Kristaps Porzingis e Karl-Anthony Towns

Rising Stars Challenge – Serbia, Lettonia, Canada: tutti contro il Team USA




L’All-Star Weekend è un evento speciale anche perché in continuo cambiamento, eccezion fatta per la “sacra” partita della domenica (anche se potremmo stare a parlare per ore dell’abbassamento dell’intensità e di altre questioni annose); anche la tradizionale partita rookies vs. sophomores ha subito parecchi cambiamenti, fino a diventare ciò che è oggi: una sorta di Ryder Cup cestistica giovanile (passateci il paragone), in cui i migliori talenti statunitensi al primo e al secondo anno sfidano i loro colleghi internazionali. Questo non fa altro che testimoniare il grande sviluppo e soprattutto la considerazione che il basket d’oltreoceano ha ottenuto presso i maestri americani, e visto il livello di serietà e di competitività che hanno raggiunto le due passate edizioni (nel 2015 vittoria del Team World, nel 2016 del Team USA) non possiamo fare altro che aspettare con curiosità questo antipasto (ore 03:00 italiane) della partita delle stelle. Giunti a questo punto la domanda sorge spontanea: cosa ci aspetta stanotte?

Karl-Anthony Towns, indubbiamente l’uomo chiave del Team USA

TEAM USA – Gli Stati Uniti si presentano con un paio di sorprese nel roster. La prima e sicuramente più importante è la presenza di Karl-Anthony Towns, dominicano nel cuore e nel passaporto (ha anche disputato competizioni internazionali con il suo Paese) ma che per una notte giocherà con la maglia di Zio Sam; la seconda è l’inserimento nel roster di Jonathon Simmons, che nonostante i 28 anni da compiere farà la parte del nonno vicino a questi baldi giovincelli: come avrebbe avuto da dire il buon Roger Murtaugh di Lethal Weapon, “I’m too old for this s**t”. Ad agire come compagno di reparto di KAT dovrebbe esserci Myles Turner, quasi sempre utilizzato da 5 da coach Nate McMillan ma capace anche di occupare la posizione di power forward; vista l’assenza di altri interpreti del ruolo a roster Brandon Ingram dovrebbe partire da ala piccola titolare, mentre il backcourt dovrebbe essere formato da D’Angelo Russell e Devin Booker. Quintetto incredibile ma panchina forse non all’altezza, con l’altro “giovane veterano” Brogdon a guidare Jahlil Okafor, Frank Kaminsky, il già citato Simmons e Marquese Chriss. Squadra interessante, no?

Roster:

Karl-Anthony Towns
Malcolm Brogdon
Devin Booker
Marquese Chriss
Brandon Ingram
Frank Kaminsky
Jahlil Okafor
D’Angelo Russell
Jonathon Simmons
Myles Turner

Nikola Jokic, Denver Nuggets

Nikola Jokic, l’uomo che assieme a Kristaps Porzingis guiderà l’assalto del Team World

TEAM WORLD – La notizia peggiore per gli international è arrivata nei giorni scorsi, con il pesante forfait di Joel Embiid che lascia la squadra orfana di quello che molto probabilmente diventerà il prossimo Rookie of the Year. Il Team World però può contare su un altro centro che sta mostrando segni di un dominio con pochi precedenti nella metà campo offensiva: Nikola Jokić è pronto a non far rimpiangere il pariruolo camerunense, e in questo suo particolare momento di forma sarà interessante vederlo all’opera in una gara in cui lo spettacolo sta al primo posto. Per il quintetto titolare le idee sono ancora parecchio confuse, con molti giocatori a contendersi pochi posti e altri spot lasciati praticamente scoperti, ma l’idea che ci si può facilmente fare se si guarda al roster è che questa squadra sembra una lontanissima parente delle selezioni che avevano battuto o impensierito fortemente i padroni di casa statunitensi, e che probabilmente le magie di Joker potrebbero non bastare per avere la meglio sugli avversari a stelle e strisce. Comunque vada, però, sarà un successo: il movimento cestistico extra-americano è in continua crescita e se ne sono accorti tutti: forse il sorpasso non ci sarà mai, per ovvi motivi, ma dare fastidio alla nazione della pallacanestro per antonomasia, anche se solo giovanile, può essere un motivo di vanto per tutti i ragazzi che sono cresciuti guardando all’America del basketball come un mondo inarrivabile.

Roster:

Alex Abrines (Spagna)
Dante Exum (Australia)
Buddy Hield (Bahamas)
Nikola Jokić (Serbia)
Trey Lyles (Canada)
Emmanuel Mudiay (Congo)
Jamal Murray (Canada)
Kristaps Porzingis (Lettonia)
Domatas Sabonis (Lituania)
Dario Saric (Croazia)

Sulla carta gli statunitensi “sono una squadra fortissimi” dunque, con tantissime bocche da fuoco e possibilità di allargare il campo a dismisura: basterà a contenere l’orda dei barbari oltreoceanici? E chissà che Nikolino non faccia lo scherzetto allo Zio Sam.



Veneziano, classe 1999. Di professione faccio il tifoso dei Timberwolves e della Juventus, nel tempo libero faccio l'hater dei Lakers e sono caporedattore di NbaRevolution. Se qualcuno conosce dei rituali tribali per vincere una Champions o per arrivare ai Playoff, mi contatti al più presto.


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