I Golden State Warriors sono campioni NBA 2017-18.

Golden State Warriors-Cleveland Cavaliers 108-85: Curry e soci non perdono tempo, i Warriors sono di nuovo campioni




I Warriors quest’anno non perdono tempo e chiudono i giochi nel più breve tempo possibile, guidati da un grande Stephen Curry. I Cavaliers non hanno le energie, la grinta e la voglia per provare a portare a casa almeno il secondo match casalingo, e non possono fare altro che chinare la testa di fronte allo strapotere di Golden State.

Golden State Warriors-Cleveland Cavaliers 108-85 (4-0)

Inizio di gara tutto in favore degli ospiti, che nel giro di 2 minuti si trovano subito in vantaggio di 7 lunghezze (10-3): buona difesa e attacco prolifico, sfruttando dei Cavaliers apparsi decisamente poco grintosi e poco precisi. In uscita dal timeout richiesto da Lue, i padroni di casa cambiano atteggiamento e grazie ad una difesa aggressiva (sfruttando qualche errore dei Warriors) e ad una maggiore precisione offensiva, nel giro di due giri d’orologio ritorna in partita (13-11), costringendo Steve Kerr a chiamare un minuto di sospensione per richiamare i suoi all’ordine. Altro giro, altra uscita da un timeout e altro parziale: Golden State mette la quarta e con tre triple di fila (Iguodala, Curry e Green), più una schiacciata di Durant in contropiede, spiazza Cleveland e trova il +11 (24-13), costringendo Lue ad un’altra sospensione. Dopo un altro, timido, tentativo da parte di James e soci di rifarsi sotto, gli ospiti tengono sotto controllo la situazione, chiudendo la prima frazione sopra di 9 punti (34-25). In evidenza le prestazioni di un ritrovato Stephen Curry (12 punti, 4/6 al tiro), del solito Kevin Durant (8 punti, 4/8) e di Andre Iguodala (6 punti, 2/4), con i Warriors che, dopo una Gara-3 disastrosa dall’arco, sembrano aver ritrovato il tiro dalla lunga distanza (6/10 nel quarto). Male invece i Cavaliers, che tirano con il 33.3% dal campo.

Nella seconda frazione Golden State abbassa un po’ il ritmo offensivo, concedendo anche qualcosa in più in difesa. I padroni di casa sfruttano a dovere questo regalo e nella prima metà del quarto imbastiscono un parziale di 14-4, prendendosi la leadership della gara (39-38) per la prima volta dal 2-0 iniziale e costringendo coach Kerr a chiamare timeout. Da notare al momento un Klay Thompson decisamente fuori partita, con già 3 falli, nessun punto a referto (0/1) e due palle perse. Nella seconda parte della frazione, dopo un breve, continuo, botta e risposta tra le due squadre, i Warriors provano a riallungare, senza mai riuscire però a scrollarsi definitivamente i Cavaliers di torno, chiudendo la prima metà della partita sopra di 9 lunghezze grazie ad una tripla di Curry (61-52). In evidenza è sempre il #30 della franchigia di Oakland, che nella prima metà di gara torna ad incutere grande timore, piazzando a referto 20 punti (3/7 da 2 e 4/6 da 3), 4 assist, 2 rubate e 1 stoppata. Durant invece decisamente più in ombra rispetto alle altre gare, con soli 12 punti a referto (4/10 dal campo, ma anche 4 rimbalzi, 4 assist e 2 stoppate), mentre dall’altro lato è il solito James a guidare le operazioni (16 punti e 5 assist, 6/10 dal campo), supportato da un buon JR Smith (10 punti, 3/6 dal campo).

Da segnalare in questi primi 24 minuti di gioco la prestazione decisamente più che discreta di Curry e soci al tiro (52.3% dal campo e 52.9% dall’arco), limitando al minimo il numero di palle perse (4) e difendendo a dovere il proprio ferro (8 stoppate), lasciando a James e compagni solo il 38.3% dal campo. Non paga assolutamente, almeno per il momento, la scelta da parte dei padroni di casa di battezzare Andre Iguodala al tiro, che ringrazia gli avversari mettendo a bersaglio 3 triple su 5 tentativi.

Nella ripresa si assiste alla resa definitiva dei Cavaliers. Nel terzo periodo come di consueto i Warriors alzano il ritmo e provano la fuga definitiva, ma in una qualche maniera Cleveland riesce sempre ad evitare il collasso definitivo, rimanendo entro le 15 lunghezze di distanza. Piano piano però energie, grinta, organizzazione e voglia vengono meno, e la bandiera bianca ormai si alza da sola: il parziale di 25-13 subito nella terza frazione è il colpo del ko per James e compagni, che negli ultimi 12 minuti dovrebbero rimontare 21 punti di svantaggio (86-65). L’ultimo periodo è pura gestione e avviamento ai festeggiamenti per i ragazzi di Steve Kerr. L’ultimo atto di queste NBA Finals 2018 finisce 108-85.

Grazie alle sue grandi prestazioni, in particolare in Gara-3 (senza comunque tralasciare la sua prima tripla-doppia ai Playoff, imbastita proprio stanotte), Kevin Durant vince in back-to-back il titolo di MVP delle Finals.

Warriors: Curry 37, Durant 20, Iguodala 11, Thompson 10. Rimbalzi: Durant 12, Curry 6. Assist: Durant 10, Green 9.

Cavaliers: James 23, Love 13, Smith 10, Hood 10. Rimbalzi: Love 9, Nance Jr 8, James 7. Assist: James 8.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *