Cleveland Cavaliers-Boston Celtics 135-102: LeBron James supera Jordan e non fa sconti, annientati i Celtics




I Cavaliers partono centrati fin dall’inizio, e quando trovano la giornata in cui va tutto giusto e la mentalità è quella di un vincente, non c’è scampo per nessuno. I Celtics tracollano così in casa prendendo un’altra mazzata, ingiusta per il loro cammino, ma più che onesta per quanto visto in campo. Serie che si chiude così sul 4-1 in favore di Cleveland, con Boston che esce si a testa alta dalla sfida, ma che avrebbe potuto fare di più.

Cleveland Cavaliers-Boston Celtics 135-102

Come si può dedurre dal punteggio, la partita non ha molto da dire. I Cavs partono concentrati e non hanno nessuna intenzione di fare sconti nei confronti degli avversari, divenendo una vera gioia per gli occhi in campo aperto e trovando soluzioni più che ottime anche a difesa schierata. Le alte percentuali al tiro (64.0%) e una sola persa permettono a James&co. di volare subito sul +21, con i Celtics che fanno difficoltà sia in attacco (39.1% dal campo e 3 perse), che in difesa, non riuscendo a trovare il modo di fermare l’attacco ospite. Negli ultimi 2 minuti del periodo tuttavia i padroni di casa trovano una piccola reazione d’orgoglio tornando sul -15, con i primi 12 minuti che si concludono poi sul 43-27 in favore di Cleveland, guidata da un LeBron James da 11 punti (5/5 dal campo), 6 assist, 4 rimbalzi, 2 rubate e 1 stoppata.  Inizio di secondo periodo abbastanza confusionario, con una gran quantità di falli spesi, e alcune rapide palle perse da parte di entrambe le squadre, con i tiri che entrano con facilità sia da una parte che dall’altra. Poi però sono ancora una volta gli ospiti a dimostrare di essere in totale controllo delle operazioni, facendo oscillare il proprio vantaggio costantemente tra le 18 e le 21 lunghezze, grazie a delle sempre ottime percentuali dal campo (59.5% dal campo e 40.0% da 3). Boston comincia a segnare più frequentemente, ma che non riesce a trovare delle adeguate soluzioni difensive che gli permettano di ridurre il gap. Verso la fine del periodo le percentuali calano un po’, e con due perse nell’ultimo minuto (e 4 punti subiti di conseguenza) Cleveland rischia di veder ridotto il suo vantaggio, ma un canestro a 1 secondo dalla fine di Irving permette ai Cavs di arrivare alla pausa lunga sul +18 (75-57). James continua ad essere mostruoso (20 punti, 7 assist, 7 rimbalzi, 3 rubate e 1 stoppata facendo 7/8 dal campo),  mentre è sorprendente l’apporto di Deron Williams dalla panchina, autore di 14 punti realizzando 5 dei 6 tiri tentati. Dall’altra parte i Celtics, che hanno già 9 palle perse a carico, tirano con il 44.7% dal campo e hanno in Bradley l’unico faro in una serata davvero buia (19 punti con 8/13 al tiro). Seconda metà di gara che non ha veramente nulla da raccontare, con Boston che tracolla definitivamente nel terzo periodo, toccando il -35 sotto i colpi di James e Irving, e gli ultimi 12 minuti che sono una semplice passerella per la truppa di coach Lue, che affronterà così in finale per il terzo anno di fila i Golden State Warriors.

STORICO JAMES – Il protagonista della partita non poteva che essere lui: LeBron James trascina i suoi Cavaliers alle Finals con una super prestazione da 35 punti (13/18 dal campo), 8 rimbalzi, 8 assist, 3 rubate e 1 stoppata, ma soprattutto lo fa a suon di record. The King infatti, non solo supera Ginobili nella classifica dei tiri da 3 messi a bersaglio nei playoff (ora al secondo posto della classifica), ma supera Michael Jordan nella classifica marcatori, divenendo il giocatore che ha segnato di più nella post-season nella storia della NBA. Per il Prescelto inoltre, si tratta della 7 presenza di fila alle NBA Finals. Allargando la visione al resto della squadra, si può dire che Cleveland abbia giocato la partita perfetta, con alte percentuali al tiro (56.5% dal campo e 46.5% dall’arco) e non tante palle perse (11), e una grande attenzione nella parte difensiva (13 rubate). Ottimo l’apporto del solito Irving (24 punti e 7 assist), buono anche quello di Love (15 punti e 11 rimbalzi), anche se non tira gran che bene, e sorprendente quello di Williams partendo dalla panchina (14 punti), con il resto della squadra che si spartisce abbastanza equamente i restanti punti messi a referto (hanno segnato tutti e 13 i giocatori scesi in campo). Se la forma e la mentalità rimarranno queste, quelle tra Warriors e Cavaliers dovrebbero essere delle Finals tutte da gustare.

FINE INGIUSTA MA ONESTA – Ci sta perdere la serie 4-1 contro questi Cavaliers, ma è un po’ ingiusto prendere mazzate del genere. I Celtics hanno lottato fino alla fine onorando il loro impegno, ma tra giornate decisamente no al tiro, prestazioni singole rivedibili e degli avversari incontenibili, ne è uscito un mix che lascia un po’ tutti con l’amaro in bocca. Diciamo che ci si aspettava di vedere una serie un po’ più combattuta e meno a senso unico, ma evidentemente questi Celtics non sono ancora pronti per fare il grande salto di qualità che è richiesto ad una squadra che arriva alle finali di conference (o forse era semplicemente troppo forte Cleveland). Venendo alla partita di stanotte, non c’è molto da dire, con i ragazzi di coach Stevens che fin dal primo minuto sono costretti ad inseguire gli ospiti, penalizzati da orrende percentuali al tiro (43.0% dal campo, dato falsificato dall’ultimo quarto), dalle troppe palle perse (18) e da una difesa che non è mai stata in grado di trovare le giuste soluzioni per mettere in difficoltà l’attacco avversario. Unici faro in mezzo ad una profonda oscurità sono Avery Bradley, che chiude la sua partita con 23 punti e il 50.0% dal campo, e Gerald Green (14 punti con il 50.0% dal campo), mentre tutti gli altri, da Olynyk a Horford, passando per Crowder e Smart, davvero pessimi. Sicuramente ci sarà delusione nella franchigia, ma ci deve anche essere la consapevolezza che è stata fatta una stagione da urlo, e che l’anno prossimo sarà un dovere, dati i mezzi a disposizione, ritornare a giocarsi un posto alle NBA Finals.

Cavaliers: James 35, Irving 24, Love 15, Williams 14. Rimbalzi: Love 11, James 8. Assist: James 8, Irving 7.

Celtics: Bradley 23, Green 14, Crowder 11, Rozier 10. Rimbalzi: Crowder 6, Smart 5. Assist: Rozier 7, Crowder 3.



Veneziano classe '98. Grande appassionato di basket (anche se seguo in generale praticamente ogni sport), ma anche di musica e film. Sono cresciuto inseguendo la figura di Kobe Bryant e ho due frasi preferite riguardo lo sport: "Hard work beats talent when talent fails to work hard" (Kevin Durant) e "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better" (Samuel Beckett).


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