I Cleveland Cavaliers perdono malamente contro gli Indiana Pacers.

Cleveland Cavaliers-Indiana Pacers 90-92: Bogadanovic umilia LeBron James e compagni




Con un secondo tempo da 33 punti totali, i Cleveland Cavaliers riescono a farsi rimontare dal +17 di fine 2Q e a perdere la partita in maniera imbarazzante, ben oltre il risultato. Tutti gravemente insufficienti in casa Cavs, nonostante tante buone cose viste nella prima metà della partita (pesa troppo il risultato finale per esprimere un giudizio diverso). Indiana Pacers non entusiasmanti ma bravi a crederci fino alla fine, guidati da un Bogdanovic da 30 punti a tratti immarcabile.

Cleveland Cavaliers-Indiana Pacers 90-92 (1-2)

Stessi quintetti dell’ultima partita. Nel 1Q gli ospiti sono attentissimi in difesa con JR Smith sugli scudi, e costringono Indiana al 43.8% dal campo (33% da 3), il tutto condito da 7 palle perse. Unico in difficoltà in fase difensiva è Korver, limitato da un problema di falli (ma non sostituito da Lue). Falli che vengono commessi in abbondanza anche da Indiana (7) e che portano i Cavs in lunetta per ben 11 volte (8/11). Partita aggressiva, almeno all’inizio, di Hill, autore di 9 dei primi 12 punti della squadra ospite. Cleveland quindi agevolmente in vantaggio (31-20 alla fine del primo periodo) nonostante sole 2 triple tentate (1 segnata) guidati appunto da Hill, JR Smith e dal solito LeBron James (8 pts/5 reb/3 ast).

Nel 2Q la musica non cambia. Il secondo quintetto di Cleveland (Clarkson-Hood-Green-Nance, supportati da Love) riesce a mantenere 10 lunghezze di vantaggio fino al ritorno in campo a 6’ dall’intervallo lungo di LBJ, nonostante un Bogdanovic già caldo dalla lunga. Ma la difesa dei Cavs continua ad essere davvero efficace, e si arriva alla pausa sul 57-40.

Nella prima metà vanno sottolineate le prove di Love (16 punti, 54% dal campo) e LeBron, ma è un po’ tutto il gruppo a funzionare (54% dal campo, 50% da 3). Indiana Pacers invece imprecisi in attacco e meno attenti del solito in difesa, anche un po’ nervosi nel finale del primo tempo. Oladipo impalpabile, bene Bogdanovic.

Il 3Q inizia in maniera onestamente incomprensibile. LeBron James e compagni smettono di giocare, zero intensità offensiva. Bron inizia a fermare la palla senza alcuna logica, ed i compagni risentono di questa mancanza di “flusso”, iniziando a sbagliare conclusioni su conclusioni. 4 punti nei primi 6 minuti, 12 nell’intero quarto (5/19 al tiro, 1/10 da 3). Solo una difesa che continua ad essere buona permette a Cleveland di mantenere almeno 6 punti di vantaggio.

Cavs che rimangono assolutamente statici quando si trovano nella metà campo offensiva anche nel 4Q. Non ha senso parlare dei singoli di Cleveland, perché lo “spettacolo” è indecente. Green, Clarkson, Korver, James, Love, Smith, Hood… Zero assoluto. Ed ovviamente i padroni di casa, quasi senza accorgersene, trovano il pareggio (75-75) con 8 minuti da giocare. A 6 minuti dalla fine un gioco da 4 punti di Bogdanovic porta il risultato sull’81-77. L’azione successiva, dopo l’ennesima palla persa dei Cavs, sempre Bogdanovic mette la tripla del +7 (massimo vantaggio Indiana) con Lue costretto al timeout in cerca di risposte chissà dove.

All’improvviso un sussulto d’orgoglio del campione: LBJ con 2 triple consecutive ed un libero riporta la partita ancora una volta in parità. Ma è solo una illusione. Un Bogdanovic assolutamente incontenibile prima segna un sottomano e poi una tripla da metà campo, per il nuovo +5 (89-84) con meno di 2 minuti da giocare. Da lì in poi è solo una lunga agonia dei tifosi vinaccia, nonostante Love e James ci provino ancora, ma la frittata è già fatta.

Cavaliers: James 28, Love 19, Hill 13. Rimbalzi: James 12, Love 6. Assist: James 8

Pacers: Bogdanovic 30, Oladipo 18, Young 12. Rimbalzi: Turner 10, Young 7. Assist: Oladipo 7



Nato a Dolo (VE) il 17/07/’87, non ama parlare di sé stesso in terza persona, quindi non lo farò. Mi piace scrivere e la scrittura creativa in particolare, mi piace la pallacanestro e la NBA in particolare, per forza di cose mi piace unire le due passioni e scrivere di pallacanestro e non mettere le virgole in particolare quando servono e aggiungere “in particolare” in ogni frase. La possibilità di poter discutere e di potermi confrontare con altri appassionati mi esalta. Nel basket, come nella vita, ho una predilezione particolare per gli “underdog”, gli sfavoriti. Il primo vero amore cestistico non poteva che essere Allen Iverson. Poi però è arrivato LeBron James e ho cambiato idea. Anche io ho studiato delle cose, vissuto delle altre cose e lavorato da qualche parte.


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