubblico.

I Pelicans pagano le troppe palle perse (19, dalle quali i Warriors hanno ricavato 21 punti) e delle orribili percentuali al tiro (37% al tiro e 15.4% dall’arco), dando l’impressione per tutto l’arco della partita di non avere nè la lucidità nè la concentrazione di Gara-3.

Warriors: Durant 38, Curry 23, Thompson 13, Cook 12. Rimbalzi: Durant 9, Green 9. Assist: Green 9, Iguodala 6.

Pelicans: Davis 26, Moore 20, Holiday 19, Clark 11. Rimbalzi: Davis 11, Mirotic 11, Rondo 11. Assist: Rondo 6.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


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