Golden State Warriors-Houston Rockets 119-106: Durant e Thompson guidano dei Warriors impeccabili alla conquista di Gara-1




Eccoci alle attesissime Finals della Western Conference. Il primo atto della serie tra Warriors e Rockets non delude le aspettative, con una partita davvero frizzante e ricca di spunti di riflessione. Alla fine sono i Warriors a portare a casa Gara-1, giocando con intelligenza e solidità su entrambe le metà campo, facendo leva sulle debolezze dei propri avversari.

Golden State Warriors-Houston Rockets 119-106 (1-0)

Partenza a razzo per i padroni di casa, che, grazie ad un super Harden e la complicità di una Golden State poco centrata, volano subito sul +8 (12-4). L’entusiasmo però dura poco: gli ospiti infatti cominciano ad ingranare e con i canestri di Curry, Thompson e Durant ritornano a contatto verso la metà del quarto. Da qui in poi comincia un tira e molla che vede il distacco tra le due squadre variare dalle 5 alle 2 unità, con i Warriors che infine, dopo un continuo scambio di canestri negli ultimi 90 secondi, riescono a chiudere sul -1 i primi 12 minuti di gioco. Bello il duello tra Harden (12 punti, 4/7) e Durant (13 punti, 6/9), ma tra le due squadre si evidenzia subito una differenza: Golden State riesce a trovare più spazi in attacco e quindi ad arrivare a conclusioni più facili rispetto a Houston, che invece si trova spesso e volentieri a dover convertire in punti dei top-shot (in evidenza la grande difesa dei Warriors, in particolare di Looney).

Nella seconda frazione sono gli ospiti che tengono in mano il ritmo partita: grande efficienza in attacco, grazie anche ad un grande apporto dalla panchina, e super lavoro difensivo. Con questa formula Curry e soci, guidati da un Durant da urlo (17 punti, 8/13 al tiro alla pausa lunga), trovano il +8 e provano a tenere Houston a debita distanza. Nella seconda metà del periodo però piano piano i padroni di casa riescono a rientrare, sfruttando qualche errore al tiro da parte degli ospiti, fino a giocarsi la leadership della partita negli ultimi giri di lancetta. Si va all’intervallo lungo in una situazione di perfetta parità (56-56).

I Rockets si affidano alle giocate di Harden e Paul, spalleggiati dal lavoro sotto le plance di Capela, con un ottimo lavoro difensivo su Curry, apparso decisamente anonimo dal punto di vista realizzativo (9 punti, ma già 6 assist). Per quanto riguarda i Warriors invece il trascinatore è Kevin Durant, supportato da Klay Thompson (12 punti, 4/8) e su una panchina davvero solida su entrambe le metà campo (Nick Young il migliore tra le seconde linee con 3 triple). Appara comunque chiaro che la partita si gioca principalmente nella fase difensiva: gli uomini di Steve Kerr appena alzano il ritmo riescono a prendere il controllo della gara, concedendo solo tiri complicati e spesso allo scadere del cronometro, mentre i giocatori diretti da Mike D’Antoni non riescono a trovare la giusta formula per fermare le giocate di Durant e compagni, che riescono a tirare con un ottimo 55.8% dal campo.

Nella terza frazione di gioco Golden State cerca di sfruttare il suo terreno di caccia per imbastire una fuga, portando rapidamente il proprio vantaggio prima sul +8 e successivamente oltre la doppia-cifra, toccando nei minuti seguenti anche il +13, sull’onda delle giocate di Durant, Thompson e di un Curry meno nascosto. Come accaduto nei 12 minuti precedenti però, nella seconda metà del quarto i padroni di casa riescono a tornare sotto, toccando il -4 grazie ai canestri di Harden, Capela e Green. I padroni di casa tuttavia non riusciranno mai a ricucire completamente lo strappo, capitolando spesso intorno alla doppia cifra di svantaggio.

Si arriva agli ultimi 12 minuti di gioco con i Warriors avanti di 7 lunghezze. Il livello difensivo di Curry e compagni non cala (a parte qualche piccola, rara disattenzione) e i Rockets fanno davvero fatica a trovare la via del canestro, anche perchè c’è una scarsissima circolazione di palla. Golden State invece in attacco riesce sempre a trovare un modo per avere un tiro pulito: qualche layup di Curry, tiri wide-open dall’arco per Thompson, mid-range per Durant e tiri liberi per Iguodala. Questa la sostanza dell’ultimo periodo. I padroni di casa ricadono oltre la doppia-cifra di svantaggio ed è inutile dire che non riusciranno mai a rientrare in partita. Gara-1 se la prendono in tal maniera (di prepotenza) dei Golden State Warriors praticamente perfetti.

Se Houston vuole provare ad impensierire davvero i campioni in carica dovrà cambiare totalmente approccio. Bisogna trovare una soluzione difensiva a Durant, evitando però di lasciare troppo liberi Thompson e Curry (scegliendo magari di battezzare Green e Iguodala), più circolazione di palla in attacco e meno attacchi in isolamento, ed infine un maggiore apporto dalla panchina. Per quanto riguarda i Warriors invece non c’è nulla da dire: partita davvero impeccabile sul piano difensivo, mentre in attacco il duo Durant-Thompson non delude. Magari si potrebbe sperare in un Curry un po’ più attivo su entrambe le metà campo (battezzato spesso in difesa).

Warriors: Durant 37, Thompson 28, Curry 18, Iguodala 11. Rimbalzi: Green 9, Curry 6. Assist: Green 9, Curry 8.

Rockets: Harden 41, Paul 23, Gordon 15, Capela 12. Rimbalzi: Paul 11, Capela 6. Assist: Harden 7.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


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