Golden State Warriors-Houston Rockets 105-127: dei Rockets in stato di grazia domano dei Warriors spreconi e pareggiano la serie




Dopo la deludente prestazione di Gara-1, gli Houston Rockets aggiustano il proprio gioco e grazie ad una serata di grazia al tiro domano dei Warriors mai entrati realmente in partita, imprecisi e spreconi. Harden e soci riescono così a pareggiare la serie, cogliendo l’occasione di andarsi a giocare le proprie carte alla Oracle Arena in una situazione di equilibrio e senza nessuna pressione addosso.

Golden State Warriors-Houston Rockets 105-127 (1-1)

L’inizio di gara sembra essere diverso rispetto a quello di Gara-1, con i Warriors che riescono subito ad entrare in partita senza prendere immediatamente un parziale a proprio sfavore. Tuttavia l’illusione di una partita punto a punto svanisce dopo pochi minuti: i Rockets infatti sfruttano le diverse palle perse (7 nel quarto) e i vari errori al tiro di Golden State (in particolare dall’arco, dove fanno 0/7) per prendere con solidità la leadership del match, facendo oscillare il proprio vantaggio tra le 6 e le 8 lunghezze, spinti da un gran lavoro di squadra. Solo un gioco da tre punti di Curry negli ultimi secondi permetterà agli ospiti di chiudere la prima frazione di gioco sotto solo di 5 punti (26-21).

I ragazzi di Steve Kerr non sono assolutamente solidi e pienamente concentrati, e la cosa si fa sentire su ambo le metà campo, con Houston che riesce sempre a trovare troppo facilmente il fondo della retina, sfruttando un maggiore gioco di squadra (decisamente più circolazione di palla e meno isolamenti di Gara-1).

Nel secondo periodo di gioco sembra esserci una reazione da parte dei Warriors, che tra una difficoltà e l’altra riescono comunque a tenere stabile lo svantaggio, scendendo pure sul -3. Tuttavia si tratta solo di un’illusione: lo scarto non verrà mai ricucito del tutto e anzi, i padroni di casa riusciranno ad andare in fuga. La sostanza degli ultimi 7 minuti di questa frazione di gioco si potrebbe riassumere parlando di dominio da parte dei Rockets: in fase offensiva la palla gira molto, le percentuali al tiro sono decisamente buone (52.3% dal campo e 43.5% dall’arco) e dal punto di vista realizzativo non esistono più solo Harden (14 punti, 5/14) e Paul (importantissimi i 13 di Gordon, i 15 di Ariza e i 14 di uno scatenato Tucker); per quanto riguarda la fase difensiva invece, i ragazzi di coach D’Antoni principalmente non fanno altro che vedere Golden State sbagliare diversi tiri e perdere molti palloni. Con questo mix il divario tra le due squadre arriva anche a 19 lunghezze, salvo poi calare sulle 14 unità alla pausa lunga (64-50) grazie a dei canestri di Thompson (8 punti, 3/8) e Durant (18 punti, 6/11).

Curry e compagni non possono assolutamente pensare di portare a casa la partita giocando in questa maniera. Houston in attacco sbaglia davvero poco, per cui va assolutamente aggiustata la fase difensiva, mentre in attacco la palla deve tornare a girare in maniera fluida e soprattutto deve tornare l’efficienza (troppi isolamenti e tiri semplici sbagliati). Inoltre, bisogna evidenziare le prestazioni assolutamente dannose di Green e Curry: il primo perde troppi palloni, nella maggior parte dei casi stupidamente, mentre il secondo proprio non riesce a trovare il proprio livello di gioco abituale (solo 7 punti per lui) e in difesa è paragonabile ad un telepass.

Nella ripresa ci si aspetterebbe una reazione significativa da parte degli ospiti, ma per vedere qualche emozione devono passare 4 minuti: un super Kevin Durant (18 punti in questo periodo) cerca di suonare la carica e svegliare i suoi, portando Golden State sul -10, con la possibilità, poi fallita, di tornare sotto la doppia-cifra di vantaggio. Il n°35 però è solo sull’isola ed è impensabile che possa sostenere da solo fino alla fine tutta la squadra. I Rockets tornano a macinare gioco e punti, mentre i Warriors ripiombano nelle loro difficoltà: la situazione torna quindi ad essere quella della seconda metà della seconda frazione di gioco, con i padroni di casa che riescono a riallungare sul +16, facendo leva sul proprio gioco di squadra (in grado di fornire diverse alternative offensive) e ad una serata di grazia al tiro.

Nell’ultimo periodo gli ospiti tentano un ultimo assedio, tornando sul -11 dopo pochi giri di lancetta e provando a portare l’inerzia dalla propria parte. Tuttavia, come accaduto precedentemente, Golden State si dimostra inconcludente nei momenti decisivi volti a ricucire il gap, permettendo ai padroni di casa di riallungare in maniera definitiva: una tripla clamorosa di Gordon, un canestro di Harden e una tripla di un fenomenale Tucker spezzano letteralmente le gambe ai Warriors (+19 per The Beard e soci). Da qui in poi (seconda metà del periodo) la partita non ha più nulla da dire, con lo scarto tra le due franchigie che si allarga ulteriormente fino al 127-105 finale.

I Rockets riescono ad impattare la serie grazie ad una serata davvero perfetta (almeno offensivamente): ottimo lavoro di circolazione di palla (abbandonata finalmente la tattica degli isolamenti), ottime percentuali (51.1% dal campo e 38.1% dall’arco) e grande continuità. Harden e Paul non devono più caricarsi l’intera squadra sulle spalle, anzi, vengono spalleggiati alla perfezione dai propri compagni: Eric Gordon ne mette 27 (8/15), Trevor Ariza 19 (7/9) e P.J. Tucker addirittura 22 (8/9). I Warriors devono fare i conti invece con una partita approcciata davvero male e che poi non è stata più recuperata: troppe imprecisioni di vario tipo in attacco (15 perse, 45.9% dal campo e 30.0% da 3 punti), con un gioco troppo statico, e una difesa funzionante a dovere solo per pochi, brevi tratti della partita, permettendo a Houston di fare sostanzialmente ciò che voleva. Curry è ancora lontano dai suoi reali livelli (e sarebbe anche ora di tornare ad essere un fattore vista l’importanza della situazione) e in difesa fa molta fatica, Thompson si oscura completamente dopo l’ottima prestazione di Gara-1 e Green ed Iguodala non riescono a contribuire in alcuna maniera. Ovviamente non può bastare il solo, mostruoso Kevin Durant per tornare alle Finals.

Warriors: Durant 38, Curry 16, Thompson 8, Cook 7. Rimbalzi: Curry 7, Green 6. Assist: Curry 7, Green 6.

Rockets: Harden 27, Gordon 27, Tucker 22, Ariza 19, Paul 16. Rimbalzi: Harden 10, Capela 10. Assist: Paul 6.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


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