Cleveland Cavaliers-Golden State Warriors 114-124: ad Oakland succede l’inverosimile, ma i Warriors si portano a casa Gara-1




Alla Oracle Arena tutti si aspettavano una Gara-1 formidabile, ma forse non a questi livelli. Da un lato un LeBron James semplicemente leggendario, dall’altro un grandissimo gioco di squadra. Se teniamo conto anche dell’incredibile dormita di Jr Smith e dell’espulsione di Tristan Thompson, possiamo davvero affermare che ad Oakland stanotte è successo di tutto. Intanto però i (“favoritissimi”) Warriors si portano in vantaggio.

Cleveland Cavaliers-Golden State Warriors 114-124 (0-1)

Nonostante entrambe le squadre vengano da delle semifinali di conference giocate fino alla settima partita, fin dal primo minuto il ritmo messo in campo è davvero elevato. Cleveland parte molto concentrata, cercando di eseguire al meglio in attacco e difendendo al massimo delle proprie possibilità, con i Warriors che cercano subito di spingere, salvo poi auto bloccarsi rimanendo nella scia delle giocate dei propri avversari. Fin da subito è LeBron James a rendersi protagonista, che come al solito si prende sulle spalle i Cavaliers e comincia a segnare di tutto (14 punti con solo 2 errori al tiro); per i padroni di casa invece, dopo la grande paura per il ginocchio di Klay Thompson (mandato al tappeto in maniera piuttosto brutta da Jr Smith), è Stephen Curry a guidare le operazioni (11 punti nel quarto), facendo affidamento su un buon impatto da parte della panchina. Durant invece sembra un po’ arrugginito. In tutto questo, gli ospiti riescono a finire avanti di una lunghezza i primi 12 minuti (30-29), con la Oracle Arena che sotto sotto comincia a farsi un paio di domande.

Nella seconda frazione di gioco le cose non cambiano. Il ritmo rimane molto alto ed entrambe le squadre cercano le giuste spaziature per costruirsi dei tiri il meno forzati possibile. Cleveland, quando non è James ad attaccare in prima persona, cerca di dare spesso la palla sotto le plance, utilizzando il fisico di Kevin Love e Larry Nance Jr per sfondare. Spesso e volentieri molti tiri arrivano dagli scarichi del #23 o da buone circolazioni di palla (roba rara per i Cavs di quest’anno), con i ragazzi di coach Lue che mettono dentro quasi tutto il possibile. I Warriors hanno un blackout offensivo e si ritrovano sotto anche di 11 lunghezze, riuscendo però negli ultimi 3 minuti del periodo a riattivare i propri meccanismi (sfruttando alla perfezione il lavoro sui blocchi) e a ritornare sotto. Solo una tripla allo scadere da quasi metà campo di Curry permette ai padroni di casa di arrivare alla pausa lunga in perfetta parità (56-56).

Cleveland sta dando decisamente più fastidio del previsto, in particolare grazie ad un LeBron James in stato di grazia, con Golden State che, seppur giocando un buon basket, non ha ancora espresso al meglio il proprio gioco. Insomma, i Warriors non hanno ancora strapazzato i Cavaliers e ai tifosi cominciano a salire ancora più dubbi.

Il terzo quarto come ormai sanno anche i sassi è il terreno di caccia preferito da parte dei giocatori di Steve Kerr, il quale prova anche a giocarsi la carta JaVale McGee. Il risultato è che i Curry e soci dopo pochi minuti provano la prima fuga della partita portandosi sul +7 (66-59), grazie al lavoro di Curry, Durant, Thompson e proprio di McGee. L’entusiasmo casalingo però dura poco: due triplazze di James e un buon lavoro sotto canestro tengono gli ospiti perfettamente in partita. (68-68). La seconda metà della frazione di gioca punto a punto, con molti botta risposta, almeno fino a quando, a circa 120 secondi dalla fine, è ancora Golden State ad allungare, riuscendo ad arrivare alla sirena con 6 lunghezze di vantaggio (84-78).

Nell’ultimo periodo ci si poteva aspettare un calo di James e soci e una facile vittoria per i Warriors, invece succede davvero di tutto. Nella prima parte i Cavaliers riescono a recuperare tutto lo svantaggio, poi a 3 minuti dalla fine ricadono sul -6, ma James e Love riescono a ricucire lo strappo sul -1, sfruttando la poca lucidità dei padroni di casa nel chiudere definitivamente la partita. Con 50 secondi rimasti sul cronometro The Chosen One mette a referto un clamoroso gioco da 3 punti che porta i suoi avanti di 2. Rapida la risposta dei Warriors che impattano la partita, ma 20 secondi dopo si ritrovano sotto nuovamente di 2 lunghezze (l’autore è sempre King James). A 20 secondi dalla fine Curry si prende le sue responsabilità e con una penetrazione, subendo pure fallo, riesce a riportare i suoi avanti di una sola unità. Ultimo possesso in mano a James, che con grandissima intelligenza non cerca un uno contro uno forzato e trova Hill sotto canestro, costringendo Klay Thompson al fallo. Primo libero a bersaglio, secondo corto e… succede l’incredibile: Smith prende un clamoroso rimbalzo offensivo, ma invece che girarsi e tirare, scappa fuori dalla linea da tre e tiene palla, credendo evidentemente di essere avanti di un punto. Morale della favola overtime.

Nel supplementare Golden State trova subito 7 lunghezze di margine, con Cleveland che non sembra più avere le forze e la lucidità di rientrare. La tripla messa a segno da Draymond Green a 90 secondi dalla fine spezza definitivamente le gambe a James e soci, che finiscono sul -10. Nel finale c’è anche spazio per l’espulsione di Tristan Thompson, con il clima che si agita non poco. Alla fine sono i Warriors a portarsi a casa Gara-1, in particolare grazie a Jr Smith.

I padroni di casa giocano una buonissima partita, sia in attacco (51% dal campo) che in difesa, ma devono essere più lucidi nei momenti chiave, in modo tale da chiudere la partita in maniera definitiva senza ogni volta subire una rimonta e doversi giocare il risultato finale punto a punto. Altro particolare è la prestazione di un Durant non proprio in formissima. Dall’altro lato agli ospiti non basta una strepitosa prestazione di LeBron James, che si ritrova sempre più solo sull’isola: Jr Smith tutt’altro che solido (e decisivo in maniera negativa), Korver totalmente fuori partita, Thompson presente a tratti e Clarkson decisamente bocciato. Solo Hill, Love e Nance Jr sono stati in grado di dare un reale aiuto, il quale però rimane inconsistente se si vuole provare a vincere una finale NBA. In sostanza quindi, per l’ennesima volta, abbiamo un LeBron contro tutti.

Cavaliers: James 51, Love 21, Smith 10, Nance Jr 9. Rimbalzi: Love 13, Nance Jr 11. Assist: James 8.

Warriors: Curry 29, Durant 26, Thompson 24, Green 13. Rimbalzi: Green 11, Durant 9. Assist: Curry 9.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


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