Kevin Durant, Golden State Warriors

Cleveland Cavaliers-Golden State Warriors 120-129: Kevin Durant completa la sua Gioconda, il Larry O’Brien torna nella Baia!




Ogni artista ha l’opera che lo ha reso immortale, le NBA Finals 2017 sono quella di Kevin Durant. La sua Gioconda, completata magistralmente con un’incredibile prestazione in Gara 5 che ha definitivamente abbattuto i folli sogni di titolo dei Cleveland Cavaliers. L’ex Oklahoma City Thunder si prende quindi il tanto ambito anello di campione NBA e il titolo di Most Valuable Player delle Finals, scoppiando in lacrime tra le braccia della madre a fine partita mentre giocatori, staff e tifosi dei Golden State Warriors hanno dato il via alla festa. Dopo un anno di trasferta in Ohio il Larry O’Brien Trophy torna nella Baia!

Cleveland Cavaliers-Golden State Warriors 120-129

Dopo il successo ottenuto sul parquet di casa un’altra vittoria nel secondo elimination game consecutivo non era un’utopia per i Cleveland Cavaliers, ma fin dal principio tutti i presenti sapevano perfettamente che per ottenerla sarebbe servita un’altra partita perfetta… Che non è però arrivata. Una partenza positiva ha illuso i tifosi, sprazzi di buon basket e le positive prestazioni offensive di Tristan Thompson e JR Smith, oltre al solito immancabile e immarcabile LeBron James, hanno messo gli ospiti in cabina di comando per quasi l’intero primo quarto, ma a metà del secondo periodo il momentum della sfida è improvvisamente cambiato.

Sul -8 i Golden State Warriors hanno infatti improvvisamente deciso che era giunto il momento di alzare il ritmo, e nell’eccellenza del gruppo sono spiccate per l’ennesima volta le prestazioni di Steph Curry e Kevin Durant. Il playmaker della Baia ha disputato una partita eccellente nonostante la serata no al tiro da oltre l’arco, portando spesso il pallone al ferro e guadagnandosi un’enormità di viaggi in lunetta (12/15 ai liberi). Sul fronte Durant la situazione è leggermente diversa: il #35 ha dominato totalmente la partita da metà secondo quarto alla fine dell’ultimo, mostrandosi incredibilmente efficiente in fase offensiva (39 punti con 14/20 al tiro) e dando un enorme aiuto in difesa.

Kevin Durant, Golden State Warriors

La festa di Kevin Durant, neo-campione NBA con i Golden State Warriors

La trappola che coach Tyronn Lue ha cercato di portare con insistenza su Curry ha funzionato soltanto relativamente, quando nel pick&roll alto si è trovato Draymond Green infatti Golden State ha segnato con continuità, soprattutto in alley-oop, premiando gli eccelsi tagli sulla linea di fondo di un Andre Iguodala fenomenale in uscita dalla panchina. Quando invece dopo la trappola il pallone è finito tra le mani di Kevin Durant le cose non sono cambiate, KD ha segnato e smazzato assist eccelsi per i compagni, soprattutto quando la difesa Cavs ha allentato il ritmo e cominciato a fare errori di comunicazione assolutamente non all’altezza di una sfida delle Finals. Eccelse anche le prestazioni, soprattutto difensive, di Klay Thompson e Draymond Green, mentre il già citato Iguodala ha difeso alla morte e attaccato in maniera favolosa, chiudendo con 20 punti scaturiti da un 9/14 al tiro e guidando una panchina da cui non sono usciti JaVale McGee e Ian Clark, ma che invece ha visto arrivare minuti preziosi da David West e Patrick McCaw.

I Cavs hanno giocato una buona pallacanestro solamente a sprazzi, dimostrandosi decisamente inadeguati nel secondo tempo in fase difensiva. Non tanto per i 129 punti concessi a quello che è uno dei migliori attacchi mai visti su un parquet NBA, quanto per errori banali, spesso di comunicazione, che hanno portato i Golden State Warriors a segnare una serie di facili canestri che hanno ammazzato definitivamente la partita. Anche l’energia a sprazzi non è stata sufficiente, con troppi rimbalzi offensivi concessi, prima a Zaza Pachulia poi a Steph Curry che ne sono l’esempio lampante. Nel finale di gara è stato ovviamente LeBron James a mostrarsi solo sull’isola con sei canestri consecutivi (41 punti, 13 rimbalzi, 8 assist con 19/30 al tiro) che non sono però bastati a rimettere i suoi in partita.

Dopo il suono della sirena è partita la festa, con giocatori come Kevin Durant che hanno ceduta alla gioia e alle lacrime addirittura prima del finale di partita mentre l’intera Oracle Arena si è alzata in piedi per applaudire i suoi beniamini. I nuovi campioni NBA. I Golden State Warriors.

Cavaliers: James 41, Irving 26, Smith 25, Thompson 15. Assist: James 8. Rimbalzi: James 13, Love 10.

Warriors: Durant 39, Curry 34, Iguodala 20, Green 10. Assist: Curry 10. Rimbalzi: Green 12.



Ventitreenne italoamericano diviso tra Firenze e Los Angeles e visceralmente innamorato della palla a spicchi. Ho sempre pensato che niente sarebbe mai stato come il Mamba, poi è arrivato LaVar Ball.


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