Golden State piega Houston grazie agli Splash Brothers, Thunder corsari a Los Angeles




Sono soltanto due le partite andate in scena nella notte NBA, ma si è trattato di un paio di big match: le assenze di Kevin Durant e James Harden non rovinano lo spettacolo della sfida tra Warriors e Rockets, con Golden State che ne esce vincitrice grazie agli Splash Brothers, mentre i Thunder espugnano per la seconda volta di fila Los Angeles, stavolta sponda Clippers.

Golden State Warriors-Houston Rockets 124-114

I Golden State Warriors stanotte hanno lanciato un segnale a tutti: i padroni della NBA sono ancora loro. Dopo aver annichilito i Cavaliers, la truppa di Steve Kerr supera anche gli Houston Rockets, in una sfida che, nonostante le assenze di Kevin Durant e James Harden, è risultata davvero spettacolare. Il grande avvio da parte dei padroni di casa, sfruttando le troppe palle perse degli ospiti, fa si che il pubblico di Houston spinga forte sin da subito i propri beniamini, con il vantaggio casalingo che arriva a toccare quasi la doppia cifra di vantaggio con un super Eric Gordon che dimostra di avere la mano calda. Gli Warriors tuttavia non perdono mai la scia e grazie alle giocate di Curry e Thompson, unite al solito grande apporto della panchina, arrivano all’intervallo lungo -1. Dopo aver difeso e attaccato in maniera più che discreta nei primi 24 minuti, nella seconda metà di gara Houston cala leggermente, nonostante le giocate di Gerald Green, mentre Golden State accelera i ritmi e chiude il terzo periodo sul +3, con un Draymond Green non più anonimo. Gli ultimi 12 minuti sono territorio di conquista per i campioni in carica, i quali, spinti dagli Splash Brothers, mettono al sicuro il risultato volando sulla doppia cifra di vantaggio e ottenendo un’altra importante vittoria.

Gli Warriors ottengono la nona vittoria di fila in trasferta, espugnando Houston per la settima volta di fila. Gli Splash Brothers non fanno rimpiangere l’assenza di Durant, ma la truppa di coach Kerr impressiona soprattutto per il grande gioco di squadra, con una panchina che dà sempre un grande apporto e non rimane mai anonima. Oltre alle grandi prestazioni di Curry e Thompson infatti, sono da segnalare quella di David West (12 punti con un ottimo 6/7 dal campo) e Nick Young (11 punti – 4/7), con le seconde linee che in totale apportano 34 punti. Da notare anche l’ottima prestazione di Andre Iguodala (10 punti e 8 rimbalzi), partito in quintetto base al posto di Durant, ma soprattutto non si può non citare la 21° tripla-doppia di Draymond Green (diventa così il leader della franchigia), fondamentale nella seconda metà di gara. Da notare che i Warriors non hanno mai perso quando Green ha realizzato una tripla-doppia.

Niente da fare invece per dei Rockets che hanno convinto a metà. Buoni i primi 24 minuti, con i soliti Paul e Gordon a guidare il resto della truppa, in calo gli ultimi 24. Tuttavia i segnali non sono poi così negativi: la sconfitta rimane una sconfitta, ma il divario tra le due squadre non è così ampio. Inoltre, Gerald Green sembra esser diventato l’asso nella manica di una squadra ricca di giocatori da tenere d’occhio.

Warriors: Curry 29, Thompson 28, Green 17, West 12, Young 11. Rimbalzi: Green 14. Assist: Green 10.

Rockets: Gordon 30, Green 29, Paul 28, Capela 15. Rimbalzi: Capela 10. Assist: Paul 9, Gordon 7.

Oklahoma City Thunder-Los Angeles Clippers 127-117

Thunder: George 31, Westbrook 29, Anthony 22, Adams 12. Rimbalzi: Westbrook 12. Assist: Westbrook 11.

Clippers: Williams 26, Jordan 26, Griffin 24, Johnson 13. Rimbalzi: Jordan 17. Assist: Wialliams 10.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


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