Curry e i Warriors davanti alla minaccia James

Warriors in buona compagnia: le magnifiche 4 ad aver deluso le aspettative


Il ricordo delle scorse NBA Finals è ancora fresco nelle menti di tutti gli appassionati, ma nonostante l’impresa fatta da James i Cavaliers questo resterà per sempre vivido soprattutto nella memoria degli sconfitti. Buttare via un vantaggio del genere con a disposizione un roster con quella quantità di talento sembrava infatti impensabile, ma i Warriors non sono certo stati la prima squadra a rendersi degna di una “commedia degli orrori”. Andiamo quindi a vedere quali sono le quattro squadre più forti della storia recente a non aver messo in bacheca il tanto agognato titolo.

Gary Payton e Shawn Kemp

Partiamo dalla stagione 1995-1996, famosa per l’ormai secondo miglior record della storia NBA di 72 vittorie e 10 sconfitte dei Chicago Bulls più esorbitanti della storia e capitanati dal giocatore più incredibile della storia parlando, anche solo, dei Playoff. L’anomalia dell’anno sono i Seattle SuperSonics (che da lì a dieci anni diventeranno Oklahoma City Thunder) che si qualificano primi ad Est con un record di 64-18. I Sonics sono capitanati da una delle coppie lungo-play (insieme a John Stockton e Karl Malone) più forti della storia. Il Payton to Kemp è, insieme ai due sopra citati, la massima espressione dell’intesa tra due giocatori diametralmente opposti. Gary ‘The Glove’ Payton è stato probabilmente il miglior difensore a ricoprire il ruolo di playmaker. Ha militato 17 anni in NBA, principalmente con le maglie di Seattle, con cui vince il premio di difensore dell’anno e Miami, con cui vince il suo primo e unico titolo. A Seattle, nella stagione 1995-1996 guida con 19,3 punti e 7,5 assist di media (insieme a 2,9 rubate che lo candidano anche alla corsa al DPOY) i SuperSonics alle Finals, il tutto in coppia con un dominante Shawn ‘The Reign Man’ Kemp da 20 punti (con 57% dal campo) e 11 rimbalzi a partita. Oltre alle due star la squadra conta nel quintetto anche ottimi giocatori come Hersey Hawkins (15.6 ppg), Detlef Schrempf (17 punti con il 40% dall’arco) e Sam Perkins, 206 centimetri e 12 punti ad allacciata (con il 36% da tre). Le carte per fare bene ci sono tutte, e quei Sonics arrivano infatti alle Finals con un record ai Playoff di 11-4. Dall’altra parte però ci sono i Bulls di Jordan.  Con 30.7 punti di media in quei Playoff (46% dal campo, 40% da tre punti), Michael, con al seguito Scottie Pippen (17 punti) e Dennis Rodman (13.7 rimbalzi) guida alla vittoria Chicago per 4-2 contro i  malcapitati avversari. La storia darà poi una mano a Gary Payton qualche anno dopo.



Ciao, mi chiamo Giulio, ho 17 anni e vivo a Bologna. Mi sono avvicinato da poco al mondo della NBA ma sono sempre stato un tifoso della Fortitudo e vivendo a BasketCity sento la pallacanestro come stile di vita. Pratico anche kickboxe e da luglio 2016 scrivo per la pagina NBARevolution.


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